Accadde a Bari – L’importante risultato degli scavi archeologici in piazza Santa Maria (1985)

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Correva l’anno 1985. Giovedì 24 gennaio, sono resi noti i risultati di tre anni di scavi archeologici nella piazza Santa Maria a Bari Vecchia.

Gli scavi archeologici

Grazie allo sforzo congiunto della Soprintendenza archeologica e la Soprintendenza ai monumenti, riemerge da quello che era semplicemente un parcheggio la pianta di un’antica basilica con tanto di abside semicircolare e le otto colonne, da sempre presenti sul sito, rivelano finalmente il punto dove sorgeva la navata centrale.

Le colonne del sito

Al centro dello scavo, profondo circa 5 metri, è riemerso anche un mosaico.

Archeologia urbana

L’archeologo che ha guidato gli scavi, il professor Nino Lavermicocca, parla con orgoglio del primo esempio di “archeologia urbana” a Bari, a cui seguiranno altri scavi archeologici presso piazza San Pietro e alla cattedrale per il recupero delle testimonianze storiche della città.

Il mosaico ritrovato è stato smontato dalla piazza e portato al Castello Svevo, dove un gruppo di esperti guidati dal professor Signorini, docente di restauro a Ravenna, ha ripulito ogni singolo frammento.

Mosaico

Il direttore della Soprintendenza ai monumenti, l’architetto Giovambattista De Tommasi, ha invece redatto il progetto di sistemazione della piazza a cui ha lavorato la ditta Carpentieri. Il recupero del sito è costato ben 250 milioni di lire messi a disposizione dalla stessa Soprintendenza ai monumenti, mentre quella archeologica si è occupata dello scavo che ha portato alla luce un gran numero di reperti.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 24/01/1985

La storia e i reperti

La storia della piazzetta inizia nell’età del bronzo, visti i resti di una capanna, di pavimentazione e di ciotole e vasi, riprende nel V secolo a.C. grazie alla presenza di una tomba con tanto di corredo e continua nel IV-I-II secolo a.C. con i resti di un’abitazione, utensili e simili.

Si rilevano inoltre tracce di un sepolcreto con almeno una trentina di tombe e diverse monete d’oro del VIII-X secolo d.C., sempre al X secolo risale la prima fase della chiesa mentre la seconda risale a una probabile ricostruzione del tempio del 1100-1200 d.C., la terza fase risalirebbe invece al XVII-XVIII secolo.

Ora l’unico problema resta dove posizionare il quadro della Madonna con il bambino del’700. Per gli abitanti della zona non c’è da discutere: il quadro deve andare sul muro e non sull’abside come preferirebbero gli archeologi per ricreare una sorta di altare.

L’antico quadro (ph Schena Editore)

Copertina: Bing Image Creator rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale

Bibliografia:

  • La Gazzetta del Mezzogiorno, 24 gennaio 1985
  • Nino Lavermicocca, Bari sotto chiave, Schena Editore, Bari, 1991
  • Nino Lavermicocca, Bari Vecchia, Adda Editore, Bari, 2001

Link Catalogo Beni Culturali:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1600007308

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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