La storia della fotografia e del cinema celebrata in un’esposizione a Canosa di Puglia

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Canosa di Puglia ospita un evento culturale di grande rilievo: l’Esposizione Universale della Fotografia e del Cinema. Aperta al pubblico dal 16 dicembre presso il Museo dei Vescovi, la mostra conduce i visitatori in un affascinante viaggio attraverso l’evoluzione delle arti visive, dalle prime sperimentazioni fotografiche fino alle avanguardie del XX secolo.

Locandina della mostra

Promossa con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Canosa di Puglia, dell’Accademia di Belle Arti di Foggia e del Fiof – Fondo Internazionale per la Fotografia, l’esposizione è curata dal dott. Sandro Sardella sotto la direzione scientifica del collezionista Gianni Pansini.

Auto d’epoca…
… all’ingresso della mostra

Il Museo dei Vescovi ospita l’esposizione

Il Museo dei Vescovi, sede della mostra, è un luogo di grande rilevanza storica e culturale nato con l’obiettivo di valorizzare il ricco patrimonio archeologico e artistico della città. La singolare residenza del XIX secolo, situata nel cuore del centro storico, conserva preziosi manufatti che testimoniano la centralità di Canosa nella storia della Puglia ed è diventata nel corso dell’ultimo decennio un punto di riferimento per mostre ed eventi culturali di valenza nazionale.

Facciata del Museo dei Vescovi

Le parole del curatore

A raccontarci come è nata questa mostra è il curatore Sandro Sardella. «La mostra, concepita come un evento itinerante, parte da Canosa di Puglia per un semplice motivo: la collezione è composta in gran parte da opere appartenenti al collezionista canosino Gianni Pansini, alcuni pezzi sono invece di proprietà della Regione Puglia ceduti dallo stesso. Canosa è stata scelta come tappa inaugurale per promuovere la formazione culturale nelle comunità più piccole e per offrire un’opportunità di accrescimento collettivo». E specifica: «Le prossime sedi saranno annunciate a breve, con l’obiettivo di portare questo progetto a tutte le realtà che desidereranno ospitarlo a partire dal prossimo febbraio».

Continua Sardella: «I pezzi sono stati selezionati dallo stesso direttore scientifico Pansini che, conoscendo in maniera approfondita la cronologia evolutiva della fotografia e ogni singolo oggetto della sua collezione e della Regione, ha individuato le chiavi di lettura per fornire una sintesi di questo irripetibile percorso storico».

«Tra i pezzi più pregiati in mostra», conclude Sardella, «spicca il celebre Cinematografo dei fratelli Lumière, esposto per la prima volta in Puglia. Si tratta di un oggetto di straordinaria rarità, difficile da reperire e pressoché unico nel suo genere».

Le conseguenze dell’avvento della fotografia

L’avvento della fotografia nel XIX secolo trasformò profondamente il modo in cui gli artisti percepivano e rappresentavano il mondo. Molti pittori si avvicinarono a questa nuova tecnologia per la sua capacità di catturare rapidamente scene e dettagli da usare come riferimento, ma anche per sperimentarne le possibilità estetiche e tecniche.

La fotografia spinse i pittori a riconsiderare il ruolo della pittura, orientandosi verso l’espressione di emozioni e soggettività. Questo scambio tra le due arti favorì una contaminazione reciproca, con i fotografi ispirati dalla composizione pittorica e i pittori che esplorarono i confini dell’arte visiva attraverso la fotografia.

Le tappe della mostra

La mostra ripercorre i momenti fondamentali della storia della fotografia, partendo dal 1826 con la prima immagine fotografica di Joseph Nicéphore Niépce, inventore francese e autore della prima fotografia ricavata da una lastra di stagno, fino all’era digitale del XXI secolo.

Tra le tappe più significative, l’invenzione del dagherrotipo nel 1839, dal nome di Louis Daguerre che perfeziona il processo fotografico di Niépce con l’uso di lastre di rame argentate per la produzione di immagini uniche e non riproducibili, la calotipia, un processo di stampa che vede l’introduzione dei negativi, l’avvento della pellicola Kodak nel 1889, e l’arrivo delle fotocamere digitali negli anni ’80 e ’90.

Un esempio di dagherrotipo

L’evoluzione tecnologica è raccontata attraverso strumenti iconici e innovazioni che hanno rivoluzionato il modo di catturare immagini, rendendo la fotografia accessibile a tutti.

Le carte de visite in esposizione

Tra le innovazioni, le carte de visite introdotte nel 1854 da André Disdéri rivoluzionarono la fotografia commerciale, rendendo popolare il formato tascabile e collezionabile di ritratti fotografici, utilizzati sia come souvenir che come biglietti da visita personalizzati. Queste fotografie, economiche e popolari, divennero un fenomeno di moda collezionate in tutta Europa e America.

