Ruvo di Puglia: un viaggio fra chiese, musei e antiche testimonianze
Ruvo
Continuiamo l’esplorazione di borghi e paesi pugliesi, la meta delle nostre peregrinazioni questa volta è Ruvo di Puglia, paese dalle origini molto antiche. Come già capitato per Lucera e Martina Franca, anche per questa visita culturale approfittiamo del tour organizzato dalla aps Martinus, associazione che si occupa del recupero della chiesa di San Martino a Bari vecchia.
Il tempo di scendere dal pullman e ancor prima di prendere il caffè, iniziamo il nostro viaggio alla scoperta di questo suggestivo comune.
Alla scoperta di Ruvo di Puglia: il Museo Nazionale Jatta
La nostra prima meta è il Museo Nazionale Jatta sito appunto nel Palazzo Jatta.
Un museo composto da sole quattro sale ma che contiene al suo interno migliaia di reperti archeologici fra cui moltissimi risalenti all’età peuceta del VII secolo a.C.
Un particolare del museo è che l’allestimento non è fatto secondo un criterio di datazione bensì un criterio di “bellezza” e “importanza” secondo il gusto del 1800, difatti le sale mantengono la disposizione voluta da Giovanni Jatta nipote dell’omonimo archeologo a cui apparteneva la collezione formatosi fra il 1820 e il 1842. La scoperta del patrimonio archeologico di Ruvo nel 1820 portò ad una vera caccia al tesoro da parte dei contadini della zona, che in cambio di denaro o cibo, vendevano alla famiglia Jatta i reperti trovati durante il lavoro dei campi.
Nella prima stanza ci sono principalmente “terrecotte” e al centro della sala è impossibile non notare un dolio, un grande contenitore tondeggiante usato per la conservazione dell’olio.
La seconda contiene circa 700 vasi e nella terza oltre al busto marmoreo di Giovanni Jatta sono presenti i rhyta a forma di testa umana e animale e alcune bellissime anfore finemente decorate.
Nell’ultima stanza sono presenti gli oggetti più preziosi della collezione fra cui il meraviglioso vaso di Talos.
La chiesa di San Domenico
Dopo la visita al museo attraversiamo piazza Bovio e ci prepariamo a esplorare la chiesa di San Domenico. Il tempio costruito nel cinquecento con il titolo di SS. Regina del Rosario fu poi riconsacrato e successivamente riedificato dai Padri Scolopi, di cui riporta lo stemma sul timpano, posto al di sopra del grande portone. La facciata è divisa in due ordini di trabeazioni e nel secondo è presente una grande finestra centrale e sulla sommità dell’edificio una croce di ferro.
All’interno dell’edificio è composto da una pianta a croce latina con volta a botte. Osserviamo l’altare barocco con la statua lignea di san Domenico e le pregevoli opere d’arte presenti, fra cui il dipinto della Madonna del Suffragio, una Madonna con bambino con san Francesco e san Domenico sui lati, opera di Fabrizio Santafede.
L’ex convento dei Domenicani a fianco alla chiesa è ora la Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea Domenico Cantatore.
La chiesa matrice di Ruvo di Puglia
Lasciamo la chiesa di San Domenico e vista la bella giornata passeggiamo piacevolmente e attraversiamo il centro storico, così da raggiungere la concattedrale di Santa Maria Assunta. La chiesa matrice di Ruvo è stata costruita fra il XII e XIII secolo, la facciata è di tipo romanico pugliese con tre portali. Salendo fino all’apice della struttura, sopra il portale centrale è presente un bassorilievo rappresentante la ruota della fortuna, una bifora con il bassorilievo dell’arcangelo Michele e un rosone dominato dalla figura sedente che per alcuni rappresenta Roberto II si Bassavilla.
Molto interessante è l’intradosso del portone centrale i cui archi sono costellati di bassorilievi raffiguranti Cristo, la Madonna, gli apostoli, angeli e altre importanti figure del Nuovo Testamento.

Notevoli sono inoltre le due colonne di fianco al portale con dei grifi all’apice che poggiano su colonne sorrette da leoni, sostenuti a loro volta da telamoni.

