Via padre M. Kolbe a Japigia: la strada dedicata al santo martire di Auschwitz
Kolbe
Nella nostra ricerca riguardante i personaggi illustri ai quali sono dedicate le strade di Bari, ci conduce oggi nel quartiere Japigia. Siamo in via padre Massimiliano Kolbe, questa strada a forma di “T” ospita, fra i suoi palazzi, il celebre teatro Abeliano. La targa della strada non ci fornisce molte informazioni su questo personaggio se non la data di nascita e di morte 1894-1941, scopriamo dopo una rapida ricerca che il “padre” di cui si parla è un santo, beatificato il 17 ottobre 1971 da papa Paolo VI e canonizzato il 10 ottobre 1982 da papa Giovanni Paolo II.
Come sempre, avidi di sapere ci immergiamo nello studio della vita di questo santo contemporaneo e delle sue imprese.

Padre Massimiliano Kolbe
Rajmund Kolbe nasce a Zduńska Wola, in Polonia nel 1894 e cresce in una famiglia cristiana. Da giovane ha una visione della Madonna che lo spinge verso la vocazione religiosa. Appena 16enne entra nei Frati Minori Conventuali dove veste l’abito di novizio e assume il nome di Massimiliano. Nel 1911 inizia la professione semplice ed è inviato a Cracovia. In seguito per completare i suoi studi si sposta a Roma, dove si laurea in filosofia e teologia.

Purtroppo nella capitale contrae la tubercolosi, malattia dalla quale non guarirà mai; nel 1918 è finalmente ordinato sacerdote.
La Milizia dell’Immacolata
Fonda la Milizia dell’Immacolata fondata nel 1917, movimento mariano dedito all’evangelizzazione. Tornato in Polonia, prova a insegnare ma le sue condizioni di salute non glielo permettono, così trova l’alternativa di diffondere la dottrina tramite i mezzi di comunicazione: nel 1922 avvia la rivista Il Cavaliere dell’Immacolata, che raggiunge, per l’epoca, tirature altissime.
Nel 1927 fonda nei pressi di Varsavia un convento chiamato Niepokalanów, la “Città dell’Immacolata”, un grande centro francescano con tipografia e seminario, che alla vigilia della guerra contava centinaia di religiosi e una vastissima attività editoriale.
Animato da una fede incrollabile e da un grande spirito missionario, nonostante le sue condizioni di salute precarie, viaggia per il Giappone dove nel 1930 fonda un convento a Nagasaki e pubblica l’edizione locale della sua rivista: Mugenzai no Seibo no Kishi. Visita anche l’India per una possibile nuova fondazione. Ritorna in Giappone dove fonda anche un seminario.
Rientrato in Polonia, consegue la licenza di radioamatore e tramite lo strumento della radio continua la sua missione apostolica.

La guerra
Allo scoppio della guerra e a seguito della successiva invasione tedesca della Polonia nel 1939, Niepokalanów diventa rifugio per migliaia di profughi, tra cui molti ebrei.
Padre Massimiliano è arrestato dai nazisti nel 1939 e rilasciato dopo tre mesi. Nel 1941 è nuovamente arrestato e questa volta deportato ad Auschwitz.
Qui, gli viene assegnata la matricola 16670 e, per spezzare il suo animo, è assegnato ai lavori più duri, fra questi il trasporto dei cadaveri dei prigionieri uccisi.
Ma questo non piega l’animo del sant’uomo che continua a essere un sostegno per i suoi compagni di prigionia, riuscendo perfino a celebrare la messa di nascosto, in quel luogo dove ogni fede e pietà sembra dimenticata.
Il sacrificio di padre Massimiliano
Alla fine il prezzo della sua fede è l’estremo sacrificio.
Nel luglio 1941, a causa della fuga di un prigioniero, per rappresaglia i soldati, decidono di scegliere 10 uomini da chiudere in una baracca e farli morire di fame.
Una sorte atroce alla quale potrebbe sottrarsi, se non decidesse, in un encomiabile atto di altruismo, di sostituirsi a un padre di famiglia, scelto come vittima. Padre Massimiliano va volontariamente incontro al martirio.
Passano due settimane nella baracca, ma grazie alla sua fede, lui e altri 4 uomini sono ancora vivi, quando la baracca viene riaperta. Sorpresi e indispettiti dalla scoperta, i nazisti il 14 agosto 1941 finiscono i prigionieri, ormai agonizzanti, con un’iniezione di acido fenico.

L’opera continua e la canonizzazione di padre Kolbe
La sua azione di diffusione della spiritualità mariana nel mondo, che segnò tutta la sua vita, e il suo martirio sono da allora di ispirazione per tutta la cristianità e la Milizia dell’Immacolata, fondata da padre Massimiliano nel lontano 1917, prosegue ancora oggi la sua missione evangelizzatrice in tutto il mondo.
Il decreto del 25 marzo 1983 della Sacra Congregazione per i Sacramenti e il Culto Divino ha stabilito che la Chiesa lo celebra nel giorno della sua morte il 14 agosto. È considerato il santo protettore dei radioamatori.
La denominazione della strada è stata decretata con delibera consiliare del n. 316 del 7 aprile 1969, è quindi precedente alla beatificazione e alla canonizzazione del 1982 ed è probabilmente per questo che sulla targa compare solo “padre M. Kolbe” e nessun riferimento al titolo canonico.
Ancora oggi quell’anonima targa nel quartiere Japigia racconta una storia di coraggio estremo e resta come memoria viva per continuare a scuotere le coscienze.
Link Milizia dell’Immacolata:
http://www.miliziaimmacolataitalia.it/
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.


