Il Ponte sul Basento dell’ing. Musmeci: visione futuristica di un intreccio tra forma, bellezza e calcolo
Musmeci
La redazione di Bari e… oggi supera i confini della Puglia e si affaccia nella vicina Basilicata per parlare di un opera ingegneristica che seppure ultimata negli anni ’70 è ancora da considerarsi futuristica. La nostra collaboratrice Isabella Berardi ci porta alla scoperta del Ponte Musmeci.
Quello che per un uomo è “magia”, per un altro è ingegneria.
Spiegò, lo scrittore di fantascienza, Robert Anson Heinlein.
Ci troviamo alla fine degli anni ’60, in pieno “boom economico”, quando un luminare dell’edilizia, si spinge oltre gli standard sino ad allora conosciuti, per innovare e rinnovare teoria e pratica della tecnica del costruire.
Stiamo parlando dell’ingegnere romano Sergio Musmeci (Roma, 1926-1981) e delle sue imprese. Tra le più celebri, spicca il Ponte sul Basento (o Ponte Musmeci), simbolo della città di Potenza, progettato a partire dal 1967 e realizzato tra il 1971 e il 1976.

L’opera di Musmeci
Il Ponte Musmeci, l’innovazione dell’architettura italiana, si caratterizza in tutta la sua bellezza, come un connubio tra architettura e tecnica. Collega, attraverso il raccordo autostradale Sicignano-Potenza, il centro di Potenza, con le principali vie di ingresso/uscita a sud del capoluogo lucano, attraversando oltre al fiume Basento anche due linee ferroviarie.
L’ingegnere strutturista Michele Parisi di Bari, ci spiega quest’opera d’arte a cielo aperto approfondendo la genialità di Musmeci.
«Musmeci si allontana dalla teoria “scolastica” della Scienza delle Costruzioni, ricercando metodi innovativi, divenendo uno dei precursori della moderna Tecnica delle Costruzioni. Sfidando le leggi della fisica, ha creato un vero e proprio capolavoro, sfruttando uno schema di funzionamento statico, che riesce a lavorare unicamente a compressione».
L’ingegnere, continua col dirci, di «pensate all’opera immaginando una mano che poggia su un piano, arcuata sulle dita. Archi e curve che si incrociano tra loro, forme inedite che creano una morbida struttura con un materiale solido e resistente come il calcestruzzo armato».
Sfruttando l’elemento strutturale più semplice e resistente conosciuto: l’arco, Musmeci pensa a come minimizzare un’opera complessa come il ponte, senza indebolirla e rendendola apprezzabile dal punto di vista architettonico.
«Osservando l’opera, si ammira il movimento creato dall’intersezione di volte ed archi che, vanno a costituire una membratura leggera, spessa solo 30 cm, che riesce a trasformare tutti i carichi a cui la struttura deve resistere (il peso proprio, i carichi accidentali, quelli variabili, come il traffico veicolare etc.), in un unico sforzo: la compressione».
Nel suo complesso il ponte ha una forma continua, organica, moderna, rappresenta la soluzione di forze e di equilibri. Oggi, a distanza di cinquant’anni dalla realizzazione, le caratteristiche del progetto continuano a suscitare grande interesse nel panorama culturale.
Lo studio del ponte
Particolare di non poco conto, è come Musmeci sia arrivato ad ideare e realizzare l’infrastruttura. Il progettista era solito approcciarsi allo studio delle sue opere, con esperimenti empirici e con l’ausilio di modelli creati con le proprie mani. Difatti, nel caso del ponte su Basento, ne riuscì a spiegare forma e funzionamento realizzando un modello con fili di cotone tesi ed una soluzione di acqua saponata e glicerina, come viene portato nel libro “Il ponte sul Basento di Sergio Musmeci” dell’autrice Elena Zanon.

Il Ministero
Nel 2003 il Ponte sul Basento è stata la prima opera di architettura contemporanea italiana riconosciuta come “Bene Culturale” dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Oggi, però, il ponte si ritrova in condizioni di degrado e attende dei lavori di recupero che restituiscano il giusto valore a tanta innovazione.
Occorre chiaramente che l’innovazione e la sicurezza vadano di pari passo. Questione, di rilevante importanza che visti i vari drammi a cui siamo stati tristemente abituati, basti pensare al ponte Morandi di Genova, ci dovrebbe impegnare molto di più.
Foto non modificate: Wikipedia Commons
Bibliografia
- Elena Zanon, “Il ponte sul Basento di Sergio Musmeci”, Le Penseur Editore, 2020
- Carmela Petrizzi, “Sergio Musmeci a Potenza: il ponte e la città”, Basilicata Regione Notizie
- Roberta Spagnuolo, “L’opera di Sergio Musmeci: il ponte sul Basento tra calcoli e filosofia, Ingenio, 2018
- Gerardo Antonio Leon, Pasquale Fanelli, Valentina Cirillo, “Il ponte Musmeci la straordinaria opera da mettere in sicurezza”, Rivista Inarcassa, 2019
- Matteo Baldissara, “Cap. IV: Sergio Musmeci – L’incognita della forma”, 2016
https://basilicata.wayglo.it/?s=musmeci
Link Wikipedia Comune di Potenza:
https://www.comune.potenza.it/?p=49001
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Isabella Berardi
Vive a Mola di Bari, laureata in Lettere, con un Master in Glottodidattica e prossima al conseguimento di un secondo Master in Critica Giornalistica presso l’Accademia Silvio D’Amico di Roma. Ha lavorato presso il Ministero dei Beni Culturali e ha svolto attività di insegnamento scolastico. Appassionata di cinematografia e giornalismo, scrive per Travelglobe.

