La chiesetta di Sant’Anna: un tesoro di arte, tradizioni e storia
Sant'Anna
Passeggiando per Bari vecchia e superate piazza del Ferrarese e Mercantile, imbocchiamo strada palazzo di città. A pochi passi dall’edicola Madonna del Lume il nostro sguardo cade su portale in legno, si tratta dell’antica chiesa di Sant’Anna, un tesoro architettonico la cui costruzione dovrebbe risalire al XI secolo, anche se l’edificio ha chiaramente subito diversi rimaneggiamenti in quasi un millennio.
Costruita sulla via Franchigena, il tempio ha una particolarità: è il luogo dove si riuniscono le confraternite rimaste senza una sede e per questo nei suoi arredi interni ed esterni e nei suoi riti, ha ereditato diverse tradizioni.

Le diverse dedicazioni della chiesa di Sant’Anna
Infatti, la storia della chiesa è abbastanza anomala, inizialmente era dedicata a santa Pelagia protettrice degli artisti, poi sotto il governo degli Sforza è stata dedicata prima a sant’Ambrogio, protettore di Milano, e poi a sant’Agostino e dopo varie vicissitudini e varie dedicazioni, finalmente è arrivata nel 1978 quella a sant’Anna, protettrice delle donne incinta e dei neonati. Attualmente, la chiesa è legata a due feste rituali, quella di sant’Anna il 26 luglio e quella di sant’Antonio il 17 gennaio con la tradizionale benedizione degli animali domestici.
La benedizione dei neonati non ancora battezzati e delle partorienti, come augurio per “un parto felice”, “un figlio sano” e “il latte per allevarlo” è invece dovuta al culto di sant’Anna.
L’esterno dell’edificio
La facciata bianca dell’edificio è a capanna e sulla sua superficie ci sono diverse formelle con raffigurazioni di animali e disegni fantastici. Sull’architrave è presente la dedicazione a sant’Anna e sant’Agostino e poco più su l’emblema della morte, simbolo della Confraternita della Buona Morte trasferita dalla chiesa di San Marco dei Veneziani a Sant’Anna. Sulla parte alta c’è un timpano è un rosone e a fianco è visibile un campanile a vela.
L’altare e il corredo interno
Entriamo nella piccola chiesetta a navata unica, e restiamo sorpresi dall’imponente altare in legno dorato. Al centro c’è uno splendido crocifisso ligneo e sui lati colonne corinzie e le statue di sant’Agostino, san Giovanni da San Facondo, san Nicola da Tolentino e san Tommaso da Villanova.
Vicino all’ingresso vediamo una statua di san Giorgio che schiaccia il drago e sulla sinistra un trio di statue lignee: Cristo morto (XVI secolo), una donna piangente e sant’Antonio. La tradizione vuole che quest’ultima statua antica provenga dal fortino e sia al momento l’ultima vestigia del leggendario santuario di Monte Rosso.
Oltre a queste sono presenti anche la statua di Sant’Anna, la Madonna della Purificazione, e quadri d’intensità toccante come “San Gioacchino, Sant’Anna e la piccola Maria” di Umberto Colonna o “il martirio di S. Biagio” del pittore Giovanni Bedrin (1617) proveniente dalla chiesa di San Pietro delle Fosse, ormai non più esistente.
Notiamo anche lo stendardo della Confraternita di San Marco della Buona Morte e sulla pala alle sue spalle uno splendido dipinto “La Madonna del cingolo” di Andrea Bordone del 1624 e proprio dalla parte opposta in un’altra pala un meraviglioso dipinto di Andrea Maglionico del XVII secolo.
Insomma, questa piccola chiesetta merita sicuramente una sosta, contiene storia, tradizione e arte. È sicuramente un altro piccolo gioiellino di Bari vecchia che vale la pena riscoprire.
Link Wikipedia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Anna_(Bari)
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.















