L’acrobata che entusiasmò i baresi: Arturo Strohscheneider, “il Figlio del Cielo”
acrobata
Studiando le notizie di cronaca del passato, emergono spesso storie poco conosciute ma interessanti e curiose. Oggi vi parliamo di una di queste chicche dimenticate: l’esibizione dell’acrobata Arturo Strohscheneider a Bari del 1912.

Il 29enne equilibrista Arturo Strohscheneider, conosciuto anche come “Il Figlio del Cielo” o “il Sovrano dell’Aria”, fu un famoso funambolo del primo ventennio del 1900, che si esibì nelle piazze di tutto il mondo e venne in Puglia per una serie di esibizioni che sorpresero e atterrirono gli spettatori non certo avvezzi a certi spettacoli.
L’acrobata restò a Bari per alcuni giorni e più volte si cimentò nel suo lavoro di funambolo. Parte del ricavato dei suoi spettacoli fu generosamente devoluto in beneficenza alla Pubblica Assistenza e per il nuovo Ospedaletto dei bambini.
I giornali parlano dell’acrobata e delle sue esibizioni
I giornali dell’epoca dall’8 febbraio a fine mese riempirono le pagine di lodi sulle sue esibizioni.
Vedere quest’uomo che ballava, camminava, saltava, fingeva di cadere, si travestiva, andava in bicicletta, consumava addirittura una frugale cena, tutto su un filo sospeso incurante della sua sicurezza, con il solo scopo di divertire ed emozionare il pubblico, accese gli animi e la fantasia dei baresi.
Le sue prime esibizioni si svolsero all’interno di un edificio scolastico in via Garruba n. 2, ma poi vista la celebrità raggiunta in città, si pensò bene di dargli maggiore visibilità e il suo spettacolo fu spostato su corso Vittorio Emanuele.
Lo spettacolo cambia sede
Così dalla sera del 24 febbraio la fune non era più sull’edificio di via Garruba ma partiva dalla terrazza della Prefettura e finiva su quella del Municipio.

A parte il cattivo tempo che in alcuni casi non permise di completare tutti gli esercizi, gli spettacoli si svolsero senza problemi, fino al fatidico 25 febbraio del 1912.
Alle 19, Strohscheneider si presentò al pubblico che lo guardava dalla strada, dai balconi e da ogni angolo possibile e salì sulla fune a decine di metri da terra e inizio a camminare, saltare e fare i suoi giochi con la temerarietà che lo aveva sempre contraddistinto, ma qualcosa questa volta qualcosa andò diversamente.
La situazione precipita
Dall’alto l’equilibrista poté vedere con assoluta chiarezza un turbamento generale fra la folla, all’inizio non capendo cosa stesse succedendo iniziò a lanciare sibili acutissimi cercando di richiamare l’attenzione di quel pubblico indisciplinato, eppure nonostante questo all’improvviso la situazione precipitò e ci fu un incredibile fuggi fuggi generale
Gente che correva in preda al panico, gridava, che si nascondeva, madri spaventate che chiamavano a sé i propri figli.
L’artista non riusciva a capire da quell’altezza cosa mandasse in panico i baresi ma non per questo si perse d’animo.
In ogni caso, dopo alcuni minuti di panico, la folla sembrò calmarsi e tornò ad ammirare l’artista impassibile e imperturbabile.
Cosa era successo?
Le Forze dell’Ordine ricostruirono la vicenda: un certo Sassanelli Antonio capraio, già conosciuto alle autorità, all’altezza della statua dedicata a Piccinni, parecchio alticcio si era un po’ troppo surriscaldato ed era venuto alle mani con alcuni suoi compagni. Quando addirittura era comparso un coltello, la gente nelle vicinanze, spaventata dalla situazione si era data alla fuga in ogni direzione completamente dimentica dell’uomo sulla corda che li guardava dall’alto.
Fortunatamente, le cronache dell’epoca non parlano di feriti e tutto si concluse con l’arresto del facinoroso capraio che aveva opposto resistenza alla forza pubblica.
L’acrobata continua il suo spettacolo
Per minimizzare l’accaduto, l’artista continuò le sue evoluzioni fino alla fine.
La celebre fra Show must go on! forse all’epoca non era ancora stata coniata, ma sarebbe stata assolutamente appropriata alla situazione estrema.
Comunque, il famoso funambolo non sembrò offeso dallo spiacevole avvenimento e ripeté le sue acrobazie per qualche altro giorno, entusiasmando i baresi che avevano potuto ammirarlo e lasciando un segno nella storia della città.
Bibliografia:
- Corriere delle Puglie, 8-12-13-15-17-24-25-26-28 febbraio 1912
- Alfredo Giovine, Bari in carrozza, Schena Editore 1995
© 2023 Tutti i diritti riservati
Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

