Anche Bari aveva il suo Festival della canzone – La storia e gli interpreti

Piedigrotta Barese

Piedigrotta Barese

Ebbene sì. Esiste anche un Festival della canzone barese. Le prime notizie che abbiamo partono dal 1910. Il Corriere delle Puglie lancia l’idea di un “Concorso di Canzoni popolari per la notte di san Giovanni”, con lo scopo: 

di far divertire il popolo, di offrirgli un’ora, se non di entusiasmo, di genia curiosità. Piedigrotta per i napoletani, San Giovanni per i baresi. Il popolo abbia dunque la sua canzone. Saranno cantate da provetti artisti nel Kursaal Cinema Concerto Posillipo.

Il Kursaal Margherita – La piccola struttura in legno su palafitta visibile a sinistra (Archivio Giovine [c])

Ubicato più o meno, dove sorgerà il Margherita, come si vede in un’antica foto.

Nel successivo luglio, scriveva il sempre il Corriere:

Per i poeti: non è il caso di fare complimenti. Abbiamo letto versi discreti ma ne abbian letti anche di quelli che ci costrinsero ad una smorfia di pietà. Troppa deficienza di pensiero e di forma: imperizia non lieve e artifizio parecchio. In molte fu notato sforzo e preoccupazione di imitare quelle napoletane e la spontaneità fece difetto. Il barese deve rimanere barese e sentir nella sua, vibrare la grand’anima del popolo da cui nacque. Auguriamo che anche la poesia nostra possa raggiungere una felice e geniale perfezione, così che si possa cantare, come in altre regioni, dei veri poeti, per virtù dei quali Bari abbia non tardi la sua letteratura.

Tema Centrato e parlar chiaro!

Come al solito, a concorso chiuso, reclami, proteste e lettere anonime. Eh Le barise!!, I soliti baresi!

Ma la giuria di alto livello (Pasquale La Rotella, Nicola Cassano di Ruvo e Giuseppe Capuana) era al di sopra di ogni sospetto.

Vinsero 1°, 2°, e 3° premio, rispettivamente Pasquale Di Cagno, Berardino Rotondo, che si affermeranno successivamente nel campo operistico il primo e l’altro docente al conservatorio Piccinni, e Michele Bellomo-Buonvino, colui che musicò “Per la venuta di san Nicola” di Francesco Saverio Abbrescia. Gente che sapeva il fatto suo.

Quel primo concorso, però fece breccia, tanto che venne data notizia, subito dopo, del lancio di altri due concorsi da tenersi uno nel Varietà Margherita (Impresa Orfeo), che si stava per inaugurare, aperto anche ad autori di Lecce e Foggia, e l’altro nel Cinematografo Excelsior, ubicato nello stabilimento balneare “Qui si sana” di Vincenzo De Pasquale.

Dopo di questi, ci furono poi, Concorsi nel 1911, nel 1912 e nel 1913, per l’Esposizione del Lavoro delle Feste Centenarie, indetto da Giulio Firrao, titolare di una Casa Musicale.

Poi nel 1927, 1928, 1929, furono intitolate Piedigrotta Barese; seguirono l’edizione del 1930 (Fiera del levante – La canzonetta barese), e del 1932, 1934, 1937, 1938 (Teatro Dopolavoro Forze Civili), 1939, 1946, (torna la Piedigrotta – giornale Papiol), 1956, 1960, ecc., per giungere ai giorni nostri.

Ora qualche cenno biografico di qualche autore (paroliere e/o musicista).

Schirone Luigi (Gino per tutti)

Nacque a Bari nel 1895 e morì nel 1964, si sposò nel 1932 ed ebbe 4 figli, (note del figlio Giuseppe che ringrazio).

Autore di poesie, non solo in barese, di testi per canzoni e scenette per attori dialettali e non solo. Sapeva suonare il piano, in casa sua si provava: era un via vai di di musicisti e artisti, come il maestro Gidiuli, Franco De Matteo (fisarmonicista, fabbricava fisarmoniche ZEROSETTE), un giovanissmo Pino Di Modugno, Franco Lillo, Gina Garofalo e altri.

