Vegetariano, vegano o onnivoro? Il benessere va oltre le etichette

vegetariano

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Non mangiamo solo per nutrirci. Ogni volta che scegliamo cosa mettere nel piatto stiamo dicendo qualcosa di noi: della nostra storia, dei nostri valori, di come ci prendiamo cura della vita, anche altrui. Eppure, quando si parla di alimentazione, il dibattito si riduce spesso a etichette contrapposte: vegano sì, vegano no; vegetariano meglio, onnivoro peggio.

Come se la salute fosse una bandiera da sventolare e non un equilibrio delicato da ascoltare. La verità è che il cibo ha un peso enorme sul nostro benessere fisico, mentale ed emotivo. Diventa, quindi, necessario vederci chiaro in merito ai vari stili alimentari a base vegetale. E capire se i decantati benefici della dieta onnivora (che non esclude nessun alimento) siano realtà o pia illusione. Per questo abbiamo intervistato il biologo nutrizionista Stefano Pellati, che da molti anni insegna a tantissimi italiani a scegliere gli alimenti migliori per la specifica situazione individuale.

La differenza tra vegetariano e vegano

Per chiarire la terminologia, può spiegarci la differenza tra alimentazione vegetariana e vegana?

L’alimentazione vegetariana esclude carne e pesce, ma continua a includere uova, latte e derivati. L’alimentazione vegana, invece, elimina completamente tutti gli alimenti di origine animale, quindi non solo carne e pesce, ma anche uova, latticini e miele. La dieta vegetariana riduce il consumo di alimenti animali, quella vegana li elimina del tutto.

Sono stili alimentari che chiunque può seguire?

In linea teorica sì, ma nella pratica la risposta dipende molto dalla persona, dall’età e dal momento della vita. In condizioni particolari come gravidanza, allattamento, infanzia, adolescenza e terza età, oppure in presenza di patologie o di un’attività sportiva intensa, è necessario prestare molta attenzione. In questi casi una dieta vegetariana o vegana non è vietata, ma deve essere ben pianificata. Una dieta vegana rigida, in particolare, può risultare complessa da gestire in soggetti fragili, anziani, sottopeso o con disturbi intestinali e problemi di assorbimento. Si tratta di regimi che richiedono maggiore consapevolezza rispetto a un’alimentazione onnivora e che non vanno improvvisati.

Possibili carenze

Quindi, c’è rischio di carenze nutrizionali con un regime vegetale?

Uno dei temi più dibattuti riguarda proprio questo. Chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana può andare incontro a carenze, ma non è un destino inevitabile. Il rischio aumenta quando la dieta è improvvisata o basata su pochi alimenti ripetitivi. Nelle diete vegane, in particolare, la vitamina B12 deve essere necessariamente integrata, perché non è presente in forma attiva negli alimenti vegetali. Altri nutrienti da monitorare sono ferro, omega-3 e la qualità complessiva delle proteine. Anche nei vegetariani il rischio di carenze esiste, seppur in misura minore, per ferro, B12 e omega-3. Proprio per questo, almeno nelle fasi iniziali, farsi seguire da un professionista non è un eccesso di prudenza ma una scelta di buon senso.

L’alimentazione deve essere sempre equilibrata

Scelta consigliata

Esistono situazioni in cui questi regimi vegetali possono diventare una scelta consigliata? Per esempio, in caso di colesterolo alto o ferritina elevata?

Spesso la ferritina elevata è legata a infiammazione, insulino-resistenza o problematiche epatiche e la cosa va ben indagata. Ma quando dovuta a un eccesso di ferro, ridurre il consumo di carne può essere utile perché diminuisce l’apporto di ferro eme, quello più facilmente assorbibile. In caso di colesterolo alto, invece, una dieta vegetariana o vegana ben strutturata può favorire la riduzione dei grassi saturi, aumentare l’apporto di fibre e migliorare la sensibilità insulinica.

Questo non significa che basti eliminare la carne per ottenere risultati: un’alimentazione ricca di pane, pasta raffinata, zuccheri e prodotti vegani industriali può peggiorare il quadro metabolico. Molte persone riferiscono anche un miglioramento della digestione, una riduzione dell’infiammazione e una sensazione generale di leggerezza, quando passano a un’alimentazione vegetariana o vegana. Questo accade soprattutto in chi partiva da una dieta disordinata, povera di verdure e ricca di carni lavorate e alimenti ultra-processati. Tuttavia, non è una regola universale. In soggetti con colon irritabile o forte gonfiore addominale, un eccesso di fibre può accentuare i disturbi.

Anche l’alimentazione onnivora può creare squilibri

E gli onnivori, invece? Chi mangia di tutto è esente da rischi o anche in questo caso serve bilanciare?

Spesso si pensa che certe attenzioni siano necessarie solo per chi esclude carne o prodotti animali, ma è un’illusione. Anche chi segue un’alimentazione onnivora può andare incontro a squilibri importanti se mangia “di tutto” senza criterio. In studio si osservano frequentemente carenze di ferro, vitamina D, vitamina B12, magnesio, folati e un apporto proteico insufficiente proprio in persone che si definiscono onnivore. Mangiare di tutto non equivale automaticamente a mangiare bene. Alla fine, non è l’etichetta a fare la differenza, ma la consapevolezza. Vegetariana, vegana o onnivora: ogni alimentazione può essere sana se è pensata, equilibrata e costruita sulla persona.

Il cibo non è solo carburante, ma cura, scelta, responsabilità. Può riflettere valori etici profondi, ma deve sempre rispettare i bisogni del corpo. Mangiare bene non significa seguire una moda o un’ideologia, ma ascoltarsi, informarsi e scegliere con criterio. Perché il vero benessere nasce lì: nell’incontro tra ciò in cui crediamo e ciò che ci dona salute.


Link sito nutrizionista:

www.studiopellati.com

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Maria Bruno è redattrice, scrittrice e dottoressa in Educazione Socio Culturale e Interculturale. In passato ha collaborato con le testate giornalistiche "Il quotidiano italiano" e "Barinedita". Dal 2021 è insegnante Mindfulness (protocollo MBSR e protocolli personalizzati) e coach personale e spirituale. Da luglio 2020 è impegnata in svariati progetti a supporto delle persone vittime di abuso e violenza. Ha uno spirito nomade e il suo posto nel mondo è il mondo.

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