Pino Daniele: ricordi, libri e musica del grande cantautore napoletano

Pino Daniele

Pino Daniele

Napoli, 19 settembre 1980, festa di san Gennaro. In nessuna delle tre celebrazioni liturgiche della festa del santo, il sangue conservato nella sacra ampolla, si scioglie. Due mesi dopo, il 23 novembre, le prime terribili scosse sismiche provocano il più devastante terremoto che Napoli ricorda. Un evento nefasto pari a quello già sperimentato sette anni prima con l’epidemia del colera. Anche quell’anno il sangue di san Gennaro non si era sciolto.

Il concerto del 1981

Ma l’anno dopo, il 19 settembre 1981, “Tutta n’ata storia”. Piazza del Plebiscito nel pomeriggio è gremita. Molti arrivati già dalla mattina vogliono assistere alle prove di “Pinuccio” e della sua band. È stato annunciato infatti che Pino Daniele terrà in città un concerto gratis!

CD: Tutta n’ata storia di Pino Daniele

Tappa clou del tour iniziato nell’estate nel quale l’artista aveva voluto inserire ulteriori date nei luoghi piegati dal disastro del terremoto. Tra cui Matera, il precedente 9 luglio. Pienone! Anche lì “Tutta n’ata storia” rispetto al primo concerto di tre anni prima, 1978 realizzato nella vicina Potenza, teatro Due Torri, in cui ci fu pochissimo pubblico. “Pochi ma buoni” fu il commento di chi, in quei primi anni della carriera di Daniele, si riteneva di “orecchio buono”, un intenditore, e cercava un’alternativa alla dilagante musica “commerciale”.

Locandina concerto del 1981 a Matera

Noi, sbarbatelli sedicenni, dalla più lontana Bari, alla ricerca di buona musica cominciammo appena ad origliare che qualcosa di nuovo stava nascendo e veniva, come sempre, da Napoli. E subito ne fummo catturati.

Il nuovo libro in ricordo di Pino Daniele

Oggi, a 9 anni dalla scomparsa del “Mascalzone Latino”, avvenuta il 4 gennaio 2015, il suo ricordo resta vivo e si rinnova in ogni anniversario. All’inizio di ogni anno ci viene offerta un’occasione tangibile condensata in una riproduzione di un suo disco, in un concerto in sua memoria o, come quest’anno entrante, nella pubblicazione di un libro di un giornalista:

Perone, Caporedattore de Il Mattino si è occupato a lungo di criminalità e di camorra e conosce molto bene le vicende della sua città, Napoli. A Pino Daniele ha voluto dedicare questo libro per parlare del rapporto che il cantante aveva con la città, amata e sofferta dal musicista, sempre alla ricerca del suo riscatto sociale attraverso l’arte. Un rapporto difficile che a volte è drammatico per chi vuole fare musica. Come il caso della tragica morte di Giambattista Cutolo, detto Giogiò, il ventiquattrenne musicista ucciso, per futili motivi, con tre colpi di pistola, il 31 agosto 2023, mentre si trovava con la fidanzata presso una paninoteca di piazza Municipio.

Faccia gialla di Pino Daniele

Nel libro Perone ripercorre tutta la carriera artistica di Pino Daniele e si sofferma anche su circostanze poco note. Come quando ricorda il brano “Faccia gialla” del 1989 in cui il cantautore in forma di preghiera si rivolge a San Gennaro (il santo patrono è chiamato affettuosamente Faccia Gialla dai napoletani) perché liberi la città dalla piaga della camorra. Il ritornello ricorda al Santo Patrono e a tutti noi, che quello versato continuamente è sang‘ (sangue) e non è acqua.


Link Edizioni San Paolo:

https://www.sanpaolostore.it

Link Youtube Faccia gialla:

Testo Faccia Gialla:

Hey man, don’t worry
mascalzone latino ma cu na faccia pe’ parlà’
Hey man, don’t cry
passaporto latino per cercare chi non si troverà
pecchè ‘o munno è d’e pazze
e so’ pazz’ ‘a cacà’
i’ ‘a penz’ accussì
‘a gente ca se straccia po’ int’a città
‘o sole po’ che fa
pecchè ‘o munno è d’e pazz’

e so’ pazz’ futtut’
so’ tutti mafius’
so’ tutti mafius’
‘ncopp’o sang’ d’a povera gente
nun guardano ‘nfaccia a niente
Hey man, don’t worry
mascalzone latino cu na faccia pe’ campà’
Hey man, don’t cry
mascalzone latino
sotto un cielo che è azzurro ancora
‘o sole che fa
pecchè ‘o munno è d’e pazz’
e so’ pazz’ a’ cacà’
i’ parlo accussì
i’ parlo accussì
e intanto ‘a gente ccà se straccia ‘int’a città
‘o sole che fa
pecchè ‘o munno è d’e pazz’
e so’ pazz’ futtut’
so’ tutti mafius’

so’ tutti mafius’
‘ncopp’o sang’ d’a povera gente
nun guardano ‘nfaccia a niente
Faccia gialla tu che può
Faccia gialla tu che può
salvammo pure ‘e fessi
a chi dà ‘e sorde c’o ‘nteresse
Faccia gialla tu che può…

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