Accadde a Bari – Vengono discussi i progetti per il restauro della Prefettura (1965)
prefettura
Correva l’anno 1965. Mercoledì 14 aprile, dopo una riunione in Prefettura si decide di restaurare l’antico palazzo.
L’edificio della Prefettura nato su un antico convento dei Domenicani, con la facciata sulla piazza che risale al XVIII secolo, era da tempo oggetto di discussione.
Le sue condizioni di sicurezza erano venute meno, quando il cedimento dei solai al secondo piano ha portato a un temporaneo sgombero e trasferimento di alcuni uffici in via Quintino Sella angolo Abate Gimma.
Chiaramente, sono stati messi in cantiere diversi progetti di ricostruzione o di integrazione dell’edificio con un altro fabbricato.
I progetti per la Prefettura
Un primo progetto prevedeva di costruire un nuovo edificio, ma la Soprintendenza ai Monumenti aveva opposto seri dubbi sulla scelta di abbattere l’antico edificio, facendo notare che il palazzo del Governo è indispensabile per la scenografia di piazza Libertà.
Difatti, insieme al monumento di Piccinni e al palazzo del Municipio, crea un ambiente di notevole interesse storico.
Il secondo progetto prevedeva, invece, di lasciare inalterata la facciata esterna e di modificare gli interni in modo da collegare la Prefettura ad altro fabbricato alle sue spalle tramite un sovrappasso o un sottopasso.
Anche in questo caso la Soprintendenza si era fortemente opposta perché non solo l’esterno ma anche l’interno del palazzo sono di notevole rilevanza storica e che comunque costi ed espropri utili al conseguimento dell’opera sarebbero stati comunque notevoli.
Conclusioni
Così dopo la riunione indetta dal prefetto dott. Novello alla quale hanno partecipato ing. Giorgi provveditore regionale delle Opere Pubbliche, l’ing. Nicotera capo del Genio Civile e l’arch. Schettini soprintendente ai Monumenti, si è deciso di considerare il palazzo un monumento nazionale e di lasciare la facciata esterna, cortile interno e primo piano immutati, rifacendo il secondo piano, razionalizzandone gli spazi in maniera funzionale, con la possibile aggiunta di un attico arretrato che non vada ad alterare il prospetto del palazzo.

Questo è il progetto di massima che l’ufficio tecnico del Genio Civile e la Soprintendenza di Puglia e Lucania conta di presentare ad una commissione dei tecnici dei Ministeri dei Lavori Pubblici, Pubblica Istruzione (sezione Belle Arti) ed Interni che valuterà una risoluzione al problema.
Fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno, 15 aprile 1965
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.
Ottime descrizioni di tutto ciò che riguarda la città di Bari dove, sono nato e vissuto sino all’età di 22 anni poi, per lavoro ho dovuto esplorare altri siti, sia in Italia che all’estero !