Luigi Schirone, in basso a destra, in una vecchia foto del 1932 (Archivio Giovine [c])

Di Schirone segnaliamo dischi a 78 giri, presenti nel nostro archivio, cantate da Ficco Ficco, tutte circa del 1951. Segnaliamo: U Carecchiale (Sabbatini-Schirone, Ed. Sabbatini, Bari); Stornelli Baresi (Sabbatini-Schirone, con Edelvasa Avella, Ed. Sabbatini); U Cane e la Gatte (Sabbatini-Schirone, con Edelvasa Avella, Ed. Sabbatini); U mìideche ciùcce (Grimaldi-Schirone, con Vanda Rinaldi, P. Grimaldi); Catarine a BBare.

Rapanaro Michele

Di lui si sa poco o niente, andò negli Stati Uniti dove lavorò parecchio ed era conosciuto come Minguccio o barese, autore delle scenette comiche interpretate da questo suo personaggio. Segnaliamo: La serenata di Minguccio (Ed. Columbia); Minguccio ind’o festino (Odeon); La vigilia di Natale a Bari (Odeon); Ce se mangiò la zite (Odeon).

Marini Mario

Sappiamo, da quanto in nostro possesso, che ha sempre inciso con il quintetto di Cervini: Berafatte (tarantella); La fine du u-anne (Fontana, Cervini); La quadriglie (Fontana, Cervini).

Esposito Vincenzo 

Nato a Bari il 14/2/1913 e morto l’8/7/1994.

Diplomato in pianoforte al Conservatorio “Santa Cecilia” di Napoli.

Professore di pianoforte complementare al Conservatorio “Nino Rota” di Bari

Direttore d’orchestra moderna in più occasioni e, per alcuni anni, della Compagnia di Operette “Elvio Calderoni” in giro per l’Italia e l’Europa. Ha formato, da maestro concertatore, cantanti lirici per una memorabile edizione di “Porgy and Bess” ad Ankara (Turchia).

Esposito Nicola 

Diplomato in violino al Conservatorio di “Santa Cecilia”, aveva una nota scuola di violino, la Orfeo, a Bari. Ha suonato in Russia, a San Pietroburgo (ricevette foto con dedica autografata da Nicolaj Gogol ) e una foto con dedica di Pietro Mascagni in un concerto dallo stesso diretto.

Segnaliamo: Catarine; Nononne e u cha cha (Mario Marini); BBare premavère.

Franco Lillo (al secolo Francesco Angelillo)

  • A – Fèmmene e Pallune (Schirone-Valente – 11.10.1957, Vis Radio)
  • B – U zite maccarone (Schirone-Valente – 5.10.1957)

Latilla Mario (padre di Gino)

Mario Latilla, padre del più noto Gino (Archivio Giovine [c])
  • A la Pugghie (Savelli –Muci), (La Voce del Padrone)
  • Canzone a Marì (da canto pop. Grumese: di Macina-Giannini).

In calce proponiamo due brevi estratti audio delle vecchie incisioni di:

  • Angelillo, Fèmmene e pallune
  • Marini, La Quadriglie
Felice-Giovine
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Felice Giovine è nato a Bari. Nel 1985 ha creato il Centro Studi Baresi, il Comitato per l’eliminazione del J (gei) dall’italiano e dal barese; nel 2009 ha pubblicato e diretto U Corrìire de BBare (fino a febbraio 2012); nel maggio 2012, l’Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine” (con Rino Bizzarro, Gigi De Santis e Gianni Serena). È figlio di Alfredo da cui ha ereditato l’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi e la Sezione Civiltà Musicale Pugliese, oltre a la crosce de mbarà a le barise a llègge e a scrive come se dève la lèngua noste.

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