Onore, ribellione e vendetta nella Bari medievale
Bari
Tanti sono gli avvenimenti e le storie che costellano il passato di Bari, i baresi si sono sempre dimostrati dei fieri combattenti ma non sempre questo coraggio è stato ripagato con la giusta misura. Alcuni invasori si sono dimostrati rancorosi e spietati, fra tutti emerge prepotentemente la figura di re Ruggiero II di Sicilia (1095-1154). Abbiamo già raccontato della spietatezza di questo re normanno quando abbiamo parlato delle vicende che coinvolsero nel 1131 il principe Grimoaldo degli Alfaraniti (o Grimoaldo Alferanite) a cui il Comune di Bari ha dedicato una strada, ma le vicende del 1139 sono ancora più sinistre.

Prima di parlare delle discutibili decisioni di questo personaggio, bisogna brevemente spiegare il contesto politico conflittuale di quegli anni.
Ruggiero II
Ruggiero II si era fatto coinvolgere nello scisma della Chiesa del 1130, schierandosi dalla parte dell’antipapa Anacleto II. Questo lo pose in contrasto con il papa Innocenzo II, successore di Onorio II, e con l’imperatore del Sacro Romano Impero Lotario II.
Il Meridione che mal sopportava il sovrano era insorto sotto la guida di Rainolfo (o Rainulfo) di Alife, della famiglia Drengot, che riuscì a sconfiggere e a scacciare temporaneamente Ruggiero II.
Il nuovo duca
Rainolfo, nuovo duca di Puglia (titolo conferito dall’imperatore Lotario II), cercò di fortificare il territorio in vista di un ritorno di Ruggiero, che divenne imminente con la morte dell’imperatore Lotario nel 1137 e dell’antipapa Anacleto II nel 1138. Elesse come principe un certo Giaquinto e lasciò a difesa della città quattrocento soldati scelti, per poi proseguire la sua opera di rafforzamento delle difese anche in altre città della Puglia.
Arrivò il momento dello scontro e sebbene Rainolfo risultò vincitore nella prima battaglia a Rignano, ma “all’altra fu superato in maniera che, all’avviso della sua rotta, tutti i luoghi si renderono al Re”.
Tutte le città della Puglia si arresero a parte Bari, Troia, Canosa, Melfi, Trani e poche altre. Per salvare il suo nome, divenne quindi essenziale per Ruggiero riprendere il controllo delle città ribelli.
Per sua fortuna, le cose volsero al meglio per lui, il duca Rainolfo morì nel 1139 e tutte le città, con l’eccezione di Bari e Troia, si arresero al re normanno, che si riconciliò con la Chiesa e con Innocenzo II.

Bari posta d’assedio
Alla fine anche la città di Troia lo accettò come suo sovrano e Ruggiero poté concentrarsi sulla sola città di Bari.
La pose d’assedio da terra e mare.
[…] fè lavorare con gran prestezza molte macchine militari e trenta Torri di legno assai alte, per abbattere le muraglie della Città e le case ancora di dentro.
Così descrive l’assedio lo storico Antonio Beatillo (1570-1642) nella sua cronaca in Historia di Bari.
Per due mesi la città resistette valorosamente, poi a causa della mancanza di cibo e degli stenti, il popolo iniziò a ribellarsi e il principe Giaquinto dovette optare per i negoziati di pace.
Il tradimento del sovrano
Ed è durante questi negoziati che successe il fattaccio!
Concordarono che “il Re perdonasse a tutti ogni offesa” e che si scambiassero vicendevolmente gli uomini presi prigionieri nei diversi scontri.
Tutto sembrava ormai scritto e firmato, quando un soldato di Ruggiero domandò udienza al re, denunciando di essere stato torturato e aver perso un occhio per mano dei baresi. Ruggiero alterato chiese ai giudici di Bari, Trani e Troia di emettere una sentenza su questa azione e il loro parere fu che “l’errore commesso era contra de’ patti, e che per ciò potea Ruggiero far del Principe e de’ suoi Consiglieri quel che havesse voluto”.
La morsa di terrore attanaglia Bari
Così legittimato, il rancoroso re, piegando la legge al suo volere, fece impiccare Giaquinto con dodici Consiglieri della città, poi prese dieci persone a caso e le fece accecare e mutilare. Altri cittadini abbienti furono arrestati, posti nelle carceri e i loro beni confiscati.
Insomma, lo spietato Ruggiero sfruttò la situazione per sfogare la sua rabbia, non rispettare i patti e instaurare un regime di terrore.
Questa dunque fu la vendetta che, sotto color di giustitia, prese il Re Ruggiero di tanti poveri Baresi, con sì gran terrore del resto della Città che per molti giorni non si trovò chi osasse d’uscir di casa, nè meno a caminar per le strade.
Dalle pagine della Historia di Bari arriva chiara la condanna dello storico rispetto allo spietato atto di ritorsione del sovrano che puntava a creare un regime di terrore nella città sconfitta.
La storia dimostra che chi detiene il potere può essere tentato di usarlo per interesse personale. Ma ogni abuso lascia una cicatrice che diventa memoria, e la memoria è il primo baluardo della libertà. Sta a noi ricordarlo per non permettere che la sete di potere calpesti nuovamente la dignità del popolo.
Copertina: Gemini Google e ChatGpt rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale
Link Wikipedia Ruggero II:
https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_II_di_Sicilia
Bibliografia:
- Antonio Beatillo, Historia di Bari, Cacucci Editore, 2018, Bari
- Vito Antonio Melchiorre, Bari nella storia, Mario Adda Editore, 2002, Bari.
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.