Toponomastica barese: continuità semantica e inspiegabili incursioni
copertina vie
Le strade della nostra città presentano spesso curiose connessioni e “ignote” intersezioni.
Non conosciamo le logiche e le logistiche che gli Uffici Comunali preposti alla dedicazione di strade usano per attribuire un nome a un’ arteria cittadina, oppure una serie di nomi a strade contigue o adiacenti, che hanno tra loro motivo di specifiche o particolari affinità.
Alcune zone della città mostrano segni evidenti di contiguità “semantica”. Basta citare l’hard-core del Murattiano, un quadrilatero dove imperano grandi personaggi del Medioevo barese: Sparano, Andrea, Roberto (tutti “da Bari”), Melo e Argiro (padre e figlio), e poi letterati di età moderna, come Abate Gimma (Giacinto al secolo), Putignani, Calefati; figure legate da dimenticati rapporti di natura parentale o politica: Giordano de Bianchi Dottula, Marchese di Montrone, e Domenico Nicolai, Marchese di Canneto. Ma anche questo quadrilatero non è tetragono, in quanto contaminato da presenze aliene, seppur nobili: Dante, Principe Amedeo, Cairoli che si intersecano con i baresi doc ora menzionati. Insomma c’è o non c’è una regola?
In Picone/Poggiofranco si sprecano Papi, ma anche un’ enclave di letterati da far invidia ad un’Accademia di età illuministica.
Ma tra Poggiofranco e Carrassi emerge Datto, consanguineo di Melo e Argiro: che ci fa lì? E Vincenzo Massilla sbattuto quasi fuori città lontano da Sparàno e Andrea dei quali è stato commentatore ed esegeta principe?
Lasciamo stare le strade dedicate a eventi di guerra, per quanto risorgimentali: tutta una sfilza di nomi di monti, Pasubio, San Michele, Grappa, Sabotino; o peggio ancora dis-avventure colonialiste e imperialiste, con relativi massacri da parte delle armate di italiani “brava gente”!
Andiamo alla ricerca di altre enclave e ne troviamo un paio di nostro gradimento. La prima è a San Girolamo dove ci accoglie una vera e propria orchestra di musici, e musicisti, compositori e operettisti: Ottorino Respighi, Franco Casavola, Giacomo Puccini, Nino Rota, Saverio Mercadante, Pietro Mascagni.
Spostiamoci sul Libertà e anche qui ci accolgono interi isolati dedicati a personalità note o dimenticate. Ne scegliamo un paio, nella zona Corso Mazzini/Nicolai troviamo Giovanni Bovio, Pietro Ravanas, Giovanni Battista Trevisani, Michele Mirenghi, Ettore Fieramosca, Gioacchino Murat.
Ma la chicca è costituita da un quartierino, nello stesso quartiere, di casupole e casette, a dire il vero un po’ messe male, a volte fatiscenti, ma che nomi, che personaggi:
Ricciotto Canudo, Letterato (1877 -1923), amico di Picasso, che ne fece il ritratto, Giovanni Chiaia, Letterato (1799 – 1888), Andrea Costa, Pioniere del socialismo (1851 – 1910), Francesco Curzio, Poeta e patriota (1822 – 1901), Davide Lopez, Poeta dialettale (1867 – 1953), Capitano Michele Milano, Medaglia d’Oro (1910 – 1941), Pietro Oreste, Patologo (1839 – 1934), Francesco Rismondi, Irredentista (1885 – 1915), Arcangelo Scacchi, Mineralogista (1810 – 1893)
E a poca distanza:
Tommaso Fiore, Scrittore meridionalista (1884 – 1973), Achille Grandi, Sindacalista (1883 – 1946).
Ma anche qui l’imprevisto. Tra le celebrità dimenticate locali, campeggia un Viale Petru Giovacchini, documentato come patriota dell’indipendenza della Corsica! Chi ce lo ha messo? Noi non siamo riusciti a scovare nessi di contiguità con la nostra città! Qualcuno dei nostri lettori vorrà provare a risolvere l’arcano?
La consultazione dei soliti e preziosi repertori di Melchiorre e Sorrenti potrà dirci e darci di più di ciascuno di essi. Tra i nostri conterranei poche celebrità: il meridionalista Tommaso Fiore e lo scienziato Arcangelo Scacchi. Altri sono rimasti più in ombra nella memoria storica e collettiva dei nostri concittadini come il letterato Chiaia, il poeta Lopez, il patriota Curzio, ma per fortuna noti alla illuminata schiera di coloro che stabiliscono le attribuzioni toponomastiche.
Una dovuta focalizzazione merita Pietro Oreste, a noi del tutto “ignoto” fino a quando, ormai oltre 15 anni fa, la nostra Biblioteca e il nostro Archivio vennero trasferiti nella Via a lui dedicata. Era un medico di Altamura, docente all’Università di Napoli e gli fu assegnata la strada prima denominata “via dei Mercati” per esservi ubicati il Macello Comunale, il Mercato del Pesce e il Frigorifero Municipale, oggi riconvertiti in “Cittadella della Cultura”.
Le ultimissime parole vanno a Ricciotto Canudo, da Gioia del Colle. Esponente delle avanguardie artistiche del primo Novecento, e propugnatore dell’estetica cinematografica: a lui si deve l’espressione “Settima Arte”. A Parigi partecipava dei ritmi convulsi della Belle Epoque, con Apollinaire che lo chiamava Le Barisienne, Braque, Ravel e Picasso, che gli dedicò un noto ritratto.
Foto copertina: cartolina collezione Nico Tomasicchio
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

