Storie di Puglia – Barletta e La Freccia del Sud
la freccia
Il suo record sui 200 metri è rimasto imbattuto per ben 17 anni, sui 50 metri sembra fosse più veloce di un’auto sportiva di grossa cilindrata… sì come avrete immaginato oggi Storie di Puglia vi parlerà della storia dell’unico e solo Pietro Paolo Mennea, il campione olimpico originario di Barletta, soprannominato “La Freccia del Sud”.
Ma chi era Pietro Mennea?
Nato nel 1952 da una famiglia di modeste condizioni economiche, aveva tre fratelli e una sorella. Schivo e riservato, sin da ragazzo aveva dimostrato di possedere un enorme predisposizione per lo sport, tanto da giustificare la spesa di scarpe da gara che all’epoca costavano una fortuna. Trasferitosi a Formia fu allenato addirittura da Carlo Vittori ex velocista degli anni’50 e poi famoso allenatore di atletica.
La Freccia del Sud inizia la sua carriera
Iniziò presto la sua carriera internazionale e già nel 1971 nei Campionati Europei di Helsinki iniziò a collezionare la prima medaglia di bronzo in staffetta. Da quel momento, il suo medagliere iniziò a riempirsi in maniera impressionante di oro, argento e bronzo in particolar modo nelle specialità dei 100, 200 e nella staffetta 4×100 metri. Partecipò a ben 5 edizioni dei Giochi Olimpici ritirandosi solo nel 1988.
Abituati a vedere atleti dal fisico statuario quasi perfetto, sembra quasi impossibile pensare che quest’uomo dall’altezza normale di 1,78 metri riuscisse a superare atleti dalla falcata molto più ampia della sua. Aveva una partenza considerata dai tecnici “più lenta” ma quando prendeva velocità il suo sprint era tale da sbaragliare la concorrenza, la sua forza di volontà lo poneva quasi sempre in testa alla gara.
I suoi record
Affrontò 528 gare e ha ottenuto il primato del mondo nei 200 metri a Città del Messico nel 1979 con il tempo di 19″72 che, come dicevamo inizialmente, durò ben 17 anni finché Micheal Johnson non fece un record migliore nel 1996 e detenne inoltre il record italiano sui 100 metri con il tempo di 10”01 fino al 2018. Fra le tantissime medaglie d’oro nazionali e internazionali, la più prestigiosa e spettacolare fu quella presa nel 1980 sui 200 metri piani alle Olimpiadi di Mosca, quando all’ultimo momento Pietro superò il campione britannico Allan Wells, aggiudicandosi il gradino più alto del podio.

Il ritiro dallo sport agonistico
Quando nel 1988 si ritirò dallo sport agonistico, ci sarebbe da immaginare che il nostro Pietro si sia ritirato a vita privata, godendosi il meritato riposto e invece no.
Per uno come lui che era stato sempre pronto a correre, a muoversi, a lottare con tenacia per aggiudicarsi il traguardo, non poteva esserci il semplice riposo.
Non solo sport per La Freccia del Sud
In quegli anni di allenamenti massacranti, Mennea aveva trovato il tempo di prendersi ben 4 lauree: la prima in scienze politiche, a seguire giurisprudenza, scienze motorie e sportive e infine lettere. Si era anche sposato nel 1996 con l’avvocato Manuela Olivieri.
Così per non farsi mancare nulla, si tuffò in politica, tagliando un altro importante traguardo e diventando Eurodeputato. Fra le tante attività che fece in quegli anni, fondò anche un’onlus di carattere filantropico “Fondazione Pietro Mennea”.
La fine della corsa
La sua corsa purtroppo finì prematuramente nel 2013 a causa di un tumore al pancreas e fu sepolto a Roma.
La città di Barletta non ha però mai dimenticato il “figlio campione” e ha dedicato a Mennea, un velocista che è diventato un vero e proprio esempio per tutte le successive generazioni di atleti italiani, il lungomare a nord.
Link Fondazione Pietro Mennea:
https://www.fondazionepietromennea.it
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.