Rose Montmasson: L’eroina dimenticata della Spedizione dei Mille
Rose
Per scoprire davvero i segreti di una città, non basta camminare fra le sue strade ma bisogna guardare con occhi vigili e indagatori ogni angolo. Perfino luoghi che ci sono ben noti possono fornirci grandi sorprese e raccontarci storie nuove, se solo fissiamo con attenzione quello che ci circonda. Questo è quello che è capitato a noi mentre passeggiavamo per i Giardini di piazza Giuseppe Garibaldi. Alzando gli occhi la nostra attenzione è stata attratta da una targa che riporta questa scritta: Rose Montmasson (1823-1904) in onore dell’unica donna che ha partecipato alla Spedizione dei Mille.
Più volte abbiamo scritto che la città di Bari non ha mai favorito le donne con la sua toponomastica, di conseguenza questa targa nel giardino ci sorprende e decidiamo di capire chi è questa Rose che ha combattuto addirittura a fianco di Garibaldi.
Rose Montmasson
Nata il 12 gennaio 1823 a Saint-Jorioz, in un piccolo villaggio della Savoia, Rose Montmasson cresce in una famiglia di contadini, quarta di cinque figli. La sua infanzia è segnata da difficoltà economiche, ma fin da giovane dimostra una incredibile determinazione. Riceve una formazione di base, imparando a leggere, scrivere e fare i conti. Tuttavia, la sua vita cambia radicalmente dopo la morte della madre e, dopo essersi emancipata dalla potestà del padre, decide nel 1849 di trasferirsi a Torino per cercare opportunità lavorative.
A Torino, Rose trova impiego come stiratrice un’esperienza che le permette di entrare in contatto con gli esuli politici del tempo, tra cui Francesco Crispi, un avvocato siciliano impegnato nel movimento risorgimentale, già incontrato a Marsiglia da cui era passata prima di arrivare a Torino, allora capitale del Regno di Sardegna.
Crispi è già vedovo di Rosina D’Angelo, la prima moglie morta nel 1839, diventa l’amore della vita di Rose, che con tutto l’entusiasmo dei giovani si lascia sedurre dagli ideali di libertà e giustizia del suo amante.
Il matrimonio
Nel 1854, dopo aver vissuto insieme a Malta, Rose e Crispi si sposano. Durante questo periodo, Rose non è una semplice ombra alle spalle di Crispi, ma diventa una fervente attivista e crea legami con i patrioti italiani esuli. Quando lei e il marito vengono espulsi da Malta e si trasferiscono a Londra, il suo entusiasmo e il suo impegno politico non diminuiscono.

L’unica donna registrata nella spedizione dei Mille
Nel 1860, nonostante i dubbi del marito, che non approva il coinvolgimento delle donne in guerra, Rose chiede e ottiene da Garibaldi il permesso di partecipare alla Spedizione dei Mille.
Diventa almeno ufficialmente così l’unica donna registrata tra i partecipanti (però non è l’unica ad aver partecipato), imbarcandosi con le camicie rosse da Quarto il 5 maggio.
Per il suo coraggio e la sua abnegazione alla causa, guadagnerà il soprannome di “Angelo di Calatafimi”, perché durante la battaglia di Calatafimi sembra instancabile nel soccorrere e supportare i feriti e le truppe.
Dopo la spedizione dei Mille, che contribuì all’unità d’Italia, si stabilisce con il marito a Napoli e in seguito a Firenze.
A Firenze Rose riceve per il suo impegno anche la medaglia dei Mille e una croce di diamanti che custodirà con grande orgoglio per il resto della sua vita.

Però, per quanto ormai sia diventata un personaggio illustre e un esempio per le tante donne dell’epoca, non può evitare che la sua relazione con Crispi si incrini, sia perché ora suo marito sembra appoggiare le idee monarchiche, lontane dagli ideali di libertà repubblicani che avevano guidato i Garibaldini, sia perché frequenta apertamente altre donne.
L’abbandono della casa e il nuovo matrimonio di Francesco Crispi
Trasferitasi a Roma nel 1871, con suo marito la situazione diventa ormai così tesa da portare, dopo un accordo fra le parti, all’abbandono della loro casa nel 1875.
Nel 1878, Crispi sposa Lina Barbagallo, ma dopo uno scandalo dovuto alla sua bigamia, fa dichiarare nullo il matrimonio di Malta con Rose, con la motivazione che il celebrante di Malta non era autorizzato a officiare matrimoni.
Negli anni successivi, Rose vive in povertà, sostenuta da un vitalizio elargito dallo Stato e dall’assegno dell’ex marito dovuto all’accordo che prevedeva il suo allontanamento da casa.
La morte di Rose
Morirà ormai quasi dimenticata a Roma il 10 novembre 1904, sarà però sepolta con funerale laico e con la camicia rossa dei garibaldini. Durante il suo funerale verranno esposte le medaglie di Rose conquistate sul campo.
Una donna che ha aiutato a scrivere la storia del Risorgimento italiano, un personaggio troppo spesso finito nell’oblio, che meriterebbe molto più di una semplice targa in un giardino. Un’eroina che ha lottato per l’unità d’Italia e che ha continuato a credere negli ideali repubblicani di libertà anche quando la classe politica si era ormai asservita alla nuova monarchia.
Link Wikipedia Rose Montmasson:
https://it.wikipedia.org/wiki/Rosalia_Montmasson
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.


