Storie di Puglia – Matteo Tafuri, il “Socrate del Salento”, e la leggenda della Guglia di Raimondello a Soleto
Tafuri
Torniamo a cercare storie e leggende nelle terre salentine, dove fra ulivi e muretti a secco sorge un antico centro: Soleto. È qui che durante alcuni scavi archeologici, su un frammento di un vaso di terracotta di origine messapica è stata rinvenuta la mappa della parte più meridionale della penisola salentina, con tanto di toponimi, ora custodita presso il Museo Archeologico Nazionale – MArTA di Taranto. Non parleremo però di questa importante scoperta quanto di un antico cittadino di Soleto, il medico, matematico, filosofo e alchimista Matteo Tafuri (1492-1584) e di una leggenda legata alla sua fama.
Gli studi e i viaggi di Tafuri
Matteo era chiaramente un uomo dalla mente brillante e all’assidua ricerca del sapere, dopo la formazione con l’umanista salentino Sergio Stiso, partì per Napoli, dove studiò matematica e medicina oltre a interessarsi di astrologia, alchimia e tanto altro. I suoi studi e i suoi viaggi lo portarono a Venezia, a Padova, a Parigi dove si laureò alla Sorbona, a Salamanca in Spagna per poi visitare Inghilterra, Irlanda, Germania, Grecia e forse anche Asia Minore e Nord Africa.
Il suo interesse per i fenomeni naturali e per le leggi dello Spirito, lo portarono ad essere visto come un uomo dai poteri occulti, quasi demoniaci. Era temuto e additato “stregone” ma anche riverito e amato dai suoi allievi tanto da essere considerato il “Socrate del Salento” per quanto la sua figura di intellettuale poliedrico portasse già in sé i semi dell’Umanesimo e del primo Rinascimento meridionale.

I sospetti e le accuse
In ogni caso, dopo tutti i suoi viaggi tornò nel suo piccolo paese, poco capito e visto spesso con sospetto. La sua enorme cultura e l’interesse per astrologia, fisiognomica, magia naturale e alchimia gli valsero accuse di stregoneria, sia all’estero sia in patria. Fu interrogato più volte dai tribunali inquisitoriali e fu sempre rilasciato, evitando il rogo.
Forse proprio per proteggersi dai sospetti e dalle dicerie sul suo conto fece iscrivere un motto sull’architrave della sua casa natale a Soleto:
Humile so et humiltà me basta. Dragon diventerò se alcun me tasta
Un chiaro messaggio rivolto a chi credeva di poterlo intimidire.
Nonostante la sua fama di mago e i suoi presunti rapporti con le forze demoniche, a Soleto aprì una scuola di greco, latino, matematica, fisica e medicina, riunendo un cenacolo di allievi e intellettuali.
A lui sono chiaramente legate molte storie di folklore, una di queste è particolarmente interessante.
La Guglia di Raimondello
Nella cittadina salentina è presente la Guglia di Raimondello, voluta dal principe di Taranto e conte di Soleto Raimondo Orsini del Balzo e costruita nel 1397 ad opera del maestro Francesco Colaci da Surbo.

La torre è stata costruita quasi un secolo prima della nascita di Matteo Tafuri, eppure la credenza popolare ha legato il suo nome alla sua edificazione, cucendogli addosso una storia per la quale l’intero monumento sarebbe stato messo su in una notte di tempesta per volere del “mago” filosofo grazie all’aiuto di streghe e demoni alati.

Inoltre, secondo la leggenda, quattro di questi servi demoniaci, sorpresi dal primo raggio di sole, sono rimasti pietrificati diventando parte del monumento.

Questa leggenda ricorda la costruzione della chiesa della Madonna di Costantinopoli, anche nota come chiesa dei Diavoli, a Tricase Porto.
Tra storia e mito, Matteo Tafuri resta una delle figure più affascinanti del Salento: simbolo di un Sud capace di dialogare con l’Europa del sapere e, allo stesso tempo, di generare leggende destinate a sopravvivere ai secoli.
Copertina: ChatGpt rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale
Link Treccani Matteo Tafuri:
https://www.treccani.it/enciclopedia/matteo-tafuri_(Dizionario-Biografico)
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.
Ottime storie, che ricordano la città di Bari e la sua regione, la Puglia. ( Storie di cui molti pugliesi non conoscono ).
COMPLIMENTI ALLA REDAZIONE E, AL GIORNALISTA NICO ANTONIO IMPERIALE
La ringraziamo per i complimenti, è molto gentile e siamo contenti che il nostro lavoro sia di suo gradimento.
È con vero piacere, comoscerr aspetti della mia regione che, non conoscevo
Saluti
Nicola Calabrese