Diabolik: dal fumetto al cinema
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Oggi parliamo di un film uscito nei cinema a metà dicembre e subito travolto da opinioni e recensioni molto contrastanti. Il nostro Pierpaolo Favia da buon conoscitore del fumetto e del personaggio, ha visto per noi il lungometraggio.
Non era semplice realizzare un film su Diabolik, personaggio che da decenni rappresenta un’icona popolare capace di varcare i confini della nona arte per farsi archetipo della satira sociale borghese e modello per antonomasia del ladro, in Italia e persino all’estero.
E il compito era reso ancora più arduo dal deludente lavoro realizzato da Mario Bava nel 1968, pur rivalutato da alcuni critici nel tempo e campione d’incassi all’epoca nei Paesi asiatici.
Tuttavia i Manetti Bros. sono riusciti nella difficile impresa di confezionare un lavoro cinematografico sorprendentemente fedele al Diabolik dei primi albi, forse deludente per chi si aspettava scene incentrate sull’azione e sull’uso continuo di effetti speciali, alla Marvel o DC Comics per intenderci, o per chi è abituato a conoscere solo le ultime annate del fumetto dell’antieroe noir.
Basti pensare alla ricostruzione minuziosa delle irreali atmosfere notturne nelle quali è abituato ad agire indisturbato ed inafferrabile il protagonista, ottenuta girando per le vie di Milano, Bologna e Trieste, svuotate del traffico e riportate magicamente indietro nel tempo agli inizi degli anni Sessanta; di tanto in tanto sembra riaffiorare la stessa vertigine che si prova guardando la Bologna de L’ispettore Coliandro, serie tv diretta proprio dai Manetti.
Estremamente sapiente si è rivelata la scelta del cast, a partire dalla decisione, nonostante le perplessità iniziali di alcuni appassionati del fumetto, di far interpretare Diabolik all’attore romano Luca Marinelli che, grazie alla sua recitazione robotica e glaciale, è riuscito a ricalcare molto bene i tratti caratteriali del personaggio, anche se ciò ha reso meno travolgente sullo schermo la dinamica dell’innamoramento per Eva Kant, magistralmente interpretata da una Miriam Leone in stato di grazia, splendida e bellissima nei panni dell’astuta ed intrepida compagna di Diabolik.
Bravissimo poi Valerio Mastandrea nei panni di Ginko, capace finanche di prestargli un vago accento romanesco, che rende davvero simpatico l’altrimenti ferreo ed incorruttibile ispettore. Meraviglioso poi il cammeo del direttore dell’Astorina (casa editrice del fumetto) Mario Gomboli, unico all’altezza di poter di giudicare Diabolik in un’aula di tribunale e del disegnatore Giuseppe Palumbo, sempre nella scena del processo.
Non mancano poi altri attori e attrici noti al grande pubblico che impreziosiscono ulteriormente la pellicola; su tutti però spicca la fiammante Claudia Gerini, molto a suo agio nel caveau di una banca apparentemente inaccessibile per chiunque.
Molto ben congegnata anche la colonna sonora, soprattutto per via dell’inedito La profondità degli abissi inciso dal cantautore Manuel Agnelli, visto anche nel talent show X Factor in qualità di giudice, che significativamente apre e chiude il film.
L’unica seria e fondata critica che potrebbe essere mossa ai registi è quella di aver diretto un film troppo lungo per risultare la trasposizione cinematografica di un fumetto ideato nel 1962 dalle sorelle Angela e Luciana Giussani, visto che i loro albi erano letti dai pendolari della metropoli milanese nel tempo del loro tragitto da o per il proprio luogo di lavoro.
Infine, l’augurio personale per i due sequel già annunciati, di cui del primo si stanno già facendo le prime riprese, è che Marinelli possa sfoderare una maggiore grinta, che renda ancora più accattivante la sua interpretazione di Diabolik.
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Pierpaolo Favia, laureato in scienze religiose, insegna religione nella scuola primaria. È presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Filo del discorso” e membro del Tavolo Laudato Si’ dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto e dell’Èquipe “Giustizia, Pace e Integrità del Creato” della provincia dei Frati Minori “San Michele Arcangelo” di Puglia e Molise.
Concordo. Gli amanti del personaggio possono essere ben soddisfatti del film. Unica cosa, nei sequel non ci sarà Marinelli ad interpretare Diabolik.