Storie di Puglia – San Nicola, la vedova di Bari e il ladro russo: due antiche leggende

Leggende

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Anche quest’anno come da tradizione, nel giorno in cui Bari festeggia il suo santo patrono, dedichiamo un articolo della nostra rubrica a san Nicola e alle sue tante leggende. Per i nostri racconti useremo gli scritti di due storici di eccezione, Nino Lavermicocca e padre Gerardo Cioffari. Riporteremo qui due leggende forse meno conosciute del santo: la vedova di Bari e il ladro russo.

Immergiamoci ora nelle leggende e torniamo indietro agli anni immediatamente successivi alla traslazione delle spoglie di san Nicola a Bari.

La leggenda della vedova di Bari

Nella città di Bari, viveva una giovane e bellissima donna, rimasta vedova, aveva rivolto tutto il suo amore al Signore e ai santi, in particolare a san Nicola a cui era particolarmente devota.

Di questa donna si era invaghito un chierico, di sangue nobile e di bell’aspetto. L’uomo si era dichiarato alla vedova ma la stessa lo aveva garbatamente rifiutato.

Non passò molto tempo che durante un pranzo che la donna offriva in occasione della festa di san Nicola, la vedova si ritrovò a rimproverare aspramente i chierici presenti per non aver dedicato e composto neanche un cantico in onore del santo.

Quando l’amante respinto venne a sapere dell’accaduto, pensò di poter usare la situazione a suo beneficio. Subito compose un cantico e con i suoi compagni, suonò e cantò a casa della vedova. La donna ne rimase profondamente colpita e:

[…] promise qualsiasi dono al chierico che avesse completato la liturgia in quel modo.

L’uomo si mise subito al lavoro e compose così un’opera giudicata da tutti bellissima.

Quando la vedova gli chiese quale ricompensa volesse per il suo mirabile componimento, il chierico rispose che pretendeva il suo amore.

Non bastarono lacrime, preghiere e colloqui per far desistere l’uomo, che vantava una promessa di compenso, di qualsivoglia natura, fatta pubblicamente.

Dopo mille trattative, alla vedova fu concesso solo un giorno prima di concedersi all’uomo.

La donna passò il giorno nella disperazione e di notte si distese vicino alla tomba del beato Nicola, pregandolo affinché intercedesse per salvarla da quello che considerava un disonorevole supplizio.

Arriva il santo

San Nicola non restò sordo alle sue preghiere e quella notte stessa, in vesti episcopali si presentò accanto al letto del chierico, che in preda alla sua foga lussuriosa non riusciva a prendere sonno.

Non lo degnò di una parola.

Lo prese per i capelli e lo tenne sospeso in aria, facendolo poi cadere. Successivamente, lo castigò con la frusta.

L’uomo nel panico e piangente chiese chi fosse e perché lo puniva così, solo allora il santo si rivelò:

Sono io, Nicola, che tu onori con le labbra, anche se il tuo cuore batte contro di me da quando hai corrotto le tue parole nella concupiscenza.

E dopo averlo vigorosamente rimproverato, gli intimò di porre riparo alle sue malefatte.

Poi scomparve.

Il peccatore, in preda al rimorso si alzò e andò sulla tomba del suo castigatore. Qui trovò proprio colei a cui aveva fatto tanto male, le raccontò ogni cosa e implorò il suo perdono.

La storia finisce con un lieto fine: la vedova che decide di costruire un monastero femminile e di iniziare vita monastica donandosi completamente a Dio.

San Nicola con scene della vita e dei miracoli (XIII sec.)

La leggenda del ladro russo

Di ben altro tenore è la seconda leggenda che oggi vi raccontiamo, questa volta infatti non ha come protagonista una devota donna di chiesa, bensì un malfattore della peggior specie.

C’era una volta un russo di nome Batjuška. Era un ladro con una lunga lista di malefatte alle spalle. Dopo aver commesso l’ennesimo furto a spese di un ricco signore, si diede alla fuga. Purtroppo per lui, la sua azione criminosa fu scoperta e gli uomini gli uomini del ricco signore lo inseguirono.

Corse a perdifiato nel bosco finché non si trovò ai margini del bosco. Davanti a lui si estendeva solo una steppa di due verste (poco più di due chilometri) di paesaggio senza alberi e nascondigli. Ormai, il suo destino era segnato.

In preda al panico, Batjuška cominciò a pregare e promise a san Nicola di accendere una candela da un rublo se lo avesse aiutato a trovare un riparo sicuro.

All’improvviso apparve un uomo anziano, costui gli suggerì di nascondersi nella carcassa di un animale morto, finché il pericolo non fosse passato. E così il ladro fece, soffrendo però amaramente per il puzzo di putrefazione che veniva dalla carcassa.

Quando i suoi inseguitori, dopo averlo cercato invano anche nella steppa, desistettero, Batjuška uscì dal suo putrido rifugio e ritrovò il vecchio saggio.

Il santo lo rimprovera

L’uomo lo guardò, gli ricordò la sua promessa e poi aggiunse ammonendolo:

[…] come per te, è stata irrespirabile l’aria puzzolente della carcassa, allo stesso modo per S. Nicola è irrespirabile il fumo che sale dalla tua candela. Nella preghiera non chiedere mai aiuto al Signore e ai suoi Santi per delle opere cattive, poiché il Signore non benedice le azioni cattive. Cerca di non dimenticare queste parole. Anzi riferisci anche a quelli che incontri di non pregare mai Dio per ottenere aiuto nelle cattive azioni!

E pronunciate queste parole di rimprovero, sparì davanti agli occhi dell’incredulo ladro.

Insomma, in entrambe le leggende san Nicola emerge come una figura autorevole e misericordiosa, capace di intervenire tanto in difesa degli innocenti quanto per richiamare i peccatori sulla retta via. Un santo vicino agli ultimi, ma anche custode inflessibile della giustizia, pronto ad ascoltare le preghiere di chi si trova nel bisogno.


Bibliografia:

  • Nino Lavermicocca, La nave dei miracoli, Edizioni di pagina, 2008, Bari
  • Gerardo Cioffari, San Nicola leggende e cronache russe, Centro Studi Nicolaiani della Basilica di S.Nicola, 1986, Bari

Link Basilica di San Nicola:

https://www.basilicasannicola.it

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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