Via Archita: la strada dedicata al grande filosofo, scienziato e stratega di Taranto

Immagine di Archita di Taranto

Oggi siamo nel quartiere Japigia e mentre passeggiamo osserviamo con attenzione la targa sul muro della strada: via Archita. Nessun’altra informazione è fornita al passante. Il nome ci è noto dagli anni della scuola. Così tornati in redazione, recuperiamo qualche nozione su questo personaggio. Archita di Taranto (sì non era barese!), non fu soltanto un filosofo o un matematico e rappresenta una figura straordinaria della Magna Grecia. Un uomo capace di unire pensiero, scienza, politica e innovazione tecnologica in un’unica personalità.

Via Archita…
… nel quartiere Japigia

La vita di Archita

Nato a Taranto intorno al 428 a.C., Archita apparteneva alla scuola pitagorica, ma non si limitò a quello che gli era stato insegnato e contribuì all’evoluzione delle conoscenze dell’epoca perché sostanzialmente non si limitò alla speculazione teorica ma cercò applicazioni pratiche delle conoscenze scientifiche, tanto da essere in seguito tradizionalmente considerato il fondatore della meccanica razionale.

La sua fama, tuttavia, come scrivevamo sopra, non deriva solo dai suoi studi ma anche dal fatto che fu un importante uomo di Stato della Magna Grecia. Eletto stratego di Taranto per ben sette volte, un fatto eccezionale per l’epoca e praticamente un unicum nel suo genere, guidò la città, portandola al suo massimo splendore politico ed economico. Rafforzò l’esercito e la flotta, ampliò i commerci con il Mediterraneo, promosse l’agricoltura e favorì opere pubbliche che resero Taranto la principale potenza dell’Italia meridionale greca.

Riteneva che il sapere dovesse essere utile alla comunità e che una buona amministrazione dovesse garantire pace tra i cittadini e una più equa distribuzione delle ricchezze, favorendo il bene comune. Insomma, un uomo vissuto diversi secoli fa ma con una visione molto moderna della vita politica e sociale.

Le discipline e le invenzioni

Studiò matematica, astronomia, musica, acustica e fisica, contribuendo notevolmente allo sviluppo di queste discipline. Fu tra i primi studiosi a considerare le diverse materie come parti di un sapere organizzato, concetto che sarà ripreso nel quadrivio medievale.

La tradizione gli attribuisce anche alcune invenzioni per l’epoca a dir poco straordinarie. La più celebre è la Colomba di Archita, un automa in legno che, sfruttando la pressione dell’aria, secondo la tradizione era capace di librarsi in volo.A lui viene inoltre attribuita l’invenzione della raganella e addirittura, alcune fonti non confermate, gli conferiscono la creazione della carrucola prima di Archimede.

Archita fu amico di Platone e quando il filosofo ateniese rimase travolto dalle vicende politiche di Siracusa, fu proprio il prestigio del tarantino a favorirne la liberazione.

Il busto di Archita

Per Archita il sapere non nasceva dall’isolamento, ma dalla collaborazione e dal confronto tra studiosi. Conoscere significava imparare dagli altri e proseguire insieme sul cammino della ricerca, un principio che anticipa l’idea contemporanea della scienza come patrimonio condiviso.

Il naufragio e la sepoltura di Archita

La tradizione vuole che perse la vita in un naufragio intorno al 360 a.C. davanti alle coste del Gargano e come riporta il poeta Orazio nelle sue Odi fu sepolto nei pressi di Matinum, l’attuale Mattinata.

Te maris et terrae numeroque carentis harenae

mensorem cohibent, Archyta,

pulveris exigui prope litus parva Matinum

munera, nec quicquam tibi prodest.

In sintesi, Archita era uno scienziato, un filosofo, un politico e un inventore capace di immaginare macchine straordinariamente avanzate per il suo tempo. Vista la sua importanza, per rendergli omaggio, l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) gli ha dedicato un cratere della luna, e nel suo piccolo, anche la città di Bari gli ha attribuito la denominazione di una strada con delibera commissariale n. 616 del 4 aprile 1958.


Link Treccani Archita:

https://www.treccani.it/enciclopedia/archita-di-taranto_(Enciclopedia-Italiana)

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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