Il viaggio iniziatico nella Bari magica: il “Kybarion” di Cosimo Lerario – Incontro con l’Autore

Cosimo-Lerario-KyBarion

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La luminosa Cattedrale, la scomparsa Giudecca, il ragale Carmine, l’accogliente San Gaetano, il nascosto quartiere musulmano, la Testa del turco, il pittogramma cufico di Allah, il (nostro) Barione, Il Portale del Leoni della Basilica, la Colonna infame… fin fuori le mura, capolinea: la statua di Niccolò Piccinni. No, non è il solito itinerario turistico per Bari vecchia, ma un autentico viaggio iniziatico per una Bari magica, riletta con gli occhi di chi, scavando le radici della storia della città, ritrova il senso della propria vita. Tutto questo troviamo nell’affascinante romanzo di 

Cosimo Lerario, KYBARION, SECOP edizioni

Abbiamo incontrato l’Autore lo scorso 2 dicembre al termine della prima presentazione del libro nella sede del 1° Municipio della Città Metropolitana di Bari, in via Trevisani.

Visibilmente raggiante, euforico. Per un’ora e mezza Cosimo Lerario ha incantato il pubblico raccontando la trama del suo ultimo romanzo.

Soddisfatto, dunque?

«Tantissimo! Non si vede? Lo sono per parecchi motivi».

Il primo?

«È il più importante: aver potuto inaugurare la serie delle presentazioni pubbliche proprio a Bari, la mia città. La città che ho raccontato in questo romanzo».

Un bel riconoscimento…

«…di cui sono grato a due persone in modo particolare. Innanzitutto alla Consigliera Angela Perna, che si sta dannando l’anima per portare Cultura e Letteratura nei quartieri baresi che fanno capo al 1° Municipio. Ho constatato con i miei occhi le difficoltà in cui è costretta a muoversi. La seconda, la dottoressa Maria Giovanna Losito. Un vulcanico personaggio che a sua volta ha iniziato a dedicare la propria esistenza alle iniziative culturali. Di tutti i tipi: dalle sfilate di moda alla rappresentazioni teatrali, alle presentazioni di libri un po’ fuori dai soliti circuiti di comunicazione».

Quali sarebbero i “soliti circuiti”?

«Beh, quelli che ti assicurano comparsate in certe televisioni. Magari in quegli stessi programmi i cui Autori dichiarano di non volere dedicarsi alla promozione libraria, ma che ogni tanto fanno scivolare nel palinsesto l’Autore amico degli amici. Poi i loro libri li rivedi tutti allineati nelle vetrine delle librerie e nei cestoni all’ingresso degli autogrill, delle autostrade; non li legge nessuno e chi li compra lo fa solo per poter dire che ne è in possesso. Salvo poi lasciarlo a prendere polvere sulle mensole del soggiorno».

Invece lei?

«Io adoro sedermi tra il pubblico. E raccontare quel che ho voluto narrare con il mio racconto, le immagini che ho voluto evocare. E, se possibile, emozionare chi mi ascolta lì a due passi e non seduto con il telecomando in mano sul divano di casa dall’altra parte della telecamera».

Questa sera è andata proprio così.

«É stato meraviglioso. Visto che partecipazione emotiva? Quanto interesse ha suscitato il racconto di Bari vecchia vista in chiave esoterica e misteriosa! Che dire… Se i commessi comunali non ci avessero caldamente invitati ad andarcene perché dovevano chiudere la Sala Conferenze, saremmo rimasti a parlare sino a mezzanotte. Mica mi volevano lasciare andar via».

In Sala c’era un bel parterre di pubblico.

Un momento della presentazione, con l’attore Gianni Ippolito (a sinistra) e la dott.ssa Maria Giovanna Losito (al centro)

«Che io ringrazio sinceramente. Vedere in sala con gli occhi sgranati durante il mio racconto grandissimi attori come Tiziana Gerbino e Gianni Ippolito e scrittori come Vito Maselli, intervenuti pur sapendo che non ci sarebbero state né telecamere né riflettori sotto cui mettersi in evidenza, mi ha ripristinato un po’ di fiducia nel genere umano».

Ma c’erano anche…

«… altri consiglieri municipali, e tanta gente richiamata dall’argomento del romanzo. Persone che verrebbero definite “comuni”, ma che io invece chiamerei “straordinarie”. Vede? Ci sono persino Lettori e Lettrici che venuti esclusivamente per farsi firmare la loro copia di KYBARION già acquistata e letta mesi addietro».

Che Lei ha pubblicamente minacciato per farli tacere.

«E certo… KYBARION in fin dei conti è un thriller. Se ne avessero rivelato i colpi di scena, sarebbe stato un disastro».

Quindi non ne parliamo nemmeno tra di noi, adesso.

«Assolutamente no. In una prossima occasione, magari vi dico qualcosina di più. Ma nemmeno troppo. Arrivederci».

L’intervista termina così, con l’autore che sguscia via per andare a scrivere dediche. Risucchiato dal miglior gruppo di Lettori a cui potesse mai ambire: quello dei baresi innamorati della propria città. 

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