Il Giubileo dei giovani: cronaca dell’evento
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Il 2025 è un anno importante per i cristiani, è l’anno giubilare: ogni 25 anni la Chiesa cattolica proclama un anno santo per la riconciliazione e la conversione dei fedeli. Durante questo periodo – che è iniziato il 25 dicembre 2024 e terminerà il 6 gennaio 2026 – i fedeli possono ottenere l’indulgenza plenaria, ossia il perdono dei peccati, attraverso alcune pratiche religiose come l’attraversamento delle cosiddette “porte sante”, come quella presente presso la basilica di San Pietro a Roma. Il tema di questo giubileo è la speranza, dichiarato da Papa Francesco nella bolla papale “spes non confundit” del 9 maggio 2024.

Il Giubileo dei giovani
Nell’anno giubilare si organizzano una serie di eventi, il più importante è “Il Giubileo dei giovani” che si è tenuto dal 28 luglio al 3 agosto e ha visto la partecipazione di un milione di giovani provenienti da tutto il mondo.

Il culmine di questa settimana è stato tra la notte del 2 e la mattina del 3 agosto, quando i giovani si sono riuniti nell’immenso spazio universitario di Tor Vergata – come nel 2000 insieme a Papa Giovanni Paolo II – per vivere insieme a Papa Leone XIV la veglia notturna e la messa del giorno successivo.
Per l’occasione è stato allestito un campo con fontane, bagni e sorvegliato dalle forze dell’ordine e operatori volontari. Qui i giovani si sono accampati con teloni e sacchi a pelo, creando un piccolo villaggio temporaneo, in cui passeggiare, cantare e dialogare in varie lingue.

L’arrivo di Leone XIV
Il pomeriggio del 2 agosto è stato animato da una serie di testimonianze e gruppi musicali cattolici come i “The Sun” e “I Reale” che hanno intrattenuto i ragazzi in attesa dell’arrivo del pontefice. Leone XIV è arrivato intorno alle 19.30 e ha fatto il giro con la papamobile salutando la folla trepidante che sventolava bandiere di diverse nazionalità. Dopo essere sceso dalla vettura, un giovane gli ha consegnato una croce e il papa l’ha portata sino all’enorme palco bianco in legno. Intorno alle 20.30 è iniziata la veglia animata dall’orchestra della diocesi di Roma, diretta da mons. Marco Frisina con la straordinaria partecipazione del trio Il Volo che ha commosso tutti soprattutto durante il canto finale del Magnificat.

Le parole di Leone XIV
Durante la veglia Leone XIV ha parlato ai giovani con parole forti e incoraggiati, invitandoli ad aspirare a cose grandi, a non accontentarsi di una vita semplice, fatta di cose scontate, ma a desiderare una vita che si rigenera costantemente nel dono e nell’amore e a ricercare la giustizia per costruire un mondo più umano. Inoltre ha affermato che un modo importante per raggiungere la strada per la pace è proprio l’amicizia, che ci insegna a vedere Gesù negli occhi di chi ci è accanto. Abbiamo raccolto a caldo la testimonianza di Francesco Tonoli, membro della Pastorale Giovanile di Verona, che afferma: «Mi ha colpito l’invito che il pontefice ci ha rivolto a vivere fino in fondo la nostra vita, lasciandoci incontrare dall’amore di Dio che in ogni istante ci ricorda che ci ama così come siamo».

Successivamente c’è stato il momento dell’Adorazione Eucaristica, in cui è stato esposto il corpo di Cristo in una grande ostia sull’altare e tutti i giovani si sono inginocchiati per pregare.
«È stato impressionante il silenzio, non vuoto ma estremamente pieno, durante l’Adorazione», afferma Nicole Temporin, anche lei membro della Pastorale Giovanile. E continua: «La Chiesa è viva e secondo me è questa: una grande, enorme famiglia con spazio per tutti, fatta da persone diverse, fragili ma infinitamente belle, che camminano insieme con speranza ma anche con concreta determinazione per essere sale e luce in questo mondo».
L’omelia del pontefice
Dopo una notte all’aperto, animata da canti, balli e da un’imprevista ma breve pioggia, i giovani si sono svegliati di buon mattino, per la celebrazione finale. Durante l’omelia il Papa Leone XIV ha parlato della fragilità come parte della meraviglia di cui siamo. E ha continuato affermando: «La pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo né da ciò che possediamo. È legata piuttosto a ciò che con gioia sappiamo accogliere e condividere».

L’appello ai giovani di Gaza e Ucraina
Il pontefice ha terminato la messa con un appello ai giovani di Gaza e dell’Ucraina, ringraziando di cuore tutti i ragazzi presenti che lo hanno salutato con un caloroso applauso e poi li ha invitati alla prossima Giornata mondiale della Gioventù che si terrà a Seoul, in Sud Corea, nel 2027.
Il Giubileo dei Giovani è stato un evento importante, che ha permesso a persone di tutto il mondo di conoscersi, intrecciare le proprie storie condividendo un pezzo di cammino insieme nella fatica, ma anche nella semplicità e nella gioia di un sorriso, un abbraccio e un canto. «Sono cose che mi stupiscono sempre, perché concretamente vedi come la fede, lo Spirito siano presenti e vive, e l’Amore di Dio unisce persone da ogni confine della terra», afferma Jessica Pancaldi, membro del Gruppo Caritas di Verona. E proprio da questi eventi che si auspica di sviluppare la forza e il coraggio di lottare per un mondo migliore e più pacifico.
L’arrivo di Papa Leone XIV:
Link sito Giubileo 2025:
https://www.iubilaeum2025.va/it.html
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Martina Ragone è nata a Triggiano, ora vive a Verona dove insegna e fa volontariato. Si è laureata in lettere classiche alla triennale e in lettere moderne alla magistrale a Siena. Appassionata di cultura, poesia, arte e musica. Collabora con “In città” di Giovinazzo e ha diretto “Nero su Bianco”, il giornale della Cappella Universitaria di Siena.


