Il “Trattando di pittura” di Fusca: nel solco della grande tradizione italiana
Trattando di Pittura - Carlo Fusca
Il nome di Carlo Fusca (Bari 1952) è ben noto a quanti si interessano di arte contemporanea. Esponente di quella “pittura colta” (C. F. Carli) che dal Novecento arriva ai giorni nostri senza recidere il legame con la Tradizione e nel contempo rifiutando la sterile mimesi dell’Antico. Non è un caso che la sua formazione si compie come restauratore di opere d’arte e affreschi antichi: esperienze puntualmente riportate in questo suo libro.
CARLO FUSCA, Trattando di pittura, Collana La Scienza, Ed. L’Arco e la Corte, Bari 2021
Tra i suoi interventi di restauro più celebri spiccano una tela di Gerolamo Santacroce (1503-56) allievo del Bellini, un importante ciclo di affreschi bizantini nella Chiesa di S. Maria Maggiore a Monte Sant’Angelo, una statua lignea policroma della Madonna nera (sec. XI-XII).
È nel solco della Tradizione della grande pittura italiana, quindi, che si colloca Fusca con questo suo trattato, meglio “trattando”, come dice il titolo, perché la ricerca di ogni vero artista non è mai un fatto concluso.
L’Autore si pone in continuità con i grandi illustri predecessori che vanno dai trattatisti antichi (Vitruvio, Plinio il Vecchio, Eraclio, Teofilo) fino a Cennino Cennini (ca. 1370 – post 1437) ed al celeberrimo trattato leonardesco (Trattato della Pittura, redatto postumo dall’allievo prediletto Francesco Melzi), che “tenne banco” fino al tardo Ottocento con innumerevoli ristampe (difatti nessun altro trattato di pittura ebbe pari influenza nei secoli successivi).
Nel Novecento i trattati di architettura, pittura e scultura sembrano appartenere ad un’epoca superata, e, nonostante la diffusione dell’ampia manualistica hoepliana, pare che i grandi artisti non siano più desiderosi di tramandare ai posteri i precetti della loro arte. Si sprecano, al contrario, i “manifesti” delle correnti artistiche più disparate, i cui astrusi precetti teorici mettono in ombra – anzi, spesso deliberatamente ignorano – le tecniche della pittura e della scultura, tramandate dai trattati e dalle botteghe artistiche.
Non è un caso che eccezioni di rilievo come L’Arte del marmo (1921) di Adolfo Wildt (1868-1931) e il Piccolo trattato di tecnica pittorica (1928) di Giorgio De Chirico (1888-1978) si debbano ad artisti profondamente legati alla Tradizione. La padronanza della tecnica, infatti, serve non per imitare gli antichi, bensì per avere piena coscienza del proprio operare. Sicché De Chirico poteva a buon diritto definirsi pictor classicus pur essendo contemporaneo.
Non mancano nel testo le firme di eminenti specialisti del settore: dalla presentazione di Riccardo Caldura, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, e di Saverio Simi De Burgis, storico dell’arte, ai contributi di Maristella Trombetta, docente di estetica e di storia della critica d’Arte all’Università degli Studi di Bari, e di Karmen Corak, restauratrice della Galleria dell’Accademia di Venezia.
Il volume è inoltre impreziosito da un ampio corredo iconografico, utile per comprendere le tecniche trattate. Tra le illustrazioni, spiccano alcune opere del Maestro, di cui campeggia in copertina Andromaca (2013), soggetto “prediletto” dall’artista (C. Strinati). A tal proposito, dobbiamo rilevare che nelle prestigiose collane della Casa Editrice “L’Arco e la Corte” sono presenti anche altri volumi le cui copertine sono impreziosite da illustrazioni del Fusca.
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Simone de Bartolo – Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. È Socio Fondatore del Centro Studi “Araldo Di Crollalanza” di Bari.