Teatro Piccinni di Bari: la vera storia del nome scelto solo alla terza proposta

Piccinni

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La città di Bari è stata terra natia di tanti nomi illustri dalla musica alla cultura, la notorietà di questi personaggi ha spesso superato i confini della regione divenendo famosi in tutto il mondo. Fra questi nomi celebri è impossibile non ricordare quello del compositore Niccolò Piccinni (1728-1800) che ha lasciato dietro di sé un’enorme eredità musicale. In corso Vittorio Emanuele è presente una statua che ricorda il celebre compositore e praticamente dall’altro lato della strada c’è il teatro a lui dedicato. Sembra quasi una scelta scontata che le autorità cittadine abbiano scelto il nome di questo celebre personaggio per il teatro. Questa però è la teoria, in realtà le cose non sono andate affatto così e il nome del celebre musicista rappresentò soltanto la terza opzione scelta per il teatro, approvato nel gennaio 1855 dopo poco più di tre mesi dalla sua inaugurazione dell’ottobre del 1854.

Statua di Piccinni

Il primo teatro

Partiamo dall’inizio della storia, il teatro utilizzato precedentemente era quello di Palazzo del Sedile.

Quando non aveva più funzione di ospitare il Comune, il palazzo dal 1804 fu usato come teatro, negli anni 20 del 1800, fu anche venduto insieme ad altri locali proprio con lo scopo di costruirne uno nuovo, ma il nuovo progetto non andò subito in porto e il Collegio Decurionale lo prese in affitto dai nuovi proprietari, i fratelli Fiore, per continuare a usarlo come teatro.

Le cose cambiarono quando un terremoto rese instabile la struttura e nel 13 luglio 1835, dopo che la sala fu fatta sgomberare per timore di un crollo, l’amministrazione iniziò a pensare seriamente di mettere su un nuovo teatro.

Il progetto per il nuovo teatro fu presentato nel 1836 e la costruzione dello stesso iniziò 4 anni dopo. I lavori continuarono per 14 anni fino al 1854. A quel punto però bisognava attribuirgli un nome. Il sindaco Antonio Carrassi propose, nella seduta decurionale del 4 giugno 1854, di intitolarlo alla regina Maria Teresa d’Asburgo, seconda moglie di Ferdinando II, re delle Due Sicilie.

Real Teatro Maria Teresa

Il nuovo edificio avrebbe quindi preso il nome di “Real Teatro Maria Teresa”. Chiaramente, questo proposito era molto gradito ai politici locali e per nulla ai cittadini che erano dell’opinione di dedicarlo a Niccolò Piccinni. Intanto la richiesta fu mandata a Napoli. L’intendente di Bari il marchese Luigi Ajossa che sperava con questo gesto di ingraziarsi i favori della corte, attendeva con trepidazione la risposta, mentre la data di inaugurazione, si avvicinava senza alcun cenno di riscontro da Napoli.

L’inaugurazione avvenne senza nominazione ufficiale del teatro e quando la risposta finalmente arrivò, il pomeriggio del 3 ottobre, fu assolutamente negativa.

Interno del teatro

La regina non voleva che il suo nome fosse associato a un edificio “di uso profano”.

Dal “Teatro del Municipio” al “Teatro Piccinni”

Dopo aver inghiottito “l’amaro rospo”, il consiglio decurionale si riunì nuovamente l’8 gennaio del 1855 e decise per il nome generico di “Teatro del Municipio”.

Chiaramente, questa designazione poco fantasiosa non piacque a nessuno e, dopo poco più di 2 settimane, il 23 gennaio il consiglio si dovette riunire nuovamente per trovare un nome adeguato al “novello teatro”.

Finalmente, l’amministrazione barese ricordò che la città aveva dato i natali a quel famoso compositore, che con le sue opere tanta bellezza aveva donato al mondo, e decise di nominare il nuovo edificio “Teatro Piccinni”, come tanti cittadini avevano richiesto sin dal primo momento.

Facciata del Teatro Comunale Piccinni

Insomma, la morale della storia è questa: se i consiglieri avessero subito prestato ascolto alla voce dei cittadini baresi probabilmente si sarebbero evitati uno “sprezzante” e cocente rifiuto da parte dell’aristocrazia e soprattutto tanto lavoro.


Bibliografia:

Vito Antonio Melchiorre, Storie baresi, Levante Editori, 2010, Bari

Link Wikipedia Teatro Piccinni:

https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Piccinni

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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