Sonja Sofia Masiello: la bellezza della natura tra arte, spiritualità e tempo
Una pittura dalle cromie zoomorfe e fitomorfe, dove la natura si trasforma in un linguaggio simbolico e diventa veicolo di significati nascosti. Colori e forme si intrecciano in una narrazione visiva che suggerisce, evoca e interroga, dando voce a un sottotesto capace di lanciare un messaggio universale. È questo il mondo pittorico di Sonja Sofia Masiello, artista scelta per partecipare al progetto corale Luoghi della Bellezza 2027 (LuoghInteriori), al quale ha deciso di destinare la sua opera È TEMPO DI SOPPESARE (SU E GIÙ). Un lavoro in cui la dimensione umana si confronta con gli istinti primordiali, tra visioni surreali e richiami a una natura potente, enigmatica e ancestrale.
Pittrice e illustratrice Sonja Sofia Masiello
Pittrice e illustratrice, Sonja Sofia Masiello coltiva il rapporto con la pittura a olio fin dall’adolescenza. Il suo percorso si sviluppa parallelamente agli studi e alle successive esperienze professionali, senza mai interrompere la ricerca artistica. Per dieci anni approfondisce la propria formazione presso la Scuola neomanierista con Bruno d’Arcevia. Nel 2015 compie una scelta decisiva: fare dell’arte la propria professione e aprire a Roma il suo studio, La Tana della Volpe. Alla pittura affianca poi lo studio dell’illustrazione, frequentando la Fondazione Štěpán Zavřel di Sarmede e il Master Ars in Fabula. La sua indagine creativa si muove attorno a temi profondi e universali: la natura intesa come dimensione spirituale, il tempo come esperienza e mistero, il rapporto tra l’essere umano e il Creato.

