L’arte del simbolo: intervista a Barbara Bonadies
Bonadies
Barbara Bonadies, in arte Bon_ba_, è una creatura di confine, sospesa tra una fata e una incantatrice, affascinata com’è dal mondo della fiaba e dall’esoterico, dalla delicatezza e dal mistero. Laureata in Architettura, con esperienze anche come grafica e docente di sostegno, la Bonadies possiede uno stile inconfondibile: quello di un’illustratrice d’altri tempi, ma con un tocco di modernità.
Le sue illustrazioni, tecnicamente raffinate, sembrano veri e propri render: le prospettive sono calibrate con maestria, le proporzioni armoniche e le composizioni pensate per appagare pienamente lo sguardo dello spettatore, cui offre angolature perfette e visioni avvolgenti. Tuttavia, su questa ossatura solida e strutturata, Bon_ba_ innesta un elemento magico – l’inserto favolistico, inatteso, quasi sovrannaturale – che trasfigura la scena e le conferisce un’aura surreale e incantata.
La visceralità delle sue sensazioni la guida verso l’idea, che poi prende forma con una cura minuziosa dei dettagli e un forte valore semantico nel sottotesto, spesso simbolico, enigmatico e arcano. Nelle sue opere la pira creativa raggiunge la preparazione tecnica in una liturgia che è allo stesso tempo malia e unguento.
Già apparsa in prima pagina con Apertura Alare, illustrazione realizzata per la rivista culturale The Puglieser, Barbara Bonadies è stata inoltre selezionata per il volume collettaneo Luoghi della Bellezza di LuoghInteriori, dove figura con Asso di Coppe: un lavoro ermetico e cabalistico di finitura inesprimibile, che racconta – mentre si racconta – nella nostra intervista su Sinestetiche.
Quando la policromia interiore incontra la bravura, il risultato ha un solo nome: Bon_ba_.
Illustratrice e insegnante
Barbara, prima di tutto dicci chi sei e come nasce Bon_ba_
Sono un’illustratrice e insegnante. Bon_ba_ nasce come fusione del mio nome e come contenitore creativo dove raccogliere i miei progetti. È il luogo in cui sperimento e traduco in immagini il mio immaginario fatto di simboli, architettura e natura.
In che modo la formazione in Architettura e Design ha influenzato il tuo approccio?
Lo studio al Politecnico mi ha insegnato metodo e disciplina progettuale. Questo mi aiuta a costruire immagini che hanno equilibrio, proporzione e ordine, senza però perdere la parte più libera ed emotiva che appartiene all’illustrazione.
Le ispirazioni di Bonadies
Quali sono state le tue prime ispirazioni e quali ti guidano oggi?
Da bambina i miei riferimenti erano gli albi illustrati, i fumetti e le enciclopedie illustrate che sfogliavo con curiosità. Oggi mi guidano soprattutto l’arte simbolica, l’iconografia archetipica e la natura, che considero la fonte più autentica di ispirazione.
Il progetto per The Puglieser
Cosa puoi dirci del progetto The Puglieser e dell’opera Apertura alare?
Partecipare a The Puglieser è stato un modo per raccontare le mie radici attraverso un progetto corale. Con Apertura Alare ho voluto esprimere leggerezza, libertà e la voglia di spiccare il volo, pur mantenendo un legame forte con la mia terra.

Descrizione dell’opera opera:
L’ape è associata al linguaggio, all’eloquenza e all’intelligenza. È immagine dello spirito che si inebria del polline della conoscenza.
Nell’alveare tutti i membri cercano di acquisire solo il meglio, evitando la superbia.
La simbologia di questa creatura porta a riflettere sul significato della condivisione, del lavorare insieme e del far parte di un gruppo di persone che condividono lo stesso fine; insegnandoci che l’aiuto offerto e ricevuto, non ha valore solo per il singolo individuo, ma per l’intera comunità.
Come riesci a unire rigore progettuale e sensibilità espressiva?
Per me sono due aspetti complementari. Il rigore mi permette di costruire un’immagine solida e coerente, mentre la sensibilità espressiva aggiunge vita, emozione e poesia al lavoro. Il risultato è un equilibrio tra struttura e intuizione.
Che ruolo ha l’insegnamento nella tua vita?
L’insegnamento è fondamentale perché mi mette in dialogo costante con i ragazzi. Le loro domande e il loro modo spontaneo di vedere il mondo alimentano la mia curiosità e spesso diventano spunti per nuove riflessioni artistiche.
L’opera Asso di Coppe
Che significato attribuisci all’opera Asso di Coppe?
È un’opera che considero intima e simbolica. La coppa rappresenta la ricettività e l’apertura emotiva, i raggi lunari richiamano i cicli della natura, mentre il granchio e le costellazioni parlano di appartenenza e di connessione con un immaginario collettivo.

Descrizione dell’opera:
Un maestoso granchio rosso, simbolo del segno del Cancro, svela sul suo dorso la costellazione omonima, emblema di sensibilità e intuizione. Solleva una coppa ornamentale, sorgente di emozioni pure e rinnovamento interiore. I raggi dorati e la mezzaluna evocano un’energia lunare e femminile, legata all’acqua e all’inconscio.
L’Asso di Coppe annuncia l’apertura del cuore e l’inizio di un profondo e nuovo viaggio emotivo.
Qual è il filo conduttore con gli archetipi presenti?
Gli archetipi mi permettono di comunicare con un linguaggio universale, che supera le parole. Sono immagini che appartengono a tutti, e che legano terra e cielo, corpo e spirito, memoria personale e collettiva.
Come descriveresti la tua cifra stilistica?
La mia cifra stilistica è un sincretismo: unisce la precisione e la geometria dell’architettura con la poesia dell’illustrazione. Amo mescolare simbolismo, segni archetipici e grafica editoriale in un linguaggio visivo che sia riconoscibile e narrativo.
Cosa vuole trasmettere con le sue opere
Che messaggio vorresti trasmettere a chi osserva le tue opere?
Vorrei che chi guarda i miei lavori provasse un senso di introspezione e bellezza. Mi interessa trasmettere emozioni silenziose, capaci di far riflettere e allo stesso tempo di creare connessioni interiori.
Cosa ha rappresentato per te partecipare a Luoghi della Bellezza 2026?
È stato un momento importante di riconoscimento. Essere accanto ad altri artisti in un progetto che celebra la bellezza mi ha fatto sentire parte di una comunità creativa che condivide visioni e sensibilità.
Quali progetti ti piacerebbe intraprendere in futuro?
Vorrei continuare a esplorare il linguaggio dei simboli, sviluppare progetti editoriali legati all’illustrazione e collaborare con realtà artistiche e culturali. Mi piacerebbe anche approfondire la dimensione espositiva, portando le mie opere in dialogo con gli spazi.
Link Pagina Instagram:
https://www.instagram.com/bon_ba_
© 2025 Tutti i diritti riservati
Laureata in Filologia Moderna, scrivo per varie testate giornalistiche. Sono editor e correttrice di bozze per libri eterogenei. Appassionata di poesia, ho sempre pensato che scrivere sia una sonda ed io continuerò ad esplorare.