Se la scuola fa rivivere il “museo a cielo aperto” dell’Italia – Il libro di Maurizio Triggiani
Maurizio Triggiani Carichi di Meraviglie
Maurizio Triggiani, Carichi di meraviglie. Scuola & patrimonio, EDIPUGLIA, Bari 2021
Raramente capita di leggere un saggio sulla scuola scritto da chi la scuola veramente la ama e la vive. “Carichi di meraviglie. Scuola & patrimonio”, scritto dal prof. Maurizio Triggiani, è uno di questi. E la sorpresa è particolarmente piacevole per una serie di motivi che qui cercherò brevemente di illustrare.
Innanzitutto perché da questo libro emerge la notevole competenza dell’autore non solo nel campo della storia dell’arte, ma anche in quello meno scontato, eppure indispensabile, dell’intelaiatura giuridico-istituzionale dell’Istruzione pubblica italiana. Le principali fonti normative, accuratamente esplicitate e commentate, aprono al docente l’orizzonte di tante possibili collaborazioni della Scuola con gli altri enti pubblici, in primis con il Ministero della Cultura in tutte le sue articolazioni territoriali. Prospettiva interessante per evitare che la scuola diventi inconsapevolmente un “museo a cielo aperto” (splendida espressione coniata dall’autore) di se stessa.
Il secondo motivo per cui questo saggio merita di essere letto, certamente il più importante in prospettiva assiologica, è legato alla valorizzazione dell’apprendimento quale processo di coinvolgimento attivo degli studenti attraverso il contatto e l’esperienza diretta dei beni artistici.
L’autore parte dalla condivisione della profonda amarezza provata nel corso di una gita scolastica a Perugia: lo stupore per il totale disinteresse dei suoi alunni tredicenni per quel capolavoro dell’arte mondiale che è la Fontana Maggiore. Da ciò lo sprone a interrogarsi su come coinvolgere i ragazzi nell’entusiasmante viaggio alla scoperta del nostro patrimonio. Lungi da ogni retorica, in vista di questo ambizioso obiettivo, Triggiani entra nel pratico e ripercorre alcuni laboratori e progetti da lui ideati, con risultati interessanti.
Il terzo e illuminante motivo per cui consiglio la lettura del saggio è la sapiente e accattivante capacità dell’autore di mostrare come si possono felicemente contaminare tra di loro diversi linguaggi culturali, in particolare arte e letteratura. Un esempio: la realizzazione del fumetto “Voci dalla cattedrale”, incentrato sulla storia della città di Bari.
Ma il libro è pieno di tante brillanti idee e applicazioni pratiche di questa intuizione.
Il quarto ed ultimo motivo è che questo libro si presenta come un accorato invito a esplorare e amare la bellezza che anima il nostro territorio. Basti solo pensare a quel gioiello archeologico, purtroppo sconosciuto ai più, che è Balsignano, studiato direttamente da lungo tempo dal Triggiani.
L’unico punto che meriterebbe ulteriore approfondimento, a mio modesto parere, è una riflessione sulla collaborazione interdisciplinare con i docenti di religione cattolica, fondamentale per collocare in un corretto orizzonte teologico-culturale tutte le opere di arte sacra, che costituiscono una cospicua parte del patrimonio culturale italiano. Solo un suggerimento all’autore, da cui ci aspettiamo ulteriori pregevoli lavori come questo, che indubbiamente rappresenta una prima originale e indispensabile escursione nel mondo della didattica italiana tutto ancora da esplorare.

Pierpaolo Favia, laureato in scienze religiose, insegna religione nella scuola primaria. È presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Filo del discorso” e membro del Tavolo Laudato Si’ dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto e dell’Èquipe “Giustizia, Pace e Integrità del Creato” della provincia dei Frati Minori “San Michele Arcangelo” di Puglia e Molise.