Oggi incontriamo Sonja Sofia Masiello su Sinestetiche per entrare nel suo universo creativo, scoprire le suggestioni che alimentano la sua ricerca e ascoltare, attraverso le sue stesse parole, il racconto del percorso, delle visioni e del lavoro che si celano dietro le sue opere.
La ricerca dell’artista
Partiamo da lei: chi è Sonja Sofia Masiello come artista? Come descriverebbe la sua identità artistica, la sua poetica e il mondo che prende forma attraverso le sue opere?
Sono una pittrice e illustratrice. La mia ricerca nasce dallo svolgersi della vita intorno a me mantenendo però una visione allargata e sistemica. Uso la natura, gli animali e piccole cose che spesso sfuggono al nostro sguardo per parlare di cose inerenti la vita umana. Mi interessa creare immagini che non si limitino a rappresentare qualcosa, ma che suggeriscano atmosfere, emozioni e possibilità di interpretazione. Il mio è un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il tempo, la meraviglia e la poesia hanno un ruolo importante.
Il suo rapporto con la pittura nasce fin dall’adolescenza e l’arte ha continuato ad accompagnarla anche durante gli studi e gli anni di lavoro. Ci racconta com’è iniziato questo legame e quali sono state le tappe più significative della sua crescita artistica, fino alla scelta, nel 2015, di dedicarsi professionalmente a questa vocazione?
Ho iniziato a dipingere a olio a quattordici anni, quando mio zio, visto il mio interesse per l’arte, mi regalò un cavalletto e tutto l’occorrente. È stato un legame precoce e intenso, che ha attraversato anche le interruzioni e i cambiamenti della mia vita. Durante gli studi universitari e gli anni di lavoro nella comunicazione, a tratti sentivo sempre più forte il bisogno di tornare all’arte. Non mi bastava però il tempo residuo o i ritagli, l’arte voleva essere scelta. Così nel 2015 ho lasciato il mio lavoro manageriale e ho deciso di ascoltarmi, scegliendo di dedicarmi completamente a ciò che sentivo essere la mia vera vocazione.
La formazione di Sonja Sofia Masiello
Per dieci anni si è formata alla Scuola neomanierista con Bruno d’Arcevia, approfondendo poi il linguaggio dell’illustrazione alla Fondazione Štěpán Zavřel di Sarmede e attraverso il Master Ars in Fabula. In che modo questi percorsi hanno contribuito a definire il suo stile e il suo modo di guardare e raccontare il mondo?
Sono stati anni fondamentali per la mia formazione pittorica: mi hanno dato solide basi tecniche e una grande attenzione alla composizione. In quel tempo non avevo una famiglia e ho potuto approfondire moltissimo la storia dell’arte, visitando musei, esposizioni, chiese, ecc. Successivamente, gli studi di illustrazione a Sarmede e il Master Ars in Fabula mi hanno aperto a un modo diverso di raccontare attraverso le immagini. Sono esperienze che hanno arricchito il mio linguaggio, permettendomi di far dialogare la libertà narrativa dell’illustrazione con la ricerca pittorica. Di fondo c’è il mio grande amore per i bambini.
Quali sono le fonti d’ispirazione che alimentano maggiormente la sua ricerca? Ci sono artisti, esperienze, letture o momenti della vita che hanno lasciato un segno particolare nel suo immaginario e nel suo modo di intendere l’arte?
La letteratura e la filosofia hanno un ruolo importantissimo nella mia ricerca: penso soprattutto a Bachelard e alla sua poetica degli elementi, o a Merleau-Ponty e alla riflessione sullo sguardo. In generale leggo libri di ‘pensatori’. Ma è poi lo sguardo quotidiano, di cose e momenti piccoli che fanno nascere qualcosa.
La natura occupa un posto centrale nella sua produzione, con una particolare attenzione alla flora e alla fauna. Che cosa la affascina di questi soggetti e perché ha scelto di farne protagonisti del suo universo artistico? Che cosa desidera trasmettere attraverso la loro rappresentazione?
Mi sento parte di un mondo primordiale, ne avverto l’appartenenza, mentre osservo un presente in maniera più distaccata. Mi piace affrontare l’universalità delle cose, in tal senso nella natura trovo continuamente forme, colori e relazioni da esplorare. Gli animali, in particolare, mi affascinano per l’autenticità e la loro misteriosa individualità. Non mi interessa rappresentarli e basta, ma immaginarli protagonisti di situazioni che interagiscono con il mondo umano. Attraverso di loro posso raccontare emozioni, comportamenti e contraddizioni senza ricorrere necessariamente alla figura umana.

Le sue opere
Nelle sue opere la natura non sembra essere soltanto qualcosa da osservare e riprodurre, ma diventa anche uno spazio spirituale, un luogo di relazione tra l’essere umano e il Creato. Come nasce questa dimensione contemplativa nella sua ricerca e quale ruolo assume il rapporto tra uomo, natura e tempo?
C’è una dimensione spirituale nel riconoscere la bellezza e la complessità del Creato, anche nelle cose più piccole. Il tempo, nella mia ricerca, è un elemento o non-elemento sempre presente. Non è mai lineare, è sempre un invito a rallentare, a sospendere, a osservare per cercare nuove relazioni in ciò che ci circonda.

