Via Melo da Bari: la storia del ribelle che sfidò l’Impero Bizantino

Melo

Melo

Continua il nostro viaggio fra le strade di Bari e le vite di uomini e donne che hanno cambiato la storia della città e non solo. Il nostro cammino ci porta nel quartiere Murat, in una nota e trafficata strada del centro: via Melo. Non ci soffermeremo però a parlare dei palazzi o delle attività, alcune molto note come la libreria Feltrinelli, ma la nostra attenzione, come da prassi in questa rubrica, è tutta concentrata sul personaggio che a cui il Comune ha dedicato la strada: Melo da Bari (circa 970 – 1020).

Via Melo da Bari…
… nota strada del…
… quartiere Murat

Quindi, lasciamoci alle spalle l’asfalto della strada odierna e avventuriamoci sulle tortuose vie della storia.

La storia di Melo da Bari

Melo nacque a Bari, era un militare e nobile di origine longobarda. Pur essendo longobardo, era influenzato dalla cultura greca che caratterizzava la Bari dell’epoca, allora capitale del Catepanato d’Italia la principale provincia dell’Impero Bizantino nella penisola italiana.

Il malcontento e la tensione verso l’amministrazione bizantina all’inizio dell’XI secolo cresceva nella città schiacciata da una pressione fiscale sempre più alta. Non servì che una scintilla per far divampare l’incendio: il 9 maggio 1009 (secondo alcune cronache sarebbe invece il 1010), Melo con al suo fianco il cognato Datto guidò una rivolta contro il catapano bizantino Giovanni Curcuas.

Melo da Bari (970-1020)

Le prime vittorie e la repressione

Bari non restò isolata in questa ribellione e al suo fianco scesero anche Trani e Bitonto. La ribellione all’inizio portò diverse vittorie ai rivoltosi che sconfissero più volte i bizantini, arrivando perfino a uccidere il catapano Curcuas.

Grazie al sostegno di alcuni principi longobardi e non incontrando l’opposizione del papa e dell’imperatore bizantino Basilio II impegnato nei Balcani, la rivolta sembrava aver raggiunto il suo scopo di rovesciare il governo bizantino ma era solo una vittoria temporanea.

Rappresentazione dell’esercito bizantino (Codex Graecus Matritensis)

Il nuovo catapano Basilio Mesardonite nel 1011 pose assedio a Bari e la riconquistò. La repressione non si fece attendere. Molti cittadini furono uccisi e i capi della rivolta costretti alla fuga. Melo e suo cognato fuggirono. Il nobile trovò rifugio prima ad Ascoli Satriano poi a Benevento, Salerno e Capua, ma sua moglie Maralda e il figlio Argiro furono catturati e deportati a Costantinopoli.

L’animo di Melo fremeva di rabbia, durante i suoi giorni di esilio ricominciò a progettare come scacciare i bizantini dalla sua amata Puglia.

Viaggio in Germania e nuova spedizione in Italia

Chiese e ottenne nuovamente il sostegno dei principi longobardi dell’Italia meridionale, poi l’appoggio di papa Benedetto VIII, si recò in Germania presso la corte dell’imperatore Enrico II (973 – 1024). L’imperatore lo accolse con tutti gli onori e gli conferì il titolo, puramente onorifico, di Duca di Puglia. In segno di gratitudine Melo donò a Enrico II un prezioso mantello prodotto dalle tessitorie baresi in velluto blu con decorazioni d’oro raffiguranti Cristo, l’universo, i segni zodiacali e le costellazioni.

Il mantello donato da Melo all’imperatore Enrico II (Museo Diocesano di Bamberga)

Forte di queste nuove alleanze, Melo tornò in Italia e organizzò una nuova spedizione contro i bizantini. Fra i mercenari arruolò anche diversi normanni, popolo che, probabilmente, si affacciavano per la prima volta alle terre pugliesi.

La disfatta e i funerali solenni di Melo

Nel 1017 Melo inizialmente ottenne diverse vittorie spingendosi fino a Trani ma ormai la sua fortuna era esaurita. Lo scontro decisivo avvenne il 1º ottobre 1018 nella pianura di Canne della Battaglia. Qui l’esercito guidato dal catapano Basilio Boioannes inflisse una sconfitta devastante a Melo e il suo esercito fu praticamente distrutto.

Purtroppo Melo dovette di nuovo fuggire e tornò in Germania e nella città di Bamberga, qui nel 1120 dopo meno di 2 anni morì. L’imperatore Enrico II gli concesse funerali solenni, un onore raro per un nobile straniero.

Il poeta Guglielmo Appulo così scriveva dello straordinario evento:

At Melus regredi preventus morte nequivit. Henricus sepelit Rex hunc, ut regius est mos; Funeris exequias comitatus ad usque sepulchrum Carmine regali tumulum decoravit humati.

Traduzione:

Ma Melo, Colto dalla morte, non poté fare ritorno. Enrico lo fece seppellire lì stesso, secondo il costume regale. Accompagnò il corteo funebre fino al sepolcro e ornò la tomba con un epitaffio degno di un re.

Al suo fedele alleato, il cognato Datto, andò molto peggio, catturato dai bizantini fu invece giustiziato nel 1021 con l’atroce pratica della mazzeratura, il condannato veniva annegato dopo essere stato rinchiuso in un sacco. Per lui non ci furono onori.

Così ne parla Lupo Protospata (circa 1030-1102):

1021 Datto fu preso ed entrò a Bari il 15 giugno in groppa di un’asina

Le conseguenze

Sebbene, la rivolta finì con una tremenda sconfitta, Melo con la sua rivolta mise in evidenza le difficoltà del controllo bizantino nell’Italia meridionale. Un patriota che contribuì ad avviare la trasformazione politica del Sud Italia nell’XI secolo. La sua vicenda di coraggio e amore per la sua terra rappresenta il tentativo di ribellarsi a un dominio opprimente e resta legata alla memoria storica della città di Bari.

A questo coraggioso personaggio, la città ha dedicato una strada con delibere consiliari del 4 ottobre 1833 e del 24 maggio 1837, sulla via nel 2020 è stata affissa anche una targa commemorativa per i mille anni della sua morte.

Targa commemorativa

Bibliografia:

  • Lupi Protospatae, Rerum in Regno neapolitano gestarum ab anno sal. 860 usque ad 1102 Breve Chronicon
  • Gerardo Cioffari – Rosa Lupoli Tateo, Antiche Cronache di Terra di Bari, Centro Studi Nicolaiani, 1991, Bari.
  • Vito Antonio Melchiorre, Le strade di Bari, Periodici Locali Newton, 1995, Bari.
  • Gerardo Cioffari, Storia di Bari, Centro studi Nicolaiani, 1998, Bari.
  • Lino Patruno, Bari Vecchia, Mario Adda Editore, 2000, Bari.
  • Antonio Beatillo, Historia di Bari, Cacucci Editore, 2018, Bari.
  • Michele Fanelli, Storie di Bari, Progedit, 2025, Bari.

© 2025 Tutti i diritti riservati

foto
+ posts

Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *