Storie di Puglia – L’arcangelo che scacciò gli invasori da Gravina in Puglia

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Torniamo a viaggiare per i comuni pugliesi, raccontandone storie e leggende. Oggi passeggiamo fra le strade di Gravina in Puglia comune immerso nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, famoso per le sue gravine, profondi canyon scavati nella roccia, e, tra le sue tante bellezze, per il suo suggestivo ponte acquedotto. Ma oggi non ci soffermiamo sul fascino del comune, tutto da scoprire, ma sul profondo legame della città con il suo patrono: san Michele Arcangelo festeggiato il 29 settembre di ogni anno.

Gravina in Puglia

Abbiamo già parlato della profonda fede in san Michele Arcangelo, quando abbiamo visitato a Monte Sant’Angelo, ma non è l’unico luogo che ha un legame profondo e indissolubile con questo importante protagonista dell’Antico e Nuovo Testamento.

La guerra per la successione

Per spiegare la profonda devozione di Gravina alla figura dell’arcangelo, dobbiamo tornare al 1733 quando la morte di Augusto II di Polonia scatenò una guerra per la successione fra Francia e Spagna da una parte e l’Austria dall’altra. Durante questa guerra, gli austriaci pensarono bene di occupare le città del sud Italia che avrebbero potuto fornire aiuto agli spagnoli. Fra queste c’era anche Gravina.

L’esercito austriaco dopo aver razziato i dintorni della città, si posizionò nei pressi del luogo, nei locali della Madonna delle Grazie e nel convento dei cappuccini, per iniziare l’assedio il giorno successivo.

I gravinesi erano giustamente preoccupati, l’esercito austriaco era composto da migliaia di soldati esperti e armati di tutto punto e la città seppure fortificata e arroccata sulle rocce, con la difesa naturale delle gravine che la circondano, non avrebbe potuto resistere a un lungo ad un assedio. Era il maggio del 1734 e il Duca Domenico Orsini d’Aragona non aveva alcuna intenzione di cedere la sua città bonariamente, certo dell’immediato arrivo dei rinforzi spagnoli.

San Michele Arcangelo protettore di Gravina

In questo momento di estrema tenzione, i cittadini credenti iniziarono a invocare i santi e in particolar modo il patrono: san Michele Arcangelo che si credeva avesse liberato la comunità dalla peste del 1656 e del 1690, protetto la città dai terremoti del 1722 e dalla caduta di fulmini del 1727.

San Michele Arcangelo patrono di Gravina in Puglia

Allo spuntare del giorno, le armi erano pronte i soldati erano ai loro posti, al primo segnale la battaglia sarebbe iniziata ma questo non avvenne. All’improvviso, i gravinesi videro spuntare dal campo austriaco una bandiera bianca. Il loro comandante delle forze austriache accompagnato da alcuni ufficiali chiese di parlamentare con le autorità cittadine.

Dopo essere stati introdotti in città e a incontro concluso, l’esercito austriaco si rimise in marcia e lasciò Gravina senza averla conquistata.

Il miracolo

Lo scampato pericolo fu interpretato come un miracolo dai gravinesi e nacque la leggenda che ancora una volta il patrono fosse intervenuto a proteggere Gravina.

Ma quale fu il miracolo?

Durante la notte mentre i soldati austriaci si preparavano ad assalire la città, il comandante riposava prima della battaglia e in sogno vide un giovane guerriero armato di elmo e corazza che con la spada sguainata gli intimò con tono imperioso di allontanarsi con il suo esercito e di lasciare subito Gravina.

Profondamente turbato l’uomo, sentiva un profondo malessere che rendeva quasi reale quel sogno e per fugare ogni dubbio che la sua visione fosse davvero di carattere miracoloso, chiese di entrare in città e vedere la statua del protettore di Gravina.

Statua di san Michele Arcangelo

Il comandante riconosce l’arcangelo

Quando entrò nella cattedrale nella statua dell’arcangelo riconobbe colui che lo aveva minacciato in sogno così, intimorito da quanto visto e sentito, non poté far altro che piegarsi alla volontà divina e lasciare il paese senza recare altro danno.

Concattedrale di Santa Maria Assunta

Avendo riconosciuto nella effigie di S. Michele le sembianze del fatidico guerriero da lui visto in sogno nella notte prima, si prostrò dinanzi e le fece dono del suo elmo d’argento, della spada e della lunga catenina d’oro che portava al collo.

Così scrive Domenico Nardone in Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all’unità d’Italia.

La verità storica

Chiaramente, la verità storica è un’altra: l’esercito austriaco non avendo ricevuto in tempo i rinforzi promessi dalla Germania, scelse di non dividere le forze e continuò la sua strada verso la città di Bitonto per riunirsi agli altri contingenti e sfidare gli spagnoli in quel luogo il 25 maggio, uscendone tra l’altro sconfitti.

Ma chi siamo noi per affermare che non ci sia stato anche un “piccolo” aiuto divino?

Prendiamo per buona la leggenda e continuiamo la nostra passeggiata fra le suggestive stradine della ridente Gravina.


Link Wikipedia Gravina in Puglia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Gravina_in_Puglia

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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