Bari e il suo nuovo porto: storia di un’impresa ottocentesca

porto

porto

Il cuore pulsante di ogni città marinara è il suo porto, sito che deve essere adeguato al commercio e alla grandezza del centro, in questo la città di Bari non fa eccezione e fino a metà dell’Ottocento le attività portuali si svolgevano nel bacino del molo di S. Antonio Abate, ma con il passare del tempo, iniziò ad essere chiaro a tutti che l’antico sito non era più adeguato. Con l’aiuto degli storici Melchiorre e Petroni, raccontiamo oggi la storia del nuovo porto di Bari.

L’idea del nuovo porto e i primi tentativi

La creazione di un nuovo porto era stata immaginata addirittura da Federico II nel lontano 1239 ma l’idea non divenne mai realtà. Dopo quasi sei secoli, nel 1828 i commercianti baresi chiesero di creare un nuovo braccio di molo sul bassofondo dove la tradizione vuole che ci sia la mitica isoletta di Monte Rosso, ma questa prima proposta fu respinta.

Il porto in piena attività

Nonostante il rifiuto, la richiesta non era caduta nel vuoto e nel 1829 fu mandato a Bari l’ing. Gaetano De Giorgi a studiare la zona fra S. Antonio e S. Scolastica. Grazie a questi saggi l’ing. Giulio Fazio preparò un progetto dalla spesa complessiva di 356 mila ducati che soprattutto per problemi di budget, fu bocciato dalla conclusione decurionale del 14 luglio 1834.

Finalmente il progetto viene approvato

Stesso dicasi per un progetto proposto nel 1842. Nel 1843 però i commercianti pensarono bene di prendere in mano la situazione, autotassandosi per contribuire alla creazione del nuovo porto. Nel 1846 anche Comune e Provincia sull’esempio dei commercianti, iniziarono a mettere da parte un contributo annuo di 6 mila ducati a ente per questo progetto e nel 1852 finalmente, sembrò davvero muoversi qualcosa. L’ing. Luigi Giordano fu scelto per iniziare a redigere il progetto del nuovo porto. Inizialmente, la spesa per si aggirava intorno ai 1.160.000 ducati ma fu ridimensionata a meno della metà 482.850 ducati. Fu approvata il 21 settembre 1852 e il 5 agosto del 1854 i lavori di costruzione furono aggiudicati dalla Soc. Lembo & Masucci.

La posa della prima pietra

Con la delibera del 13 gennaio 1855 il decurionato decise di intitolare il nuovo porto di Bari a S. Nicolò il Magno.

La prima pietra fu invece posta il 13 maggio dello stesso anno.


L’intendente per la Terra di Bari il marchese Luigi Ajossa e le altre autorità baresi si riunirono in quella che ora è piazza San Pietro, su delle tribune con al centro il trono recante l’effige di Ferdinando II e Maria Teresa d’Austria. Era presente anche un’orchestra e un tempietto usato per la celebrazione. Intorno a loro, una folla di baresi che chi dalle barche, chi in strada o dai balconi volevano assistere alla celebrazione della posa della prima pietra.

All’arrivo dell’arcivescovo Michele Basilio Clary la prima pietra fu benedetta, sulla stessa era incastonata l’effigie del re e due iscrizioni augurali:

Memorando per la città di Bari il giorno XIII di Maggio MDCCCLV che da preci solenni augurata la prima pietra ponea del nuovo porto inizio d’era novella e al divo Nicolò suo patrono accomandava. O gran Taumaturgo che invocato ne’ perigli del mare infreni le tempeste deh tu lo proteggi.

Il porto da Federico II solamente tentato Federico II nel XXV anno del suo regno col denaro del Comune e l’aiuto della provincia volle fondato ne’ Baresi sarà eterna la gratitudine all’Augusto Principe cara la memoria dell’Intendente Luigi de’ Marchesi Aiossa che l’opera divisata dall’Architetto Luigi Giordano con amorevole studio iniziava.


La pietra fu buttata in acqua nel punto predestinato, fra le urla festanti dei baresi.
A causa di una lieve ma costante pioggerellina, la manifestazione non fu accompagnata dalle previste luminarie e fuochi d’artificio. Ma nonostante questo alle 6 del pomeriggio nella chiesa di S. Ferdinando fu comunque pronunciato il discorso inaugurale e gli ospiti furono anche intrattenuti dai membri dell’Accademia poetica. Inoltre al Piccinni in onore dell’evento fu rappresentata di un’opera di Giuseppe Verdi e un balletto.

Fino ai primi decenni del’900 attraccavano ancora velieri al porto (ph Periodici locali Newton)

La statua di San Nicola che veglia sul porto


Nel concludere la storia del porto non possiamo dimenticarci della statua di san Nicola posta nelle sue vicinanze che è un simbolo importante per questo luogo.


Nel 1856, uno degli appaltatori del porto scrisse all’intendenza chiedendo che fosse posta un’immagine del santo vicino al porto. L’intendente Mandarini prese a cuore questa richiesta e dopo aver chiesto il parere del sindaco, chiese al priore della basilica, Francesco Saverio D’Elia, una statua di san Nicola oramai quasi dimenticata nella chiesa di S. Gregorio. Dopo la concessione del priore, la statua fu posta sul molo di levante.


Parliamo chiaramente della statua di san Nicola nero che da sempre veglia sul porto di Bari, attualmente collocata nella cappella dell’Autorità Portuale.

Il busto del San Nicola nero

Copertina: Periodici locali Newton

Bibliografia:

  • Antonio Beatillo, Historia di Bari, Cacucci Editore, 2018, Bari
  • Giulio Petroni, Della storia di Bari: dagli antichi tempi sino all’anno 1856. Napoli, Stamperia e cartiere del Fibreno, 1857
  • Vito Antonio Melchiorre, Le strade di Bari, volume 3, Periodici Locali Newton, 1995, Bari
  • Vito Antonio Melchiorre, Storie baresi, Levante Editori, 2010, Bari

© 2025 Tutti i diritti riservati

foto
+ posts

Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *