Il folk psichedelico barese trapiantato in Francia: il gruppo degli Anandammide
D01 (139x125) spine 6mm 1CD
«Cantiamo d’amore, ateismo, solitudine, utopia, anarchismo e tragedia umana. E scriviamo canzoni nella tradizione del folk psichedelico della fine degli anni Sessanta e del progressive di Canterbury». Riassume così, in poche parole, tutto il senso dell’ensemble francese Anandammide l’attuale 47enne leader barese del gruppo Michele Moschini, ex membro per dieci anni della vecchia gloria del rock progressivo Floating State. Il nome deriva dal sanscrito anandammide che significa “beatitudine”, ma che scientificamente sono le molecole responsabili di stati di euforia e gioia.
Si tratta di un nuovo progetto folk psichedelico al quale collaborano il violoncellista Adrien Legendre, la flautista Audrey Moreau, la violinista Stella Ramsden e il bassista Pascal Vernin provenienti dalla Fantasy Orchestra. L’album Earthly Paradise del 2020 è composto da un’ intro in cui un tin whistle e chitarre accompagnano la lettura di un breve estratto dall’ottocentesco poema epico The Earthly Paradise di William Morris e dieci canzoni che spaziano tra il folk e la musica medievale, con accenti psichedelici. Il disco racchiude tutto l’amore per il rock e per il folk degli anni Sessanta e Settanta, in particolare per i Led Zeppelin, ed è una concreta dimostrazione che il folk psichedelico possa ancora avere molto seguito.

«La mia passione per la musica ha avuto inizio quando nel Natale del 1980 mi hanno regalato un organo giocattolo Antonelli». Ci racconta così i suoi esordi d’infanzia il nostalgico Michele Moschini. Dopo l’importante esperienza con i Floating State decide di prendere lezioni di canto barocco da Assia Polito, cantante specializzata nel repertorio barocco e insegnante presso il Centro Interuniversitario di Ricerca per il Teatro, le Arti Visive, la Musica e il Cinema dell’Università di Bari.
Dopo aver cantato in altri gruppi, è entrato in una compagnia teatrale che provava al “Nord Wind”, storico pub di Bari e che avrebbe voluto mettere in scena Jesus Christ Superstar: «Un’esperienza che non ho portato avanti, purtroppo, perché mi sono trasferito a Parigi per lavoro». Qui si dedica all’architettura a tempo pieno, con la speranza però di tornare alla musica tentando di ricostituire un nuovo gruppo a cui proporre i suoi progetti e le sue idee.
«Cantavo e suonavo la chitarra in casa, abbozzando canzoni e registrando cover come passatempo, aspettando la scintilla». E l’occasione arriva nel 2016 quando entra nella “Fantasy Orchestra”, un’orchestra rock comunitaria dalla formazione fluttuante (da dieci a ottanta sulla scena), presente sia nella capitale francese che a Bristol in Inghilterra, e guidata da Jesse D. Vernon. A spingere Michele a credere nel suo sogno è anche l’incontro fortuito, avvenuto durante un fine settimana a Londra, con un altro barese espatriato, Gianluca Graziano.
Il duo comincia a registrare alcune canzoni riscuotendo un discreto successo. «Da allora ho iniziato a scrivere seriamente e tutto è stato un crescendo fino alla formazione del gruppo Anandammide» ed Earthly Paradise è già considerato dalla critica uno dei migliori dischi di folk psichedelico degli ultimi quarant’anni. Certamente il quintetto vorrebbe ripetersi e gran parte del secondo album è stato scritto, ma il lavoro sarà lento e diluito fino all’uscita nella prossima primavera, anche a causa della pandemia.
«Ho cercato di rendere il periodo più produttivo possibile, ma l’emergenza che stiamo vivendo non ha influenzato direttamente la mia musica. Sicuramente mi manca tantissimo il vagabondare solitario tra i fiordi, cosa che ha ispirato molti pezzi del primo album». Prima di salutarmi Michele non rinuncia a dare un consiglio ai tanti giovani baresi che vogliono fare musica: «Non sempre emigrare è sinonimo di riuscita. Voi provateci sempre e ovunque. Non abbandonate mai i vostri sogni».
Nella speranza che Bari possa crescere ancora tanto musicalmente e culturalmente così da non costringere i giovani emergenti a cercare altrove la propria realizzazione.

Giuseppe Salamida – Sono insegnante di Lettere e appassionato di storia e musica; mi piace scoprire gruppi sconosciuti da tutto il mondo e comprenderne il loro periodo storico.
