Torre Pettine e le sue chiesette: antichi edifici che riportano al ricordo di nobili e pirati

Pettine

Pettine

Ricominciamo le nostre esplorazioni per il territorio pugliese e questa volta ci avventuriamo nell’agro di Molfetta, in particolare in zona “Vascarriedde”, dove cerchiamo un altro dei tanti tesori culturali e storici ormai dimenticati della Puglia: Torre Pettine, anche nota come Torre Azzollini, risalente al XVI secolo.

A soli 7 chilometri dal centro di Molfetta ci immergiamo nelle sue campagne alla ricerca dell’antico edificio e dopo una decina di minuti arriviamo in una strada di campagna, affiancata da coltivazioni, che porta lo stesso nome della torre sopracitata.

Le due chiesette

La torre non è subito visibile e prima di arrivarci incrociamo i resti di due chiesette ormai ridotte a ruderi. La prima è la chiesa di San Salvatore risalente al 1733. Dell’antico tempio resta molto poco, unica cosa interessante è il campanile a vela.

La prima chiesetta…
… dedicata a san Salvatore

La seconda sull’architrave porta il nome della famiglia Manda oltre all’epigrafe: “Qui non si gode asilo – 1807”, probabilmente per avvisare coloro che cercavano riparo dalle autorità che in quel luogo non si godeva del diritto di asilo ecclesiastico e di protezione giuridica. Anche degli interni della seconda chiesa resta veramente poco: di quello che probabilmente era un altare restano solo segni sul muro, poiché pare compromesso con violenza inaudita e senza ritegno da vandali. Resta sulla parete una lapide commemorativa che ricorda il restauro della cappella nel 1879. Oltre al locale principale c’è una seconda stanzetta con i resti di un mobile verde.

La seconda chiesa…
porta il nome della famiglia Manda…
… e una scritta all’ingresso.
All’interno i resti dell’altare
All’interno una lapide commemorativa
Nella seconda stanza un mobiletto verde

La casina abbandonata

Dopo le due chiese c’è un altro edificio abbandonato, una casina a due piani, anche questa in pessimo stato.

Poco distante…
… un edificio abbandonato…
… in pessime condizioni

Torre Pettine

Eppure della torre non ci sono segni, dal punto in cui siamo non è visibile. Così superata la villa in abbandono, prendiamo un sentiero e lo seguiamo per circa 200 metri.

Prendiamo un sentiero

Arriviamo in uno spiazzo e finalmente sulla destra, semi nascosta dalla vegetazione, notiamo la costruzione del XVI secolo: Torre Pettine.

Seminascosta dalla vegetazione

La storia dell’edificio

Come per Torre del Capitano, anche sul nome e il significato di questa costruzione ci sono diverse teorie. Seconda la prima, il termine “pettine” deriverebbe da alcuni telai presenti in origine nella struttura, secondo altri dalle “pedine” che lasciavano i pirati per segnalare dove ritrovare il bottino delle loro scorrerie a Ruvo. Sappiamo per certo che la torre è appartenuta alla famiglia Passeri e successivamente dalla fine dell’Ottocento alla famiglia Azzollini, prendendo anche il toponimo di Torre Pettine Azzollini o Casale Azzollini. Fra le mura della casetta fortificata hanno trovato un riparo sicuro diverse famiglie molfettesi durante la peste del Seicento, le epidemie di colera e le guerre mondiali.

Il termine Pettine forse deriva…
… dalle “pedine” lasciate dai pirati…
… per ritrovare il bottino o dalla presenza di telai

La costruzione è alta circa 8 metri e ha una base rettangolare. Sulla facciata al di sopra del grande portone di legno, svetta una finestra e sul tetto una garitta pensile. Sul lato destro dell’edificio notiamo una porta per accedere ai piani superiori che non possiamo esplorare, infatti i proprietari del fondo, per evitare che qualcuno entrando nella struttura pericolante possa farsi del male, hanno saggiamente bloccato la porta. Sbirciamo attraverso la porta di metallo e notiamo le scale, che porterebbero ai piani superiori ormai in completa rovina.

Giriamo intorno alla struttura
La porta per…
… il piano superiore

L’interno di Torre Pettine

Superiamo il portone al piano terra e ci troviamo in un grande vano ad arco. Esplorando le stanze a scopriamo alcuni “quadretti” con paesaggi bucolici dipinti direttamente sul muro.

Entriamo al piano inferiore…
… all’interno…
… c’è un grande vano…
… ad arco
Esploriamo le stanze…
… del piano inferiore

Un altro interessante complesso di edifici testimonianza del nostro passato, nascosti nel cuore delle campagne di Molfetta, che, senza un importante intervento di recupero, prima o poi spariranno definitivamente.

Sui muri…
… sono dipinti…
… diversi “quadretti”…
… con paesaggi bucolici

Link Comune di Molfetta:

https://www.comune.molfetta.ba.it

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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