Ennesima targa per Fiorino: il Comune dimentica il più famoso cane di Bari, ma i cittadini non desistono
Fiorino1
Dopo aver saputo dell’affissione di una nuova targa in omaggio del più celebre cane della città in via A. da Bari angolo corso V. Emanuele, la nostra curiosa redazione si è recata sul luogo per costatare con i suoi occhi questo ennesimo segno d’affetto per il fedele animale ormai entrato nella storia barese.
Lo scorso 16 marzo, abbiamo ricordato in un nostro Almanacco, la commovente storia di Fiorino, il cane tornato dal suo padrone a Bari dopo aver attraversato l’intero Paese (1954)
A perenne memoria di tale evento, fu posta nel 1961 una targa in via Andrea da Bari angolo corso Vittorio Emanuele II, lì dove il suo amato padrone, il lustrascarpe Francesco Paladino svolgeva il suo quotidiano lavoro in compagnia del fido meticcio, prima di doverlo cedere, per ristrettezza economica, ad un suo cliente di Bologna.
Nel 2007, dopo 46 anni, la targa, ormai quasi illeggibile, fu rimossa, ma grazie alla generosità di un sensibile, privato cittadino, il signor Angelo Petrillo, che se ne accollò la spesa, fu subito rimpiazzata da una nuova, più grande e ben visibile con una iscrizione più marcata.
Ebbene, per mano di ignoti anche questa seconda targa è stata rimossa.
A denunciarne la mancanza, è stato un attento cittadino con una lettera aperta a La Gazzetta del Mezzogiorno.
Dando seguito a questa segnalazione, lo scorso 12 aprile, il noto quotidiano barese ha dato notizia dell’intervento del consigliere del 1° Municipio, Giuseppe Corcelli, che dopo aveva sollecitato senza esito l’Amministrazione comunale ha provveduto personalmente a stamparne e affiggere un’altra plastificata.
Insomma, l’indifferenza del Comune per questa piccola storia cittadina, non ferma l’ostinato amore dei baresi per il loro Fiorino, simbolo della fedeltà degli amici a quattro zampe.


@ 2021 Tutti i diritti riservati

Ben scritto Direttore. Siamo in quattro (La Gazzetta del Mezzogiorno; Bari e…; Don Dialetto Bari; e un profilo della signora Anna Maria Tunzi; siamo riusciti ad evidenziare l’ennesimo “furto” di una singolare storia locale. Ormai Bari sta perdendo la sua Memoria, per indifferenza di certuni menefreghisti….