“Frammenti di Murgia”, la prima guida per pensare, desiderare e scoprire l’anima del Parco Nazionale dell’Alta Murgia

Frammenti di Murgia

Frammenti di Murgia

Ah, ma dai, non lo sapevo!” È questa una delle espressioni che più ho usato leggendo i racconti presenti in “Frammenti di Murgia”, il volume edito da SECOP Edizioni che ha raccolto i lavori di diversi autori che hanno deciso di raccontare la Murgia a modo loro.

Come si fa a raccontare un libro di racconti? Non si può, non ci si riesce, non è un romanzo di cui si può accennare la trama, o un saggio dal quale carpire qualche insegnamento da condividere.

Un libro di racconti è una raccolta di emozioni, ed è esattamente ciò da cui si sono fatti trasportare gli autori di questa raccolta, che hanno raccontato non solo un’esperienza ma anche la storia che li lega a un territorio incredibile e da scoprire.

Chi sono questi autori? Persone, esperte, titolate, che conoscono davvero il territorio, ovvero le venti Guide ufficiali del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Venti voci, quindi, tutte diverse tra loro, che hanno deciso di condividere quella che più che un’esperienza appare come una piccola missione: raccontare non solo di un luogo, ma anche di tutto ciò che quel luogo ha rappresentato e continua a rappresentare anche oggi.

Venti occhi luminosi e ispirati che con un importante bagaglio di esperienza acquisita sul campo, hanno permesso anche a chi non lo conosce, o a chi lo conosce poco, di scoprire questo territorio meraviglioso, raccontandolo da un punto di vista un po’ diverso da quello solito.

Chi, ad esempio, sapeva dell’esistenza dello Jazzo del Demonio? Chi ha mai incontrato un lupo nella zona di Bosco Quarto? Chi era a conoscenza della presenza di un laghetto in piena Murgia? Chi ha avuto la possibilità di viaggiare indietro nel tempo con una sola passeggiata? Qualcuno sapeva che sulla Murgia è possibile incontrare specie di animali, di piante e di fossili che non ci sono altrove? E, chi, invece, ha coronato il proprio sogno d’amore scegliendo come sfondo di un matrimonio la chiesa di San Michele, costruita sulla roccia e posta su una terrazza considerata “il balcone delle Puglie”?

Esperienze molto diverse tra loro, quindi, messe a disposizione dei lettori che possono avere così accesso a un mondo tutto da scoprire.

E, leggendo questo volume, non si arriva unicamente alla scoperta di luoghi sconosciuti o noti solamente a pochi eletti, ma è forte la sensazione che questa rivelazione riesce a regalare e, soprattutto, c’è il piacere della condivisione, di permettere che la visita di questi spazi diventi un’esperienza che tutti possono fare, estesa a ognuno di noi e felicemente partecipata da chi ha deciso di scriverne.

Frammenti di Murgia” si può tranquillamente definire, quindi, come scrive Onofrio Pagone nella sua introduzione, una guida. Un vademecum singolare che, senza dare consigli o precise indicazioni, racconta i luoghi attraverso sensazioni personali, episodi capitati agli autori, ricordi, aneddoti e curiosità che è un piacere leggere.

Il volume, corredato dai disegni di Rocco Labadessa, è uno di quel libri da sfogliare quando si ha voglia di guardare e di leggere qualcosa di bello. Ci sono informazioni utili ma mai noiose, e questo è sicuramente uno dei punti vincenti: aver creato una guida che non vuole insegnare nulla, ma solo condividere, aiutare chi vuole saperne di più o chi, come molti, si avvicina ad un territorio sconosciuto con una curiosità che va alimentata con garbo e non scoraggiata da chi invece la conosce a fondo.

Le storie raccontate sono il più arguto incentivo per invogliare tutti coloro a visitare per la prima volta la Murgia, o a ritornarci per chi l’ha conosciuta in maniera superficiale, non si era mai fatto troppe domande e non aveva ancora assaporato i suoi odori e colori.

Impossibile citare tutti i racconti, ognuno capace di suscitare curiosità e scatenare riflessioni. Positivo il fatto che a scriverli siano state persone di età ed esperienze così diverse tra loro: il lettore troverà le sensazioni a lui più congeniali in storie e curiosità, in cui perdersi sorridendo ed esclamando ad alta voce: “ma pensa!”, o “… e chi lo avrebbe mai detto!”, “ma davvero?”. Insomma in tutto in quelle storie che è un piacere leggere, conoscere, ricordare.

Bravi gli autori. Hanno fatto ciò che scrittura e lettura dovrebbero sempre riuscire a fare: portare il lettore a pensare, desiderare, scoprire!


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