L’interno del tempio è diviso invece in tre navate e in quella centrale c’è il ciborio opera dell’architetto Ettore Bernich che chiaramente si ispira a quello della basilica di San Nicola a Bari.
All’interno della splendida chiesa ci sono opere di pregevole fattura come la statua del patrono di Ruvo, san Biagio, e diversi affreschi raffiguranti la Madonna, oltre a un crocifisso del XVI secolo e la statua in argento di san Rocco.
L’ipogeo sotto la concattedrale
Al di sotto del bellissimo tempio, è presente un ipogeo all’interno dello stesso sono presenti diverse sepolture che partono dall’epoca peuceta per arrivare al medioevo.
Come ci rivela l’architetto Milillo, presidente dell’associazione Martinus, la quota del calpestio della pavimentazione della chiesa è stata abbassata, quando durante la ristrutturazione del tempio, si sono resi conti che l’edificio doveva essere più alto di quanto sembrava.
Motivo per cui ora esistono i gradini all’ingresso del portale centrale e sono diventati visibili i telamoni un tempo nascosti dalla pavimentazione.
Botteghe e mostre
Siamo quasi giunti all’ora di pranzo quando le nostre guide ci portano a vedere due piccole chicche del posto. Una piccola bottega a pochi passi dalla cattedrale, nella quale ammiriamo le opere artigianali del proprietario: bellissimi mosaici policromi.
E poi ammiriamo la piccola chiesa dell’Annunziata costruita nel XIV secolo. Questo tempio, in quei giorni, ospitava una interessante mostra di vesti, quadri e statue sacre ruvesi, restaurati e valorizzati esaltare il patrimonio culturale e religioso della città.
Abbastanza provati, ci fermiamo per una sosta in un ristorante della zona e dopo un pranzo tutt’altro che frugale, ci rimettiamo in cammino alla scoperta del centro storico.
Se avessimo ancora dubbi sull’importanza di Ruvo nell’antichità, ci basta osservare l’epigrafe dedicata all’imperatore Gordiano III posta sul muro della torre dell’Orologio.

La chiesa del Purgatorio
Passiamo poi da piazza Matteotti e ci dirigiamo verso la nostra nuova meta: la chiesa del Purgatorio.
Questo edificio sacro ha una particolarità: nasce dall’unione di due antiche chiese adiacenti, tanto che non solo dall’esterno sono visibili i due ingressi diversi ma anche la struttura delle navate attigue lo sono.

La navata a destra è dedicata alle anime del Purgatorio e a Maria SS. del Suffragio. Sull’altare marmoreo dell’800 della navata si erge il dipinto della Madonna del Suffragio tra i santi Anna, Filippo Neri e Teresa d’Avila.
Sull’altare di sinistra corrispondente a quella che un tempo era la chiesa di San Cleto del’600, c’è un dipinto della Madonna col Bambino tra i Santi Cleto e Biagio.
La cisterna romana
Scopriamo con grande sorpresa che sotto la chiesa c’è un ipogeo, un’antica cisterna romana, detta appunto “grotta di San Cleto”, dove su una colonna è presente la rappresentazione del terzo papa della Chiesa Cattolica.
L’ultima tappa a Ruvo di Puglia: la chiesa di San Michele Arcangelo
È ormai pomeriggio inoltrato quando arriviamo stanchi ma ancora curiosi all’ultima tappa del nostro tour: la chiesa di San Michele Arcangelo in corso Piave. La facciata del tempio divisa in due ordini è in stile tardo barocco, e sul portale dell’edificio è presente in una nicchia la statua di san Michele Arcangelo.
La tradizione vuole che la chiesa sia nata su richiesta di san Francesco, ma le notizie storiche datano la costruzione della chiesa al XV secolo su richiesta del feudatario Gabriele Del Balzo-Orsini. Successivamente a causa di un crollo, il tempio fu ricostruito nel’700 così come si mostra ora.
L’edificio è composto da un’unica navata. Ci fermiamo ad ammirare l’altare baracco e le tante cappelle poste sui lati della navata, contenenti diverse opere d’arte volute dalle famiglie benestanti ruvesi proprietarie delle diverse cappelle.
Anche questo viaggio volge alla fine e mentre saliamo sul pullman per tornare a Bari, ci voltiamo a guardare l’antico comune pugliese, consapevoli che quanto abbiamo visto nel nostro viaggio è solo una parte delle tante meraviglie che il luogo custodisce.
Link Comune di Ruvo di Puglia:
https://www.comune.ruvodipuglia.ba.it
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.















































