La danza chiaroscura dell’arte: intervista a Mokari
Mokari
La sua è una visione pluridimensionale, che fa del dialogo tra le arti il proprio centro e il proprio distacco. Marialessandra Cecchi, in arte Mokari – con il caffè come propellente e simbolo del suo infuso creativo – si impone nel panorama dell’arte contemporanea con una voce personale e magnetica, nonostante la giovanissima età.
Le sue opere si aprono come portali, in un labile confine a metà fra distensione e sorpresa. In una liturgia tra la dolcezza del pennello e la tensione del tratto, ambientazioni talvolta oniriche, talvolta urbane o paesaggistiche, richiamano la stagione impressionista, ma poi ne spezzano l’aura rarefatta con l’irruzione vivace del colore. Quando l’impronta pare più cubista, con toni sovversivi e forme frantumate, un elemento sospeso e distensivo ruba improvvisamente il cuore. Se l’action painting emerge in un’espressione più astratta, ecco comparire una simmetria sorprendente; laddove domina la geometria, è invece la distorsione a rompere la linea e a restituire vita.

Mokari costruisce una pittura sinestetica, capace di coinvolgere i cinque sensi e miscelare le sensazioni. Nonostante il suo colore arguto, evocativo e fervido, le sue opere innestano nello sguardo dello spettatore un riverbero lacuale, algido, come un paesaggio di montagna che si culla nell’asprezza e ne fa respiro terso.

Abbiamo conosciuto Marialessandra Cecchi attraverso la sua selezione nell’Agenda 2026 Luoghi della Bellezza di LuoghInteriori, dove figura con l‘affascinante tela Nordic Lighthouse. Oggi, su Sinestetiche, le chiediamo di raccontarsi per scoprire i prodromi e le ispirazioni del suo grande talento.
Partiamo da te: chi è Marialessandra Cecchi e quando è iniziato il tuo percorso artistico.
Il mio nome è Marialessandra Cecchi. Sono una donna che ama mettersi in gioco in molti ambiti della sua vita. Dalla carriera aziendale all’arte, vivo al massimo, divorando il mondo con gli occhi di sognatrice inarrestabile. Il mio percorso artistico è iniziato dalla mia infanzia. Ho iniziato con la scrittura, con temi scolastici e piccoli racconti fantasy. Successivamente ho abbracciato la pittura e la musica. Queste tre forme d’arte si sono sempre intrecciate tra loro nel corso del tempo.

Il tuo nome d’arte è Mokari: perché questa scelta e cosa rappresenta per te questa identità artistica?
È stato amore a prima vista, suonava bene. Rappresenta la mia personalità di donna vulcanica ed energetica come la caffeina. Per questo “Moka”, che si è trasformato in “Mokari”, alla nipponica.
Nei tuoi lavori si percepisce un intreccio di mondi fantastici, culture orientali e suggestioni dai tuoi viaggi. Da dove nasce questa vocazione per l’altrove e come si riflette nella tua ricerca artistica?
Ognuno di noi ha il suo mondo nascosto e fin da quando ero bambina ho cercato di scoprirlo e di tirarlo fuori per condividerlo con gli altri.

Sei un’artista poliedrica: scrittura, pittura, illustrazione, musica. In che modo questi linguaggi si nutrono a vicenda e come riesci a farli dialogare?
Ho iniziato come piccola scrittrice, facendomi apprezzare dalle maestre e da tutti i lettori delle mie opere. La pittura e la musica sono emerse quasi subito. D’altronde perché fermarsi? Ci sono tantissime forme di espressione tutte da scoprire che vanno ad arricchirsi se unite tra loro. Una parola è già potente di suo, ma se rappresentata da un’immagine o da un suono il messaggio si rafforza. Ho sempre immaginato le mie opere così, con una descrizione, dei colori ed un suono.
Nei tuoi dipinti utilizzi materiali come carta metallica, glitter e cristalli. Cosa ti affascina della materia e come il colore diventa strumento per dare tridimensionalità e vita alle tue opere?
La materia è un’estensione del corpo che avvicina l’arte ai suoi fruitori. Tutto ciò che vorremmo toccare in qualche modo ci attrae. Attualmente sto sperimentando con la carta metallica e a breve vorrei iniziare con pietre e cristalli, non necessariamente “preziosi”. Tutti questi elementi riflettono la luce, che ha un suo ruolo nella mia concezione artistica.

La tua arte sembra voler aprire porte su realtà alternative, su mondi nascosti. Qual è il messaggio che desideri lasciare a chi osserva le tue creazioni? C’è un’opera a cui senti di essere particolarmente legata?
Il messaggio che desidero trasmettere al mondo attraverso la mia arte è di intraprendere un viaggio infinito alla scoperta di sé stessi. Di non aver paura di mostrarsi alla luce e di lasciarsi andare ai colori della vita, permettendole di stupirci e di ispirarci.

Sei stata selezionata per l’Agenda 2026 Luoghi della Bellezza di LuoghInteriori, un almanacco culturale che raduna artisti da tutta Italia, con la tua opera Nordic Lighthouse. Quali emozioni hai provato nel vedere il tuo lavoro incluso in questo progetto?
Provo un’emozione indescrivibile nel vedere la mia opera Nordic Lighthouse pubblicata su quest’agenda. Condividere le proprie opere con gli altri è un valore aggiunto alla propria esperienza d’artista, e mi auguro di continuare la ricerca e di emozionare e far riflettere.

Ci racconti il significato di Nordic Lighthouse? Perché hai scelto proprio questo soggetto e cosa rappresenta per te?
Quest’opera appartiene alla mia fase artistica pre Covid. In quel periodo ho iniziato la mia sperimentazione su tela con i colori ad olio e spatola. Nordic Lighthouse rappresenta una svolta nella mia ricerca della luce interiore. Ho da sempre sognato di vedere le luci dell’aurora, che ho avuto la fortuna di ammirare successivamente in Norvegia, e sono sempre stata affascinata dai paesi del Nord Europa, o in generale dai luoghi molto freddi e bui. Il faro e l’aurora nel dipinto rappresentano la luce che ho trovato vagando a lungo nell’ombra.
Cosa ha significato per te vivere l’esperienza di Luoghi della Bellezza e confrontarti con un panorama artistico condiviso?
Apprezzo molto aver avuto la possibilità di partecipare a questo progetto artistico, proprio perché è fondamentale per gli artisti avere un pubblico il più possibile ampio con cui condividere le proprie opere.

Infine, guardando al futuro: quale nuovo mondo fantastico o quale nuova “danza chiaroscura” sogni di esplorare attraverso la tua arte? Quali sono i tuoi sogni o progetti per la tua arte?
Desidero migliorarmi tecnicamente, sperimentare nuovi materiali, e continuare ad intrecciare armoniosamente le mie arti tra di loro. In ultimo luogo, mi piacerebbe raggiungere più persone con la mia arte ed avere una community con la quale interagire e scambiare opinioni e pensieri. L’arte ha valore anche se si è da soli, ma il vero tesoro è condividerla, farla insieme.

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Laureata in Filologia Moderna, scrivo per varie testate giornalistiche. Sono editor e correttrice di bozze per libri eterogenei. Appassionata di poesia, ho sempre pensato che scrivere sia una sonda ed io continuerò ad esplorare.