L’app Meetup: tecnologia a favore della connessione e dell’inclusione

meetup2

meetup2

Quante volte vi è capitato di trovarvi in una città lontana, per lavoro o per vacanza, magari all’estero, e desiderare di conoscere persone del posto per scoprire i segreti della città, le vere abitudini locali, per mangiare nel ristorante frequentato dalla gente comune, per praticare la lingua del posto?

In un mare di app e social ne esiste una che si rivela uno strumento molto semplice ed efficace per fare tutto questo. È una pratica applicazione per smartphone chiamata Meetup che ti permette davvero di connetterti con il resto del mondo.

Nata a New York nel 2002 da un’idea dell’imprenditore americano Scott Heiferman, è un servizio di rete sociale che ha lo scopo di facilitare l’incontro di gruppi di persone in varie località del mondo. Rappresenta un’ottima opportunità di connessione con gli interessi locali, di interscambio culturale, di condivisione e compartecipazione.

Ma qual è oggi il livello di diffusione di questo strumento? Quanto è conosciuto in Italia e in Puglia?

“Nada” risponderebbe uno spagnolo. In Puglia il livello di conoscenza è quasi pari a zero, a parte qualche appuntamento di carattere scientifico, mentre città come Milano, Torino, Roma hanno già imparato ad usarlo da tempo.

E non a caso ho scelto una parola spagnola, perché in Spagna l’app Meetup è molto in voga e rappresenta uno dei sistemi più pratici per l’inclusione nelle città spagnole.

Primo logo della piattaforma, utilizzato dal 2002 al 2016

Bari, Lecce, Brindisi e molte altre ancora, non hanno nulla da invidiare alle bellissime Siviglia, Malaga, Léon. Il calore della gente, il cibo, cultura e monumenti, voglia di vivere le piazze, di fare gruppo. Eppure in Spagna e in molti altri Paesi d’Europa spopola. E pullulano eventi “de intercambio de idiomas” (incontri di interscambio linguistico), “Cerveza artesana” (degustazione di birre artigianali), “Tour de los artistas” (visita tra i misteri pittorici della città), “Ruta nocturna por la ciudad literaria” (tour notturno alla scoperta della letteratura). Tutti spunti che nelle nostre città pugliesi susciterebbero grande attrattiva e interesse, unirebbero pugliesi e visitatori, italiani e stranieri.

I turisti che arrivano in Puglia ci cercano, conoscono il nostro carattere e la nostra indole di apertura alla condivisione della nostra cultura e della nostra bellezza.

Allora lo spunto di riflessione è: cosa manca alle nostre città? Inventiva? Stimoli?

Assolutamente no, dobbiamo solo attivarci, trovare nuove strategie affinché anche la nostra regione si apra a una connessione socio culturale che abbracci l’ideale di inclusione e condivisione. È evidente che abbiamo tutte le carte in regola per farlo.


© 2021 Tutti i diritti riservati

Website |  + posts

Nata a Canosa di Puglia, vive a Bari da circa 30 anni dopo una Laurea in Informatica e Comunicazione Digitale presso l'Università degli Studi di Bari.
Ha iniziato la sua carriera lavorativa come Web Developer per poi spostarsi nel settore geospaziale grazie al ruolo di Product Specialist per il mercato dei dati satellitari presso la società Planetek Italia.
Appassionata di enigmistica, faidate (ogni oggetto abbandonato, nelle sue mani riprende vita), natura, Spagna e Cammino di Santiago.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *