Museo Archeologico di Santa Scolastica: viaggio nella storia di Bari

Museo Archeologico di Santa Scolastica

Visitare il complesso di Santa Scolastica è un po’ come compiere un viaggio attraverso secoli di storia barese senza fantascienza e macchine del tempo. Abbiamo già parlato della storia e dell’importanza per la città di Bari della chiesa di Santa Scolastica e di tutto il resto del complesso monastico in via Venezia. Infatti, l’antico monastero benedettino, il bastione cinquecentesco e l’area archeologica di San Pietro possono essere identificati come un unicum nel quale architettura, archeologia e storia della città si incontrano.

Il complesso di Santa Scolastica

Le prime notizie sul monastero

Le prime notizie documentate sul monastero di Santa Scolastica risalgono al 1102, anche se le sue origini sono sicuramente più antiche. Nel corso dei secoli il complesso ha subito numerose trasformazioni, fino a ospitare oggi il museo archeologico, trasferitosi qui dalla sede precedente nell’Università di Bari.

Guardando l’edificio dall’esterno mentre passeggiamo sul Lungomare Imperatore Augusto, siamo colpiti dal grande bastione, un tempo affacciato sul mare, realizzato nel XVI secolo da Bona Sforza nell’ambito del rafforzamento delle fortificazioni cittadine. La costruzione modificò profondamente l’area, inglobando anche i resti di una precedente chiesa, risalente all’età medievale.

Il complesso visto dal lungomare

Accanto al complesso si trova l’area archeologica di San Pietro, dove gli scavi archeologici hanno portato alla luce testimonianze di un arco temporale che parte dell’età del Bronzo e interessa l’età al Ferro, il periodo classico-ellenistico, l’età romana per finire addirittura al Medioevo.

Il Museo Archeologico di Santa Scolastica

Per questo motivo, il Museo Archeologico di Santa Scolastica posto in quel luogo sembra servire a condurre il visitatore in un viaggio indietro nel tempo.

Ingresso del museo

Appena superato l’ingresso del museo camminiamo fra le mura dell’antico complesso e subito il nostro sguardo è attratto da una vetrina con antiche anfore e un quadro specchio che ricorda il vecchio museo.

Camminiamo fra le mura del complesso
Appena arrivati…
… siamo attratti…
… da una vetrina con antiche anfore
Un ricordo dell’antico museo

Iapigi, Peucezi e la collezione Polese

Nelle sale osserviamo con curiosità le testimonianze della civiltà dei Iapigi e i suoi evidenti rapporti con il mondo greco. Ceramiche, armi, oggetti destinati ai banchetti, bronzi, gioielli e corredi funerari, provenienti da Canosa, Ceglie del Campo, Noicattaro, Ruvo di Puglia, Turi, e altri siti archeologici, ci presentano l’immagine di una società chiaramente in contatto con la cultura della Magna Grecia.

Iniziamo ad esplorare le sale…
… guardiamo con curiosità le testimonianze della civiltà dei Iapigi…
… e i suoi evidenti rapporti con il mondo greco
I reperti arrivano…
… da alcuni paesi della provincia…
… e presentano l’immagine di una società chiaramente in contatto con quella greca

Particolarmente affascinante fra i tanti reperti della sala dedicata ai Peucezi, è il bronzetto del V secolo a.C. raffigurante il dio Apollo rinvenuto a Ceglie del Campo nel 1904.

Nella sala dedicata ai Peucezi…
… fra i tanti reperti…
… è presente un bronzetto…
… del V secolo a.C.

Una parte importante del percorso è rappresentata anche dalla Collezione Polese, acquisita nel 1925, composta da reperti provenienti soprattutto dal territorio barese e da Monte Sannace.

La Collezione Polese…
… acquisita nel 1925
Vetrina degli ornamenti…
Collana antica

Le testimonianze archeologiche di Bari

In un’altra sala scrutiamo le testimonianze archeologiche della Bari all’età del Bronzo, passando per la città in età romana per arrivare a quella medievale che permettono di osservare i profondi cambiamenti della città nei millenni fino ad arrivare alla fase bizantina, quando Bari assume un ruolo di principale importanza nel Mediterraneo.

In un’altra sala…
… scrutiamo le testimonianze archeologiche…
… della città di Bari...
Dall’età del Bronzo al Medioevo

Interessanti sono anche gli oggetti rinvenuti negli ambienti dello stesso monastero: ceramiche, recipienti, stoviglie e lucerne raccontano aspetti della vita quotidiana del posto.

Oggetti rinvenuti dallo stesso monastero

L’ultima sala è dedicata alla preistoria e alla protostoria della Terra di Bari, con reperti che raccontano l’evoluzione delle comunità, dall’età della pietra fino agli insediamenti dell’età del Bronzo. Sono presenti anche le spoglie di un giovane risalente a 6500 anni fa, rinvenute in una sepoltura nel Pulo di Molfetta.

Nell’ultima sala…
… si trovano i reperti più antichi…
… dalla preistoria e alla protostoria…
… della Terra di Bari
Le spoglie di un giovane rinvenute nel Pulo di Molfetta

Lasciamo Santa Scolastica con la sensazione di aver attraversato non un semplice museo, ma un luogo nel quale la storia è materialmente presente.

Lo stesso museo è un sito…
… oggetto di studio

Un luogo che, più che limitarsi a mostrare reperti del passato, permette di comprendere il territorio barese e i suoi tanti cambiamenti nel corso dei secoli e ci lascia con la certezza che, sotto la Bari a noi nota, esistano ancora le tracce delle città che l’hanno preceduta.

Il Museo Archeologico di Santa Scolastica…
… è un luogo dove la storia è materialmente presente

Link Museo Archeologico Santa Scolastica:

https://www.museoarcheologicosantascolastica.it/index.php/it

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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