Un libro per ricordare i “fatti” pugliesi della Resistenza

Cent'anni di resistenza

Cent'anni di resistenza

Cent’anni di resistenza. L’assedio alla Camera del Lavoro di Bari Vecchia, di Lea Durante, Antonia Lovecchio, Pasquale Martino. Bari, Edizioni Radici Future, 2022

È urgente e necessario dire qualcosa di questo libro, presentato lo scorso 30 aprile sulla attraente vetrina del Fortino di Sant’Antonio a Bari.

Tre autori. Con due di essi, Antonia Lovecchio e Pasquale Martino, siamo legati da un’amicizia cinquantennale e nutriamo grande stima per la particolarissima conoscenza dei fenomeni della politica e del sociale nella nostra terra, della prima, e ammiriamo la lunga militanza a favore dei lavoratori, del secondo. Della terza autrice, Lea Durante, leggiamo dalle note di copertina che è docente di Letteratura di Genere e studiosa della figura e dell’opera di Antonio Gramsci. Tre firme autorevoli!

Un libro a sei mani, dunque, per commemorare eventi ormai centenari. Tre capitoli attribuiti agli autori, seguiti da brevi ma utili contributi di Gigia Bucci, segretario generale CGIL Bari, di Giuseppe Gesmundo, segretario confederale CGIL Puglia, di Leonardo Palmisano, scrittore ed editore, e di Ferdinando Pappalardo, accademico e senatore.

L’esiguità delle pagine inganna sulla consistenza dei contenuti, dei fatti raccontati. E sottolineiamo “fatti”, non notizie, informazioni, quelle che la cronaca ha registrato sui media, tradizionali e digitali. Fatti che la nostra terra, Bari e la Puglia, pare abbiano dimenticato, o rimosso, e che invece costituiscono l’humus su cui è stata coltivata la coscienza civile dei lavoratori, degli oppressi di ieri e dei nostri giorni.

Fatti e avvenimenti che dovrebbero a pieno diritto far parte di quel patrimonio comune di coscienza civile del popolo italiano, ma spesso esclusi dalla predominante sfera geopolitica di certe regioni della nostra Italia, quelle presso le quali è luogo comune attribuire una più radicata presenza di organismi politici orientati alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, i partiti socialisti e comunisti in primo luogo.

La delimitazione corrente continua a stabilire che al Nord vi fosse fin dalle origini, e per tutta la lunga stagione della repressione di regime, una molteplicità di forme di resistenza, di opposizione, esaltate poi nei movimenti partigiani per la Liberazione nazionale.

Ma questo non è del tutto vero, anche il Sud ha avuto una significativa quantità di episodi di resistenza, momenti drammatici, come, appunto l’aggressione fascista alla Camera del Lavoro in Bari dell’anno 1922, episodio che il libro vuole far ricordare ai cittadini.

Le tre parti del libro sono dedicate al Biennio Rosso, fascismo e antifascismo in Puglia (Martino); la “Roccaforte” dei rivoltosi (Lovecchio); Di Vittorio, Majerotti, D’Agostino: una resistenza “impossibile” ed esemplare (Durante).

Ci ha fatto specie scoprire che nella nostra città è vissuta e ha operato a lungo Rita Majerotti, per noi praticamente sconosciuta, che è stata protagonista di una lunghissima stagione di militanza politica e sociale (fondatrice dell’Unione Donne Italiane UDI), combattente e resistente insieme a Giuseppe Di Vittorio, ad Antonio Gramsci, del quale l’altro giorno è stato ricordato l’anniversario della scomparsa presso il carcere di Turi, nella cui cella ha realizzato le fondamentali “Lettere dal Carcere”.

Una stagione di lotta e resistenza che pare non essere conclusa, se la cronaca registra ancora oggi aggressioni ideologiche, neonaziste, xenofobe e antisemite.

Un libro che servirà a ricordare e soprattutto a  far conoscere a chi, troppo giovane, non è stato messo in condizione da un sistema scolastico che ignora pervicacemente la storia del Novecento, di avere contezza dei valori della Resistenza, necessari per operare una continua vigilanza e opposizione ai rigurgiti del fascismo.

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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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