Quelle strane “u” dei Baresi che ingannano i vocabolari
La i prostetica
Il nostro idioma, unitamente al fenomeno tipico della “i prostetica”, argomentata in precedente articolo, possiede parole che, nella pronuncia, geminiano altra u, la u prostetica, che va segnalata graficamente. Tali parole, peraltro di numero assai ridotto, sono quelle con u etimologica, seguita da vocale accentata, che sviluppano suono più prolungato, rafforzato e che va segnalato con altra u, in qualsiasi circostanza ed incontro, con qualche eccezione che richiede invece la i prostetica.
Alcuni esempi: uànde (guanto) diventa u u-uànde (il guanto) e al plurale le u-uànde; uàrdie fa la u-uàrdie e le u-uàrdie (la guardia e le guardie); u u-uàppe (guappo); u u-uèrce (guercio).
Le eccezioni: u iùne (l’uno); u iùdle (l’utile); u iùsckue (il bruciore).
Vi sono parole che pur avendo le caratteristiche innanzi dette, hanno l’accento tonico su vocali diversa della prima, in questo caso la ‘u’, non è richiesta, eccezion fatta per alcuni nomi femminili. Es: uandìire (guantiera) fa la uandìire e la u-uandìire.
Non pochi compilatori di vocabolari non solo baresi (meglio chiamarli glossari) tratti in inganno dalla i e dalla u prostetiche, hanno registrato molti termini in modo erroneo. Esempi: uacchengìidde; uacchiètte; uaccone; uaddore; uàgghie; uanesine; uannìcchie; uapone, uàrrue; uàsce; uatterrone; uattone; uàvete; uècchie; uègghie; uère; uève; uòre; a tali termini, basterà togliere la u iniziale (che sarebbe l’articolo u: il) per ottenere il lemma corretto.
È come voler registrare nei vocabolari italiani “istrada” alla ‘i’ per il solo fatto che “strada” prende la ‘i’ eufonica dopo in o per, in istrada, per istrada.
Si suggerisce un metodo valido, per i Baresi, per controllare se la ‘i’ sia prostetica oppure no. (È necessario, però, essere a conoscenza della pronuncia barese dei vari vocaboli nelle loro combinazioni). Si prenda ad esempio qualsiasi sostantivo maschile singolare che inizia con i seguìto da vocale accentata: iàcce, lo si faccia precedere da non o da u: se il vocabolo fà nonn-acce o u u-acce, la i che scompare è prostetica, dato che quando la i è etimologica, non scompare mai, come: iòdie (iodio; u iòdie; non iòdie, ma spirde (non iodio, ma alcool); u iùse: locale che serve ad un uso utile (parlando con decenza); ma, è necessario conoscere bene il dialetto per trarre vantaggio da un tal metodo.
In casi particolari, l’articolo u gemina un’altra u davanti a nomi maschili che cominciano con vocale accentata, u u-àgghie (l’aglio); u u-àrrue (l’albero); u u-àngeue (l’angelo); uffe (il femore) fa u iuffe; ùldeme (ultimo) fa u iùldeme; urme (olmo) fa u iùrme.
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Felice Giovine è nato a Bari. Nel 1985 ha creato il Centro Studi Baresi, il Comitato per l’eliminazione del J (gei) dall’italiano e dal barese; nel 2009 ha pubblicato e diretto U Corrìire de BBare (fino a febbraio 2012); nel maggio 2012, l’Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine” (con Rino Bizzarro, Gigi De Santis e Gianni Serena). È figlio di Alfredo da cui ha ereditato l’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi e la Sezione Civiltà Musicale Pugliese, oltre a la crosce de mbarà a le barise a llègge e a scrive come se dève la lèngua noste.