La “Traslazione dei russi” senza pellegrini dalla Russia – La preghiera per la pace nella Chiesa russa di Bari
chiesa russa
“Quando Dio morirà, ci sarà sempre San Nicola a difenderci”. Il celebre detto russo bene esprime l’incrollabile fede dell’ortodossia nell’intercessione del Santo di Myra, sopratutto nel momento difficile che stiamo vivendo per la guerra in Ucraina. La drammatica interruzione dei rapporti con la Russia, per la prima volta dalla ripresa dei pellegrinaggi dopo la caduta della dittatura comunista, non vedrà a Bari la presenza dei pellegrini provenienti dalla Russia per la festa della della traslazione, che si celebrerà domani, 22 maggio, esattamente 13 giorni dopo rispetto al calendario gregoriano cattolico (8 maggio).
Ma già oggi pomeriggio dalle 16:00 la chiesa Russa di Bari, nel quartiere Carrassi, è gremita di fedeli ortodossi residenti nel nostro Paese e proveniente da varie parti d’Europa: russi, ucraini, rumeni, serbi e armeni. La liturgia slavo-bizantina prevede infatti, dai vespri del giorno prima, i riti di preparazione della festa. Il popolo si raccoglie in preghiera e con il digiuno, che si protrarrà fino a domani, invoca l’aiuto di San Nicola, “il difensore di chi è senza difensori”, e il dono della pace.
Domani, invece la solenne liturgia della festa si svolgerà sulla tomba del Santo nella basilica di San Nicola. Ricordiamo che la festa della Traslazione di San Nicola mentre per i Cattolici è considerata una celebrazione locale dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto e della pontificia basilica di San Nicola, nelle Chiese ortodosse di tradizione slava è un ufficiatura liturgica di tutta la chiesa. Ad introdurla per prima nel calendario ufficiale fu la chiesa bulgara, e successivamente acquisita dalla Chiesa russa.
L’amore di questi popoli per San Nicola è molto intenso e antico, nasce nei primi anni successivi alla traslazione avvenuta nel 1087, quando i russi di ritorno a Kiev elogiarono l’impresa dei baresi nel famoso scritto “La leggenda di Kiev”. In questo resoconto, a differenza della tradizione barese, viene indicato come primo luogo di accoglienza delle ossa di san Nicola, prima ancora che fossero consegnate all’abate Elia, l’attuale chiesa di San Giovanni Crisostomo, la più antica chiesa della Città (1034), che prima del 1957 era dedicata a San Giovanni il Precursore. Così vi leggiamo:
«Videro i Baresi che stavano arrivando con le reliquie di S. Nicola da Myra, e tutti i cittadini uscirono per andargli incontro, uomini e donne, dai piccini ai grandi, con candele e incensieri, e le accolsero con gioia e onore grande; e le posero nella chiesa di S. Giovanni il Precursore presso il mare».
La Russia conta ben 1200 chiese dedicate a San Nicola, ma oltre cinquemila sono le cappelle presenti in altre strutture religiose. Solo a Mosca ci sono 31 parrocchie e 16 piccole chiese in istituzioni laiche quali università e cliniche.
Eccezionale video-documento del primo pellegrinaggio degli ortodossi russi dopo la caduta dell’Unione Sovietica: maggio 1993. I pellegrini partiti da Odessa sbarcarono a Bari e visitarono prima la tomba del Santo nella Basilica e poi si recarono nella Chiesa Russa, non ancora consegnata al Patriarcato di Mosca. Da notare le presenza dei vecchi arredi e dell’iconostasi originaria.
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Diacono della Chiesa cattolica di rito bizantino dell’Eparchia di Lungro (CS) degli Italo-albanesi dell’Italia continentale, vive a Bari, con sua moglie Magda Pacillo, dove insegna Religione Cattolica al Liceo Classico Statale “Socrate”. È Dottore in Sacra Teologia, laureato in Scienze Storico-Religiose all’Università “La Sapienza” di Roma. Maestro iconografo, dipinge icone secondo la tradizione bizantina che ha appreso dai suoi numerosi viaggi nei monasteri di Russia, Romania, Grecia e Monte Athos.