La sua attività si muove tra pittura e illustrazione, due linguaggi che condividono la capacità di evocare mondi e raccontare storie, ma che possiedono anche caratteristiche specifiche. Come dialogano queste due anime nel suo lavoro? E quale ruolo hanno la tecnica, il colore e, in particolare, l’acquerello nella traduzione delle sue intuizioni artistiche?
Per me pittura e illustrazione sono due linguaggi che si alimentano reciprocamente. L’illustrazione mi permette di raccontare, inventare e costruire piccoli universi narrativi; la pittura mi offre una maggiore libertà di ricerca sulla materia, sul gesto e sul colore, sull’espressione delle emozioni. Sebbene l’olio sia il mio primo medium, utilizzo con abilità, tecniche diverse: gouache e acquerello, ma anche tempera all’uovo, foglia d’oro. Ho una particolare attrazione per le tecniche cosiddette antiche.
La Tana della Volpe
Nel 2015 ha aperto a Roma il suo studio, La Tana della Volpe: un nome che evoca un luogo intimo, raccolto e legato all’immaginario naturale. Che cosa rappresenta questo spazio per lei? È semplicemente il luogo in cui crea oppure anche un rifugio creativo in cui prendono forma le sue idee e la sua visione del mondo?
La Tana della Volpe è il mio studio, ma anche uno spazio profondamente personale. Mi rappresenta. È il luogo in cui dipingo, penso, elaboro, insegno, e dove lascio entrare anche gli altri. E’ un porto sicuro e chi entra ne avverte la luce.
Ci può parlare delle sue opere e dirci se è particolarmente legata a qualcuna tra queste?
Ho imparato gradualmente a non legarmi ai miei lavori. Sebbene per motivi inspiegabili alcune opere sono come figli che non vuoi lasciare andare. Quando vendo questo genere di opere non le abbandono mai dentro di me, ci penso sempre.

È stata selezionata per partecipare al progetto Luoghi della Bellezza, un riconoscimento che offre l’occasione di mettere in dialogo la sua sensibilità artistica con una riflessione più ampia sul valore della bellezza. Che cosa l’ha spinta ad aderire a questo progetto e che significato attribuisce a questa selezione nel suo percorso professionale e umano?
Credo fermamente nel valore salvifico dell’arte. I miei due figli hanno scelto carriere artistiche (pittrice una e musicista l’altro) e io ne sono immensamente felice. Se il mondo dovesse finire non perderebbero nulla, perché tutto ciò che serve lo hanno già. Le occasioni di incontro e di dialogo intorno all’arte sono fondamentali ed è necessario continuare a proporle, per bilanciare i valori contemporanei a cui il sistema di vita attuale ci espone: velocità, competizione, perfezionismo,…

L’opera È TEMPO DI… SOPPESARE
Per questa occasione ha scelto l’opera È TEMPO DI… SOPPESARE. Il titolo suggerisce un invito a fermarsi, riflettere e valutare con maggiore consapevolezza ciò che ci circonda. Ci racconta come è nata quest’opera, che cosa rappresenta e quale messaggio desidera affidare a chi la osserva? In che modo si inserisce nella sua ricerca sul tempo, sulla natura e sul rapporto tra l’essere umano e il Creato?
L’opera appartiene alla serie È TEMPO DI…, in cui paesaggi con animali sono ‘disturbati’ da un elemento umano. E’ quel disturbo a suggerire la riflessione esistenziale. Il tempo meteorologico esalta quello metaforico. In questa opera è fine giornata, la golden hour, il momento di bilanci. Il verbo ‘soppesare’ ci porta a pensare che c’è un tempo in cui i pesi che ci portiamo dentro possono essere lasciati andare, per ritrovare l’equilibrio.

Progetti futuri
Guardando al futuro, quali progetti, sperimentazioni o nuove direzioni artistiche desidera esplorare? C’è un tema, una tecnica o un universo narrativo che sente particolarmente vicino e che vorrebbe approfondire nei prossimi anni?
In questo periodo sono particolarmente interessata alla materia pittorica, alla stratificazione e al dialogo tra forme astratte ed elementi figurativi. Sto esplorando nuove possibilità soprattutto nella pittura a olio, cercando una maggiore libertà del gesto e una relazione meno descrittiva con il soggetto. Mi piacerebbe continuare a sorprendermi, lasciando che anche la tecnica mi conduca verso territori inattesi. Tengo ferma con convinzione, però, la dimensione poetica dei miei lavori.
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Laureata in Filologia Moderna, scrivo per varie testate giornalistiche. Sono editor e correttrice di bozze per libri eterogenei. Appassionata di poesia, ho sempre pensato che scrivere sia una sonda ed io continuerò ad esplorare.