L’europeo è un “clandestino alla rovescia”: l’inclusione “invertita” di Gianni L’Abbate
Gianni l'Abbate - Il sale in gola
Gianni L’Abbate, Il sale in gola, Paginaria Edizioni
Nuova prova letteraria per Gianni. Una narrazione appassionata. Fatti, tempi, luoghi si affollano per dare senso ad una vita vissuta quasi borderline, ma senza oltrepassare il limite della godibilità e del “lieto fine”.
Vicenda appassionante e si potrebbe credere autobiografica, ma che tale non è, e non sappiamo quanto Gianni vi abbia trasmesso della sua storia e del suo vissuto.
Gianni, come lo conosciamo, ne ha fatte tante – intendiamoci tutto in regola – e ne continua a fare, felice della sua effervescente vitalità. Non sarà la vicenda narrata autobiografica, ma pienamente compatibile con il suo carattere umorale, sempre tendente all’ottimismo, al sorriso, alla empatia.
Tutto riversato ne Il Sale in Gola, con accenti anche drammatici, a volte, ma poi risolti nella dinamica della narrazione che scivola e scorre rapida, tanto che non ci si accorge di essere giunti alle ultime battute, al finale.
Pugliese, ma con ascendenze sarde, ha trasfuso luoghi e immagini di terre distanti, ma pur sempre mediterranee, e dobbiamo ricordare il suo precedente La Locomotiva a Vapore, con la sua ambientazione “isolana”. Ma questo nuovo lavoro tuttavia ci trasporta altrove e ci consente di ritrovare nell’altrove medesimi luoghi, medesime ambientazioni, a suggerire che è dopotutto l’uomo l’artefice della propria vita, del suo destino, ovunque stabilisca la sua dimora, anche e nonostante l’aggressione di circostanze avverse, in paesi lontani e diversi da quelli che erano stati le sue radici.
Un punto anche alla pregevole cura editoriale e un auspicio di adeguata distribuzione, in questi tempi troppo oppressi dalla invasione di altri strumenti di accesso alla lettura.
Il protagonista: un uomo in perenne soggezione del caso, attonito e incapace di giustificare i continui fallimenti, anche il tentativo estremo. La storia surreale, di un suicidio fallito.
Un romanzo di formazione all’incontrario. È un lungo flashback esteso a una molteplicità di situazioni, di luoghi, di tempi, di epoche, di persone e personaggi.
Formazione e resurrezione, rinascita. Una nuova personalità, una nuova identità, una nuova nazionalità.
Ci colpiscono, al di là della narrazione della vicenda del protagonista, un novello personaggio pirandelliano, le accurate descrizioni di luoghi: una cartolina di territori noti della nostra Puglia, ma pure forestieri, esotici, tanto da farci credere che Gianni li frequenti e li percorra con avventurosa curiosità.
Una storia quindi anche di inclusione, laddove un “europeo” si trasfigura in un “clandestino alla rovescia”.
Eugenia Vantaggiato
Già Dirigente del Ministero della Cultura
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