Monet in una suggestiva mostra: un viaggio nella bellezza dell’arte impressionista
Monet
Finalmente è giunta l’estate ed è tempo di viaggi e visite suggestive. Oggi la redazione di Bari e… ci porta in tour a Padova al Centro Altinate San Gaetano, dove sono esposte più di cinquanta opere di uno degli artisti più celebri della corrente artistica dell’impressionismo: Claude Monet (1840-1926).

La mostra ripercorre la carriera artistica di Monet, presentando alcune opere mai esposte dall’autore, divenute poi eredità del suo secondogenito Michel e oggi conservate al Musée Marmottan Monet di Parigi, che le ha prestate per questo evento. L’esposizione è organizzata in maniera originale: ai quadri si alternano stanze in cui vi sono proiezioni delle opere dell’artista in formato digitale, con un sottofondo musicale che permette allo spettatore di potersi immergere nell’opera a 360°: una vera e propria esperienza multisensoriale.
I ritratti di Monet
Il percorso inizia dai ritratti, come il Ritratto di Michel Monet con Berretto a pompon (1880) o La spiaggia di Trouville (1870) in cui è rappresentata l’amata moglie dell’artista Camille Doncieux in compagnia di sua cugina.
Questi dipinti dimostrano la dedizione e l’affetto dell’artista nei confronti dei legami familiari, ai quali sarà legato per tutta la vita.
Paesaggi esteri
Inoltre, l’artista viaggiò spesso all’estero, curioso di dipingere nuovi paesaggi con diverse luci e condizioni atmosferiche. Un esempio è il Paesaggio norvegese. Case blu. (1895) che raffigura delle casette di legno colorate presso Björnergaad (Oslo), in cui l’artista si cimenta nella difficile rappresentazione della neve dai riflessi rosa, blu, verde, marrone, giallo e rosso.

Un’altra città molto cara a Monet fu Londra, della quale l’artista dipinse molte vedute del Parlamento, tra cui: Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905). Il profilo del palazzo è quasi accennato nell’oscurità, non vi è traccia di vita se non nei riflessi di luce sull’acqua che sembrano quasi animarsi.

Le opere naturaliste
La parte finale della mostra presenta una serie di quadri raffiguranti elementi naturalistici accompagnati da un rilassante sottofondo di musica classica. I fiori del giardino a Giverny ricoprirono un ruolo importante per la pittura di Monet, che li dipinge in tutte le loro sfaccettature.
Un esempio sono le emerocallidi dai fiori rossi che si trovavano in prossimità del suo stagno. In questo quadro l’artista rappresenta il fiore in primo piano con il fusto e le foglie in movimento, in maniera tale da conferire maggiore dinamismo all’immagine.

Le ninfee di Monet
Ma l’emblema di Monet sono proprio le ninfee che l’artista amava dipingere per intere giornate, con diversi punti di osservazione, modificandole in base alle stagioni e agli effetti della luce del cielo che muta il colore dell’acqua nella quale questi fiori galleggiano.
In particolare nel quadro Ninfee. Riflessi di salice (1916-1919 c.) nello stagno si alternano ai riflessi verdi dell’albero quelli violacei del cielo, mentre nel dipinto Stagno delle Ninfee (1918-1919) il colore che predomina è l’arancione, segno del fatto che il quadro è stato probabilmente dipinto al tramonto nel periodo autunnale. È particolare notare come lo stesso soggetto, dipinto in due stagioni e con due luminosità diverse, abbia dato vita a due quadri completamente diversi.
Tra gli altri elementi naturali particolarmente significativi per l’artista vi è un albero, il salice piangente, che Monet aveva personalmente piantato sulle sponde del giardino acquatico a rappresentare la tristezza per la perdita della sua seconda moglie Alice e del secondogenito Jean. Nel dipinto Salice piangente (1918-1919) l’albero occupa quasi tutta la tela e con le sue fronde variopinte e in movimento sembra simulare i tumulti interiori dell’animo dell’artista e permette allo spettatore di lasciarsi coinvolgere in questo flusso.

Una mostra particolarmente riuscita: la disposizione dei quadri dal punto di vista cronologico permette allo spettatore di immergersi nella vita dell’artista, di sentire le sue emozioni e di vedere con i suoi occhi i meravigliosi paesaggi che tanto amava dipingere. I quadri saranno esposti fino al 14 luglio e, se non ci siete ancora andati, è un’occasione unica per poter ammirare l’intramontabile genio di Monet.
Link Centro Altinate San Gaetano Padova:
https://www.altinatesangaetano.it
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Martina Ragone è nata a Triggiano, ora vive a Verona dove insegna e fa volontariato. Si è laureata in lettere classiche alla triennale e in lettere moderne alla magistrale a Siena. Appassionata di cultura, poesia, arte e musica. Collabora con “In città” di Giovinazzo e ha diretto “Nero su Bianco”, il giornale della Cappella Universitaria di Siena.














