Il teatro di Putignano riapre, ma la sua vera storia cade nell’oblio
putignano copia
La recente notizia dell’inaugurazione del “nuovo” Teatro comunale di Putignano e di quello di Noicattaro, in un periodo mesto e di “mala tempora”, è di quelle che rincuora gli animi “sensibili”.
L’apertura ufficiale del Comunale di Putignano, avvenuta il 24 settembre 2021, è stata accompagnata da alcune note storiche, ancorché scarse, del tutto erronee.
Un caso emblematico di quelli in cui tutti copiano da tutti, senza verificare, ma soprattutto, senza citare le fonti e senza accertarne l’attendibilità.
Nelle poche righe pubblicate, infatti, non è corretto il nome del progettista, non è citato l’anno dell’inaugurazione ottocentesca mancando di ricostruzione storica basata su documenti che portarono il Comunale, “ab antico” fino alla sua definitiva ricostruzione ultimata nel 1894, non priva di “colpi di scena”.
Cercheremo di sanare alcuni “vuoti essenziali”, con pochi “cenni documentati”.
Una prima attestazione dell’esistenza del Teatro è del marzo del 1809. In esso il Consigliere di Stato Intendente Provinciale, Canzano, invita, meglio ordina, al sindaco di Putignano a non negare le chiavi del Teatro ad una compagnia di saltatori, nonostante si sia in periodo di quaresima, evidenziando
“[…] In tutte le Città non sono impediti i spettacoli durante la Quaresima. In alcune si fa una eccezione per la sola Settimana Santa destinata a riti lugubri della nostra religione. Altronde poi, i (sic!) spettacoli lungi di fomentare i delitti ne diminuiscono il numero, perché tolgono ai cittadini la occasione d’andare in altri luoghi non sopravegliati dalla giustizia e non esposti agli occhi di un pubblico congregato, ove facilmente succedono le risse e gli omicidi o qualche altra immoralità che ha bisogno di solitudine e tenebre. Inoltre i spettacoli lungi da depravare il Costume lo migliorano piuttosto e lo ingentiliscono”.
Segue, nel marzo 1872, la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale n. 65, di un manifesto a firma del sindaco Giovanni Tateo, nel quale si annuncia che,
“[…] nella seduta del 24 novembre 1871, il, Consiglio Municipale ha deliberato di aprire un concorso “a schede segrete” offrendo un compenso di 300 lire, all’autore dei progetti, dettagli e pianta come appresso, che avranno ottenuto l’approvazione del Consiglio e la omologazione della Prefettura provinciale; in mancanza di uno dei quali, non si avrà diritto a niente”.
Continua il bando:
“1° Progetto, dettagli, e pianta completa di una piazza di commestibili coverta, che avesse nel fondo e nel mezzo dei pilastri quel numero di botteghe che meglio può offrire la località con cisterna di acqua e sotterraneo.
L’area a ciò destinata offre un rettangolo col fronte sulla piazza del Municipio di metri trenta, simile di spalla addossato a case, ed i laterali sporgenti a due pubbliche strade, di metri diciassette ciascuno. L’opera ultimata non dovrà, oltrepassare la somma di lire tredicimila, oltre a lire duemila prezzo del materiale di fabbriche a demolirsi, esistenti su detta località.
2° Completo progetto, dettaglio e pianta di un teatro, contenente due file di palchi, galleria, platea, palcoscenico, corridoi, vestibolo, ecc., da edificarsi quando che sia sul piano superiore di detta piazza. Per tale opera non si fissa il prezzo, ma si terrà presente Ia maggiore e possibile economia. (…) I materiali da costruzione in questo comune di Putignano sono esclusivamente di pietra calcarea, adibendosi per volte e per muri pietre rettangolari ben picconate e per modanatura e pilastri grosse pietre da taglio”.
E c’è ancora molto di più! La ricerca continua…
Foto ©Archivio Alfredo e Felice Giovine
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Felice Giovine è nato a Bari. Nel 1985 ha creato il Centro Studi Baresi, il Comitato per l’eliminazione del J (gei) dall’italiano e dal barese; nel 2009 ha pubblicato e diretto U Corrìire de BBare (fino a febbraio 2012); nel maggio 2012, l’Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine” (con Rino Bizzarro, Gigi De Santis e Gianni Serena). È figlio di Alfredo da cui ha ereditato l’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi e la Sezione Civiltà Musicale Pugliese, oltre a la crosce de mbarà a le barise a llègge e a scrive come se dève la lèngua noste.


Salvatore Schirone ricorda nel suo post la ripartura del Teatro di Putignano e mi solleva una valanga di memorie. “‘ Negli anni ’50 i Comuni ( non certo Bari o Napoli! ) avviavano il mutamento dei Teatri comunali in locali per uffici. i Teatri perdevano e non li voleva gestite nessuno. La mia “INCHIESTA sui TEATRI PROPRIETA COMUNALE in Italia” esplose a livello nazionale, che si stava per distruggere ( NELL’INDIFFERENZA DEI TEATRANTI VARI…) l’importante patrimonio culturale, storico, sociale. URLAI ALT E fu ALT!. Da ringraziare il Ministero dell’Interno che aiutò , in modo decisivo, la mia inchiesta. L’inchiesta di un giovane ai primi passi nell’infido mondo culturale. Ed eccetto il Ministero nessuno mi detto grazie ( non avevo contributi da elargire nè MAI da ricevere…).