Via Elia del Re: storia, curiosità e misteri del matematico e astronomo barese
Elia
Il nostro viaggio fra le strade di Bari, oggi ci porta nel quartiere Carrassi dove la nostra curiosità riguardo alle personalità che danno il loro nome alle strade cittadine, ci spinge a cercare notizie su un personaggio brillante ma controverso: padre Elia del Re.
La strada a lui dedicata parte da Strada Vicinale Vasallo, cambiando nome dopo solo un isolato in via Osvaldo Marzano.
Padre Elia del Re
Ma chi era Elia del Re?
Nato a Bari nel 1654, Elia entrò a 16 anni nell’Ordine dei Carmelitani e si distinse per il suo talento nelle scienze.
Elia costruì la sua enorme fama grazie al suo sapere multidisciplinare, non era solo un matematico ma anche un architetto e un astronomo.
Nel 1697 scrisse Aritmetica e Geometria prattica, la sua opera più nota. Ma se si pensa che fosse solo un freddo trattato di matematica, ci si sbaglia. Fu infatti considerato un manuale pratico pensato per mercanti, tecnici, amministratori, capace di integrare matematica, contabilità, agrimensura e principi di architettura. Il volume fu addirittura ristampato più volte, cosa alquanto anomala per l’epoca, e questo gli garantì un enorme prestigio internazionale con vari riconoscimenti dalla corte spagnola e da altre accademie europee.

Parliamo però di un periodo storico in cui scienza e astrologia convivevano senza veri e propri limiti delineati e il frate oltre alle materie scientifiche coltivò con rigore anche l’astrologia.
L’astrologia e i pronostici
Usando lo pseudonimo di Parmena, l’aratore dei cieli, pubblicò numerosi Discorsi astrologici, con pronostici annuali. E i suoi problemi arrivarono proprio a causa di uno di questi pronostici.
Nel 1700, previde:
[…] la morte di un gran Principe come quella di un gran Vecchione.
Di lì poco Carlo II di Spagna e papa Innocenzo XII morirono e in tanti trovarono somiglianze con con quanto da lui scritto. Questo lo portò a uno scontro con la Chiesa che lo fece arrestare con l’accusa di aver coltivato l’astrologia giudiziaria, disciplina proibita dalle bolle papali e considerata superstiziosa.
Fortunatamente Elia non aveva solo una mente brillante ma era dotato anche di un’ottima dialettica e riuscì a scagionarsi sostenendo il fondamento matematico delle sue analisi.

Pur avendo evitato la condanna, gli fu imposto di non continuare le sue pubblicazioni. Elia però non seguì quest’ordine e già nel 1702 a causa di una previsione sbagliata, riguardante un terremoto a Napoli che fortunatamente non avvenne mai, si ritrovò nuovamente nei guai. Anche questa volta l’astuto padre riuscì a schivare una condanna ma la Curia per evitare altro imbarazzo e polemiche lo trasferì come priore al convento carmelitano di Ottajano (nel 1933 il comune cambia nome e diventa Ottaviano), alle pendici del Vesuvio.
Il trasferimento vicino Napoli
Nel convento si occupò della gestione della struttura e osservò le tradizioni e le storie del folklore locale, come il racconto che conferiva alla Madonna del Carmine il miracolo di aver bloccato la lava, proveniente dal Vesuvio, prima che giungesse in paese.
A Ottajano, Elia del Re muore il 10 ottobre 1733.
Allo studioso sospeso fra razionalità scientifica e astrologia, la città di Bari con deliberazione consiliare n. 725 il 13 aprile 1976 ha attribuito una strada.
Link Stradario della città di Bari:
https://www.comune.bari.it/-/stradario-ufficiale-della-citta
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.


