L’insurrezione di Matera: un episodio della storia che non può essere dimenticato

Matera

Matera

Durante gli ultimi giorni di permanenza dei tedeschi in città, la popolazione materana, sempre più esasperata dalle distruzioni, dai saccheggi e dai soprusi compiuti dagli invasori che si preparavano alla ritirata, si rese protagonista di atti di eroismo e di martirio per contrastare la violenza perpetrata dagli occupanti, sia nel centro urbano che nelle campagne, che causò rastrellamenti e numerose vittime innocenti. Splendido esempio di identità comunitaria e alto spirito umanitario, orientati ad affermare i valori di libertà e giustizia. Settembre 1943 – Matera.

Per queste motivazioni la città di Matera è stata insignita della medaglia d’oro al valor civile nel 2016, preceduta nel 1966 dalla medaglia d’argento al valor militare. Ma a quale avvenimento storico ci riferiamo?

La splendida città di Matera

Conseguenze dell’armistizio

Come già successo per raccontare le vicende di Bari, Barletta e Canosa, torniamo indietro al 1943 e in particolare ai giorni successivi alla firma dell’armistizio dell’8 settembre con gli anglo-americani, che di fatto dichiarava un cambio di schieramento da parte dell’esercito italiano da alleati dei tedeschi a nemici. Un cambio di rotta che fu affrontato con poca prontezza dalle autorità militari italiane, le quali non riuscirono subito a riorganizzare i presidi militari e a inviare truppe di supporto alle città in difficoltà invase dai nazisti.

Matera invasa dai tedeschi

Matera fu appunto una di queste città. Infatti dopo il proclama, il Palazzo della Milizia fu occupato dai soldati tedeschi appartenenti al Primo Battaglione della Prima Divisione Paracadutisti guidati dal maggiore Wolf Werner Graf von der Schulenburg. Questi disarmarono i fascisti presenti e presero possesso dei locali, trasformandoli in una vera e propria prigione per tutti quelli che venivano arrestati.

Per alcuni giorni, dopo aver posizionato mitragliatrici e armi per difendersi da un eventuale assalto da parte degli americani e gli alleati, le truppe tedesche iniziarono i rastrellamenti e le razzie in città, arrestando civili e militari e rinchiudendoli appunto nel Palazzo della Milizia.

La tensione in città salì giorno dopo giorno, fino a quando il 21 settembre, la situazione precipitò.

L’insurrezione di Matera

Quando già dalle campagne si sentivano arrivare rumori di spari ed esplosioni, in città un incontro fra soldati tedeschi e italiani si trasformò in tragedia e i primi persero la vita. La notizia subito mise in allarme i nazisti e i materani armati segretamente dal sottotenente Francesco Paolo Nitti, che aveva opportunatamente occultato alcune armi, iniziarono una vera e propria guerriglia per le strade cittadine. I tedeschi si erano trasformati da cacciatori in prede, ora erano braccati, venivano aggrediti anche dai cittadini male armati, come era capitato ad un ufficiale accoltellato mentre era dal barbiere.

La città si ribella all’invasore tedesco, per ore combatte strenuamente, con molto coraggio seppure con poche probabilità di vittoria.

I tedeschi in ritirata

I tedeschi che volevano creare più danni possibile prima di battere in ritirata, alle 17 attaccarono l’edificio della società elettrica per lasciare al buio la città e trucidarono 4 dipendenti senza che avessero alcuna colpa.

L’eccidio dei prigionieri

Poi pensarono bene di uccidere gli uomini tenuti prigionieri nel Palazzo della Milizia. Così minarono e fecero saltare l’edificio, con l’obiettivo di uccidere le 16 persone presenti fra le sue mura.

I nomi di alcune delle vittime

Dopo questo ulteriore insensato atto di crudeltà, le truppe naziste fuggirono nella notte dalla città, quando ormai gli alleati erano alle porte. All’alba del 22 arrivarono gli alleati ed entrarono in città accolti in festa dai materani.

L’insurrezione, seppur alquanto azzardata, aveva di fatto salvato la città. Con ogni probabilità se i tedeschi non fossero fuggiti, Matera sarebbe stata bombardata dal “fuoco amico” degli americani che puntavano a liberare il capoluogo ad ogni costo.

Un solo sopravvissuto

Quella stessa mattina fra le macerie del Palazzo della Milizia fu ritrovato uno dei prigionieri ancora in vita: Calderaro Giuseppe, di soli 21 anni originario di San Donato di Lecce, con gravi ustioni che gli ricoprivano il corpo.

Il cippo commemorativo a Matera

Un eccidio insensato che non poteva essere dimenticato, per ricordare le 15 vittime dell’esplosione, delle quali alcune addirittura ancora oggi sono rimaste senza nome, lì dove sorgeva il Palazzo della Milizia, a fianco ad alcuni stabili di edilizia popolare, è stato eretto un cippo commemorativo.

Il monumento è posto dove era prima il Palazzo della Milizia
Il cippo commemorativo rappresenta…
… un perpetuo monito contro…
… la follia della guerra

“Le vittime da insania di guerra”, emblematica e profonda è la frase incisa sulla pietra del monumento che nel ricordare i martiri sottolinea quanto la follia più grande dell’uomo è e sarà sempre la guerra.


Foto cippo commemorativo: Mario De Ruvo

Link Wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Insurrezione_di_Matera

https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Matera

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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