Via Alberto Sordi, un romano a Bari: il Petruzzelli, il rogo, una mostra, la ricostruzione… e non è finita
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Ritorna di attualità la questione “teatro Petruzzelli”, dopo il suo rogo e la ricostruzione, rispunta la diatriba della proprietà. Il nostro Francesco Quarto, passeggiando in via Alberto Sordi, ripesca dalle sue memorie alcuni curiosi fatti poco noti o del tutto dimenticati.
La nostra città ha voluto onorare uno dei principali protagonisti del Cinema italiano con un’appropriata dedicazione stradale. Alberto Sordi, attore e regista interprete di una “italianità” scapestrata, impudente e tanto altro ancora per i decenni che vanno dal dopoguerra fino ai nostri giorni.
Sordi è romano, perché Bari gli regala una via? Non poteva essergli preferito un personaggio locale, magari il grande Riccardo Cucciolla, celebre protagonista di Sacco e Vanzetti, “voce” di tanti documentari, un timbro vocale raffinato senza alcuna inflessione dialettale.

Una ragione c’è ed è inequivocabile, l’attore romano ha girato uno dei suoi più celebri film nella nostra Bari, nella location privilegiata del Teatro Petruzzelli: Polvere di Stelle, con l’impagabile partner Monica Vitti. Ricordiamo l’affollarsi di giovani cittadini nei pressi del teatro, nell’attesa di essere reclutati nello staff come comparse e guadagnarsi così una fetta di celebrità!
Via Alberto Sordi è alle spalle del teatro e, percorrendola giorni fa, la memoria è tornata a quei giorni drammatici e sconvolgenti, all’immane rogo che le lacrime dei baresi non riuscirono a spegnere.
Ma abbiamo ricordato anche un altro evento di quegli stessi giorni, assolutamente minore se vogliamo, ma per noi denso di significati.

Si era appena spento l’orribile rogo quando esordimmo con una “Mostra bibliografica” presso la appena dismessa “Cartoleria Laterza” in via Sparano, angolo via Dante.
Le mostre d’arte soffrono dell’oblio che segue la conclusione del periodo di allestimento e di presentazione e anche questa ha subito la medesima sorte. Ma noi oggi vogliamo provare a rievocarla a trenta anni dall’episodio dell’incendio del Petruzzelli.
Dedicammo alcune immagini fotografiche del rogo al “Caro vecchio Petruzzelli”, ma anche degli sfarzosi interni che erano appena scomparsi. Il nostro fotografo, il noto Sergio Leonardi, aveva realizzato un reportage poco tempo prima dei drammatici avvenimenti, e i suoi scatti avevano cominciato a circolare, adornando sale d’attesa di studi medici o di barberie.
La mostra ebbe grande successo; l’inaugurazione fu onorata dalla presenza del sindaco Dalfino, bella persona andata via troppo presto, che aveva, pochi mesi prima, dominato la vicenda dei ventimila albanesi della Vlora.
La lungimirante Giovanna Laterza, buona amica della direttrice della biblioteca Sagarriga Visconti, aveva immediatamente condiviso il progetto di allestire nel salone della ormai ex cartoleria i pannelli e i preziosi reperti librari di quello che è stato l’antesignano di tutti gli eventi e gli studi dedicati alla toponomastica cittadina.
Per questo ne vogliamo parlare e ricordare qualche momento topico. La mostra bibliografica era dedicata proprio ed esclusivamente alle illustri personalità baresi che la città aveva onorato con l’attribuzione di una intestazione viaria.
Particolari intenti della mostra erano quelli didattici della promozione alla lettura e alla frequentazione delle biblioteche come luogo privilegiato per gli studi, ma anche per lo svago. La selezione dei nomi dei personaggi da omaggiare con la mostra era vincolata alla presenza di opere a costoro accreditate e conservate nell’istituto barese.
L’allestimento fu arricchito e ingentilito dalla mano di due giovanissime allieve dell’Accademia delle Belle Arti di Bari, che seppero disporre attrattivamente i volumi sugli espositori, ma vollero anche creare delle sagome, siluette, di alcuni personaggi, in special modo quelli che vivevano nei primi decenni del XX secolo e che erano stati effigiati dal celebre caricaturista Frate Menotti. Le artiste scelsero alcune delle stampe conservate nel “Fondo Menotti” ritagliando “virtualmente” il profilo della persona per ingrandirlo come una gigantografia. Le sagome si “aggiravano” per le sale dell’esposizione creando un effetto di contiguità con i visitatori.
Senza falsa modestia dobbiamo ricordare che l’iniziativa ebbe grande successo di pubblico. I visitatori si accalcavano nelle sale sia il giorno dell’inaugurazione, sia in quelli seguenti. La nostra vanità (appunto falsa modestia) ci impone di sottolineare che fummo i “direttori” delle operazioni, della logistica, del reperimento di opere in prestito e tutto quanto concerneva l’organizzazione. Un bel risultato che ci costò un ricovero ospedaliero il giorno dopo l’inaugurazione. Perdemmo così l’occasione di farci belli presso prelati e politici di grido: niente onori e niente prebende! … così va il mondo!
La reiterazione della mostra, anni dopo, in occasione di una manifestazione fieristica e poi ancora durante i Giochi del Mediterraneo del 1997, ci convinse a mettere in cantiere un catalogo (I nomi antichi) che andò rapidamente esaurito.

Con Perotti, Sorrenti e Melchiorre, rivendichiamo la primogenitura verso l’interesse nei confronti della toponomastica storica della Città di Bari.
Foto: Salvatore Schirone
Bibliografia:
- I nomi antichi. Profili biobibliografici pugliesi. Roma, IPZS, 1998
- Armando Perotti, Bari ignota: curiosità e documenti di storia locale. Trani, Vecchi e C., 1907
- Pasquale Sorrenti, Le strade di Bari. Bari, Levante, 1993 (4^ edizione)
- Vito Antonio Melchiorre, Le strade di Bari. Alla scoperta di curiosità, monumenti e segreti di una delle città più antiche del mondo: strade di ieri, strade di oggi attraverso oltre 3000 anni di storia. Roma, Periodici locali Newton, 1994-1995
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.







