Via Giuseppe Petraglione, il bibliografo pugliese che fece da ponte tra le Terre di Bari e d’Otranto
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Percorrendo corso Alcide De Gasperi in direzione di Carbonara, all’altezza del numero civico 411, si apre sulla destra via Giuseppe Petraglione, strada che si estende fino alla parallela via Giulio Petroni. Al Petraglione vogliamo dedicare qualche parola, spinti come al solito non solo dall’ opportunità di rendere noto ai lettori fatti, vicende e vita dei personaggi che la città di Bari ha voluto onorare con una dedicazione toponomastica (delibera comunale n. 1373 del 7 luglio 1969). E oltremodo raccontare le circostanze che per un motivo o per l’altro ci fanno sentire vicino al personaggio, anche se in questo caso, per ovvi motivi, non abbiamo potuto conoscere personalmente.
Innanzitutto un minimo di notizie biografiche. Diciamo subito che è nato a Lecce nel 1872 ed è morto a Bari nel 1947. Ad attirare la nostra attenzione è il suo esser stato soprattutto un bibliografo e studioso della Storia dell’Arte della Stampa in Puglia.
Il suo interesse per la storia locale si è manifestato da subito, facendo di lui un enfant prodige se si pensa che appena ventenne e non ancora laureato creò un periodico, Cronaca Letteraria, che divenne presto la tribuna sulla quale si esercitavano giovani promesse e affermati protagonisti della scena culturale salentina, e non solo.
Quel che a noi preme è però invitare il lettore a soffermarsi sugli interessi bibliologici del Petraglione, che sapeva affrontare, sulla scorta della sua enciclopedica capacità, immensi territori della cultura, trattando argomenti che di solito erano appannaggio di una singola categoria di specialisti.
Petraglione, con i suoi contributi dedicati alla stampa in Puglia, riuscì a dimostrare che non fu del 1490 il primo libro stampato a Lecce, il quadragesimale, De peccatis, attribuito al francescano Roberto Caracciolo, vescovo di quella città. Il Caracciolo fu celebre predicatore e i suoi sermoni erano stati effettivamente stampati nei primi decenni della stampa, cosa che indusse storici spregiudicati a sostenere che una di quelle edizioni avesse visto la luce proprio a Lecce.
La Puglia, e spiace continuare ad affermarlo, non ha prodotto libri (i cosiddetti incunaboli) nel primo secolo della stampa. Si dovette aspettare fino al 1535 per vedere una prima – e unica – edizione stampata a Bari: ci riferiamo alle note Operette del Partenopeo Suavio, del cui “giallo bibliofilo” abbiamo già raccontato.
Fu comunque proprio salentina una tipografica cinquecentesca, ubicata nella città di Copertino, ad opera di Giovanni Bernardino Desa, forse dello stesso casato che diede i natali a Giuseppe Maria, il celebre san Giuseppe da Copertino, il santo che “volava”.
Dopo lunghi periodi di spostamento in diverse regioni e nazioni d’Europa, il Nostro volle stabilirsi definitivamente a Bari, dove fondò, insieme all’archeologo Michele Gervasio, celebre per le indagini sul sito della battaglia di Canne (il suo busto si può ammirare nella piazzetta di Torre a Mare), la rivista Japigia, il principale organo di diffusione dei fatti della cultura, erede della Rassegna Pugliese di Lettere scienze e arti, che ha preceduto l’Archivio Storico Pugliese, organo della Società Pugliese di Storia Patria.
Tra le altre cose è opportuno ricordare la sodalità che Giuseppe Petraglione ebbe con il noto pedagogista Giovanni Modugno: con lui pubblicò alcuni volumi di didattica per le scuole.
Dopo la sua scomparsa, nel 1947, gli eredi vollero devolvere alla Biblioteca Consorziale di Bari, la Sagarriga Visconti-Volpi, buona parte della sua collezione libraria. Il “Fondo Petraglione” è oggi costituito da sette faldoni, contenenti per lo più epistolari e corrispondenza; sono inoltre conservati i numerosi volumi della biblioteca e le centinaia di ritagli da giornali e riviste, di svariati argomenti, per lo più di natura storica.
Dobbiamo, per finire, dichiarare che siamo onorati di aver potuto conoscere e collaborare con i discendenti del celebre personaggio, intenzionati a promuovere un’indagine conoscitiva del patrimonio conservato nella Biblioteca barese per poter adeguatamente valorizzare la conoscenza della sua figura. La simultanea circostanza del nostro pensionamento e, soprattutto, l’insorgere dei gravi problemi dovuti alla pandemia, che ci affligge ormai da anni, ha per il momento bloccato la prosecuzione del progetto, ma noi contiamo che possa essere ripreso quanto prima perché sia dato il giusto e doveroso riconoscimento ad una persona che è stato, oltre tutto, un ponte tra le due realtà territoriali della Terra di Bari e della Terra d’Otranto, amiche, ma diverse per atteggiamenti nei confronti dell’approccio alle discipline della cultura, della storia.
Siamo felici che a nome di Giuseppe Petraglione e per la sua continuata memoria e celebrazione è stato istituito un Premio regionale per gli Studi storici.
Bibliografia
- Giuseppe Petraglione, L’introduzione della stampa a Lecce, Vecchi, Trani 1899.
- Luigi de Secly, Necrologio, in “Archivio Storico Pugliese”, 1948.
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.





