Glorie cavalleresche nella Bari medievale
Bari medievale
Torniamo a parlare di episodi poco noti della storia barese, e questa volta lo faremo con un racconto che parla di armi, combattimenti, cavalli, uomini misteriosi e nobili dame. Ci immergiamo nella Bari medievale del XIV secolo grazie alle cronache dello storico Andrea Calenda di Taviani (1831-1904) e all’ormai noto, ai nostri lettori, Vito Antonio Melchiorre (1922-2010).
La giostra nella Bari medievale
Nel giugno del 1383, Luigi I d’Angiò, figlio adottivo della regina Giovanna I d’Angiò, organizzò una giostra cavalleresca nel terreno libero e pianeggiante vicino al castello. Fu scelta come “reginetta” della competizione Maria d’Enghien, figlia di Giovanni, conte di Lecce. Come giudici del torneo furono scelti nobili molto vicini a Luigi I.

La popolazione era in grande fermento per i giochi: per giorni le insegne dei campioni erano state esposte nel cortile della basilica di San Nicola, e i baresi già pregustavano gli scontri fra i cavalieri.
Iniziano i giochi
Alle 8 del mattino urla di araldi e squilli di tromba annunciarono l’inizio dei giochi. Le regole del torneo erano semplici: non si colpivano i cavalli, erano proibiti colpi al petto e al viso, così da evitare morti inutili, e la lotta finiva quando uno dei combattenti restava disarmato o alzava la visiera in segno di resa.

I primi due sfidanti, i cavalieri Francesco della Ratta e Ugo Sanseverino, scesero in campo accompagnati da altri 9 compagni. Lo scontro fu cruento: i cavalli e i cavalieri si scontrarono dimostrando molta audacia da ambo i lati, ma alla fine la vittoria arrise a Sanseverino e al suo seguito.

Dopo il primo scontro, ci fu una pausa di un paio d’ore, durante la quale il pubblico iniziò a esprimere pareri, responsi e a scommettere sull’uno o sull’altro vincitore, un po’ come si fa oggi durante le partite di calcio. Ma il brusio tacque quando arrivarono i nuovi sfidanti: Cola Sanfrumundo e Alfredo Mongioia. Il duello si concluse con la vittoria del secondo.
La terza sfida
Era arrivato il momento della terza sfida e gli spettatori attendevano con ansia il gran finale che avrebbe decretato il campione di tutta la competizione. La contesa vide confrontarsi i vincitori dei due scontri precedenti. Ancora una volta Mongioia vinse.

Rinfoderate le armi, il campione si accingeva a prendere dalle mani della bella Maria d’Enghien la corona d’oro, quando il suo momento di gloria, che già andava pregustando, fu interrotto da uno squillo di tromba.
Il cavaliere misterioso
Un nuovo cavaliere, che si presentava come Pietro della Corona, fece la sua comparsa sulla spianata dove si teneva la giostra. Mongioia sicuramente rimase sorpreso e probabilmente anche un po’ contrariato, ma accettò con armi in pugno questa nuova sfida senza defilarsi.
Purtroppo per lui, l’ultimo arrivato riuscì ad avere la meglio, beffando il buon Mongioia che si vide sfilare dalle mani una vittoria che ormai sentiva sua.
La delusione per la sconfitta fu forse un po’ temperata dalla scoperta che sotto l’elmo del nuovo cavaliere non c’era uno sconosciuto ma il nobile condottiero Raimondello Orsino o meglio Raimondo Orsini del Balzo, che in futuro sarebbe diventato principe di Taranto. L’uomo si era appunto messo al servizio del francese Luigi d’Angiò.

L’incoronazione del vincitore
Fu proprio Maria d’Enghien, che di lì a poco sarebbe diventata sua moglie, a incoronare il cavaliere.
Un racconto di altri tempi che riporta alla memoria il poema della Chanson de Roland e il ciclo carolingio e che dona alla città di Bari una luce epica e romantica.
Copertina: foto N. A. Imperiale + dipinto Paulus Hector, rielaborazione grafica con ChatGpt N. A. Imperiale
Bibliografia:
- Calenda di Tavani, Ramondello Orsino storia napolitana del trecento vol. 2, ed. Trani 1886
- Vito Antonio Melchiorre, Storie Baresi, Levante Editore 2010
Link Wikipedia Raimondo Orsini del Balzo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Raimondo_Orsini_del_Balzo
© 2025 Tutti i diritti riservati
Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.