In questo momento storico, Disdéri trasformò la fotografia in un’industria. Il suo studio a Parigi, con oltre 100 dipendenti, produceva migliaia di ritratti al giorno e contava un archivio di 65.000 immagini. Oltre che imprenditore fu un innovatore, sperimentando tecniche su tela, porcellana e smalti, e progettando fotocamere a doppia lente.

Una grande esposizione…
… di carte de visite…
… introdotte da André Disdéri nel 1854

I primi dispositivi

Negli stessi anni si sperimentano dispositivi che consentono di visionare sia immagini e fotografie normali che stereoscopiche, ovvero coppie di fotografie che, messe a fuoco tramite due lenti, forniscono un effetto tridimensionale: il Grafoscopio e il Visore Stereoscopico.

Contemporaneamente l’ottico Carlo Ponti realizza il Megaletoscopio, un imponente visore ideato per ammirare stampe fotografiche arricchite da effetti di luce.

Il percorso si conclude con le prime macchine fotografiche e fotocamere come l’esemplare Underwood Instanto proveniente dallo stabilimento Brunswick Works di Birmingham.

Il Grafoscopio
Il Megaletoscopio
Fotocamera Underwood Instanto

Il periodo del pre-cinema, collocato tra il XVIII e il XIX secolo, rappresenta una fase di sperimentazione cruciale per lo sviluppo del linguaggio cinematografico. In un’epoca in cui arte, scienza e tecnologia iniziavano a convergere, furono sviluppati dispositivi ottici in grado di simulare il movimento e catturare la realtà visiva. Questo percorso di innovazione gettò le basi per l’invenzione del cinema moderno, ufficialmente attribuita ai fratelli Lumière nel 1895.

L’esposizione del cinema

L’esposizione mostra la storia del cinema dalle sue origini, evidenziando i principali sviluppi tecnologici e artistici, dalla camera oscura agli spettacoli dei fratelli Lumière.

Sala espositiva del cinema
In mostra tanti proiettori

La Lanterna Magica e il Prassinoscopio

Il percorso inizia con la Lanterna Magica, antenato diretto della proiezione cinematografica, che combinava didattica e intrattenimento grazie alla sua capacità di mostrare immagini statiche e in movimento. Utilizzata per istruire o affascinare con scene fantastiche, evolse nel tempo passando dalla proiezione di singole diapositive a effetti dinamici come figure in movimento. Le sue due o tre lenti consentivano di creare vedute dissolventi e suggestivi giochi di immagini.

La mostra prosegue con il Prassinoscopio, inventato nel 1877 da Émile Reynaud, un cilindro roteante che, grazie a un prisma a specchi e immagini sequenziali, crea l’illusione di movimento animato. Strumento pionieristico dell’animazione, continua a essere oggetto di studio nelle scuole ed è saldamente inserito nei libri di storia del cinema come simbolo dell’innovazione visiva dell’Ottocento.

Lanterna magica due lenti
Prassinoscopio

I fratelli Lumière

Tra Camere da ripresa e i primi Proiettori, si incontra il celebre Cinematografo dei fratelli Lumière, straordinaria invenzione che rivoluzionò il modo di raccontare la realtà, grazie all’ingegno visionario dei due fratelli che ne intuirono subito il potenziale. Uno straordinario apparecchio capace di riprendere e proiettare le immagini, che divenne in poco tempo un’attrazione di massa. Con questa loro nuova invenzione registrarono dieci film, che proiettarono per la prima volta di fronte a un pubblico pagante al Salon Indien du Grand Café di Parigi.

La Baker Bros Camera…
… una delle prime camera da ripresa provenienti da Los Angeles
Cinematografo Fratelli Lumière
Locandina Grand Café di Parigi

Ogni singola invenzione dedicata alla fotografia e al cinema, con la sua genialità e il suo impatto rivoluzionario, ha gettato le fondamenta di ciò che oggi utilizziamo con sorprendente facilità, ricordandoci che il progresso di ieri è il privilegio del presente. Ed è Canosa di Puglia a vantare per la prima volta l’opportunità di presentare questo eccezionale percorso tra fotografia e cinema.


Link Museo dei Vescovi:

https://www.museodeivescovi.it

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Nata a Canosa di Puglia, vive a Bari da circa 30 anni dopo una Laurea in Informatica e Comunicazione Digitale presso l'Università degli Studi di Bari.
Ha iniziato la sua carriera lavorativa come Web Developer per poi spostarsi nel settore geospaziale grazie al ruolo di Product Specialist per il mercato dei dati satellitari presso la società Planetek Italia.
Appassionata di enigmistica, faidate (ogni oggetto abbandonato, nelle sue mani riprende vita), natura, Spagna e Cammino di Santiago.

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