Fra progressive e psichedelia, le nostalgiche sonorità floydiane del barese Morreale
Morreale
«Questo album è il risultato di un progetto lungo una vita, un viaggio interiore iniziato ormai trent’anni fa, completato con brani nuovi e registrato in un anno e mezzo. Lo dedico a me e soprattutto alla mia piccola Ludovica». Esordisce così Massimiliano Morreale, psichiatra barese, che ha firmato il suo esordio con l’album Appunti di viaggio: una vera esplorazione del mai tramontato suono psichedelico, caratterizzato da un sinuoso richiamo floydiano.
Assieme a Morreale, abile polistrumentista, collaborano all’album Claudio Milano, uno dei fari del nuovo prog italiano, Fulvio Galvani, che dà il suo contributo alla scrittura di L’assenza, Ago Tambone alla chitarra, Gianni Ladisa con il suo sax, Alessandro Calzavara per la scrittura di Dung, Tommaso Mastrorilli, Antonio Guidi e l’illustratore visionario Andrea Biancucci, che correda il libretto pieghevole di otto pagine con dodici disegni, chiari riferimenti ai pezzi dell’album.
«Mi sono avvicinato al rock da giovanissimo, ma ho avuto una educazione formale, seguendo lezioni di pianoforte. Bari negli anni ’90 era fervente e stimolante». Poche parole, ma cariche di nostalgia, per raccontare i suoi inizi: «Devo tutto al mio registratore a quattro tracce con il quale ho iniziato a fissare le mie prime composizioni, poi utilizzate nell’album».
Personaggio eclettico, a suo agio con pianoforte e chitarra, grazie agli insegnamenti del maestro Ago Tambone, Morreale ha sempre cullato il sogno di un esordio discografico. Nel frattempo però si è laureato e ha avviato la sua carriera di psichiatra, lavorando per qualche anno anche fuori Bari.
Nel 2020, una storica etichetta sanremese, la Mellow Records, punta su di lui e produce il suo album, i cui riferimenti sono chiari: Pink Floyd su tutti, ma anche il progressive rock sinfonico dei britannici Camel.
Un album in cui i dodici brani si susseguono in diversi paesaggi emotivi, a cui corrispondono altrettante scelte stilistiche «perché la musica deve veicolare le diverse emozioni che viviamo nella nostra esistenza», come spiega lo stesso Morreale.
Al nucleo di brani originali, rimasti un po’ negli archivi ma rivisti nel corso del tempo, se ne aggiungono quattro nuovi: Il Mare, Dung, Il tempo vola e Ninna Nanna per Ludovica. La traccia numero 7, Super Wonderboy Returns (A New Fantastic Adventure), è un lungo brano (oltre venti minuti) dal profondo impatto evocativo, dove progressive e psychedelic rock si rubano la scena, fino a culminare nell’assolo di chitarra di Tambone. Sono invece le melodie malinconiche a tenere banco nel brano L’assenza, grazie al sax di Gianni Ladisa. Mentre, nell’energico Cronache per la fine di un’infanzia, spicca invece la voce teatrante e il testo graffiante di Claudio Milano. Ninna nanna per Ludovica, pezzo che chiude romanticamente l’album, è anche l’ultimo brano di Morreale, dedicato alla figlia di quattro anni.
Per vivere ancora emozioni musicali, dovremo attendere il nuovo disco di Morreale, che attualmente lavora a due progetti: uno di prog rock oriented e l’altro, insieme all’amico Humpty Dumpty, più orientato alla new wave.

Giuseppe Salamida – Sono insegnante di Lettere e appassionato di storia e musica; mi piace scoprire gruppi sconosciuti da tutto il mondo e comprenderne il loro periodo storico.

