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Correva l’anno 1954. Venerdì 5 febbraio, è inaugurato in via Pasubio angolo via Giulio Petroni il cinema Armenise.

I fratelli Michele e Giuseppe Armenise, pur non provenendo da precedenti esperienze dirette nel settore, mettono su un’attività all’avanguardia.

Nasce come un monosala con 840 posti a sedere, 600 in platea e 240 in galleria.

Il cinema è completo di ogni tipo di comfort: bar, riscaldamento, termoventilazione, salottini di attesa, poltrone comode e cabina installata con doppio impianto Fedi (marchio italiano di apparecchiature cinematografiche).

La temperatura mantenuta costante a 18 gradi circa e lo schermo panoramico di 10,20 metri per 4,80 metri, metallizzato, per proiezioni in 3D ma adattabile anche per il Cinemascope (formato widescreen dei primi anni Cinquanta).

Progettista e direttore lavori l’ingegnere Michele Scattarelli.

Più volte riammodernato e restaurato, nel 1997 subisce un’importate trasformazione diventando un bi-sala: con 430 posti a sedere in una sale e 150 nell’altra.

Il cinema Armenise resta in funzione per 61 anni, le saracinesche calano il 29 gennaio 2016, ultimi film proiettati: “Quo vado?” di Checco Zalone ed “Assolo” di Laura Morante. Al posto del cinema sarà realizzato negli anni successivi un moderno palazzo residenziale e commerciale.


Copertina: ChatGpt rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale

Fonte:

  • Francesco Maggiore e Valentina Ieva, Territori del cinema, Gangemi Editore, 2013 Bari
  • La Gazzetta del Mezzogiorno, 6 febbraio 1954 – 30 gennaio 2016

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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