San Nicola: mille immagini, un’unica devozione universale – Il libro e la mostra

Nicola-Cortone-Si-Quaeris-Miracula

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Appena usciti dal Portico dei Pellegrini della Basilica di San Nicola, lo scorso 3 dicembre, abbiamo lasciato la guida dell’auto alla nostra signora, perché avevamo l’urgenza di fissare su carta impressioni e suggestioni della presentazione di

Nicola Cortone (a cura di), Si Quaeris Miracula. San Nicola nell’immaginario popolare europeo, Claudio Grenzi Editore

Presentazione di lusso e di prestigio che ha visto alternarsi padre Giovanni Distante, priore della basilica, Giorgio Otranto e Domenico Lassandro luminari dell’Università di Bari, l’artista Nunzio Giorgio e padre Gerardo Cioffari, forse il maggiore e più prestigioso storico e biografo del nostro taumaturgo, San Nicola, patrono della città e venerato in tutto il mondo, forse più di qualunque altro santo.

Un momento della presentazione. Da sinistra: il prof. Giorgio Otranto, padre Giovanni Distante, il prof. Domenico Lassandro

Il libro, per le edizioni del raffinatissimo Grenzi di Foggia, è innanzitutto un libro di immagini, le stesse che, in originale, decorano le sale per una mostra temporanea, allestita appunto nel Portico nicolaiano, curata tra gli altri del noto antiquario e bibliofilo barese Sabino Scianatico.

Le figure sono ridondanti di colore, anche quelle monocromatiche, e effigiano il santo in una molteplicità di atteggiamenti, attraverso varie epoche storiche. Una sorpresa per molti scoprire come il volto di San Nicola sia un vero e proprio must della iconografia popolare in tanti paesi in tutto il mondo, anche al di là dei confini che il titolo del libro sembrerebbe limitare alla sola Europa.

Le immagine sono corredate da importanti contributi scientifici, storici ed eruditi, curati da Nicola Cortone, autore che merita una parola in più, per poterlo lodare e apprezzare, nel suo ormai lungo percorso di ricerca nei fatti della nostra città. Allievo e collaboratore del mitico Nino Lavermicocca, Cortone nei lontani anni ottanta inizia le sue prime prove collaborando alla realizzazione di lavori dedicati alle edicole votive di Bari vecchia. Lavori di esordio che già indicavano il cammino e l’ambito in cui si sarebbe poi mosso e operato, quello della ricerca storica, delle tradizioni popolari, del folklore, sempre animato dal genuino amore per la sua città e la sua comunità.

La mostra

Un libro da sfogliare con facile propensione alla levità, dunque, grazie ai contributi scientifici, di ragionevole ampiezza e di attrattiva lettura, ma è anche, soprattutto, da guardare.

Una significativa scelta è stata, a nostro parere, nel limitare al minimo l’iconografia nicolaiana di stampo nordico, anglo sassone, quella insomma delle americanate che hanno trasformato il Santo in un obeso barbuto dispensatore di doni natalizi sotto le mentite spoglie di Santa Claus o Babbo Natale, proveniente dalle fredde terre artiche e non già, come è stato nella realtà storica del vescovo Nicola di Myra, dalle temperate regioni mediterranee dell’Asia minore.

Ma i baresi non si scompongono più di tanto, come non lo fecero qualche decennio fa, quando, come hanno ricordato i relatori, certe autorità della curia pontificia, avevano tentato di “declassare” il santo e il suo culto a manifestazioni quasi di mera superstizione. Un paradosso per un uomo di cui esistono testimonianze storiche inequivocabili, addirittura sulla sua presenza a uno dei primissimi concili della Chiesa, quello di Nicea, dove diede anche spettacolo, schiaffeggiando (forse solo moralmente) Ario, contro le cui dottrine era stato proclamato il concilio stesso.

Il Portico dei Pellegrini animato dai timpanisti della “Militia Sancti Nicolai”

I relatori hanno ricordato, per chi ancora continui a ignorarlo, tra i miracoli del Santo, quelli della resurrezione dei fanciulli e quello del dono alle giovani per farne dote e salvarle dal triste destino della prostituzione. Sono quei miracoli che hanno reso famosa la generosità del vescovo di Myra, nel corso dei secoli, e affermato il santo come dispensatore di doni per i più giovani e per i più bisognosi, avviando la sua figura alla metamorfosi nel Santa Claus natalizio. E non è un caso che in alcune località prossime a Bari, ad esempio Molfetta, si elargiscono i doni ai bambini proprio il giorno 6 dicembre, data onomastica del Santo.

Un libro che, pubblicato in prossimità delle festività natalizie, si candida quest’anno  ad essere la strenna preferita dei baresi e non solo.

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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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